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Alessandro Perissinotto, Una piccola storia ignobile, Rizzoli

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Anna Pavesi, trasferitasi da Torino dopo il recente divorzio in un appartamentino di famiglia a Bergamo Alta, viene contattata da una elegante esponente della Milano bene perché indaghi sulla scomparsa del cadavere della di lei sorellastra.
Una richiesta insolita considerando che stiamo parlando di una dottoressa in psicologia.
Inizialmente il lauto compenso e successivamente le trame che si vanno via via confondendo e dipanando, vincono perplessità e timori, e nelle prime righe incontriamo Anna Pavesi alla fine della sua avventura investigativa, in piena notte, intenta a scavare una fossa in un boschetto del milanese inseguendo le conclusioni di quella che col procedere del racconto si rivela una banale, piccola storia ignobile, per dirla con Perissinotto e con Guccini.
Un noir d’atmosfera, tra cascinali, trattorie, piccole aziende a conduzione familiare sotto gli sguardi vigili delle prostitute extracomunitarie in attesa dei clienti lungo le provinciali lombarde immerse nella nebbia.

Sullo sfondo delle dense foschie tra Magenta e Vittuone e di un paesaggio urbano che sfila silenzioso lungo provinciali affiancate da radi boschi selvatici si profila l’inquietudine del Male che si annida spesso senza premeditazione nelle pieghe dell’animo umano.
Un paesaggio dell’anima che si sposa ad una scrittura essenziale, che semina indizi con apparente casualità e snoda senza grandi colpi di scena la trama di un giallo in cui sono protagonisti il caso e le piccole coincidenze attraverso le quali approdiamo alla felicità o alla distruzione.

Primo di una trilogia incentrata sulla psicologa Anna Pavesi, in questo capitolo d’esordio conosciamo una donna forte che ci si presenta in un momento di fragilità e solitudine, che guarda al passato con la tenerezza di chi stenta a recidere radici intrecciate in anni di matrimonio, per la prima volta sola di fronte ai pericoli di una nuova vita, sospesa tra la tentazione di riaprire il paracadute coniugale e la consapevolezza di una scelta obbligata.
Personaggio interessante, piacevolmente concreto, da ritrovare ne “L’ultima notte bianca” e nel successivo “L’orchestra del Titanic”.

Viv

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