Regali handmade solidali. Riflessioni sull’arte del dono

C’è chi ci ragiona con largo anticipo e chi si riduce all’ultimo minuto ma, rassegniamoci, a breve tutti cominceremo a pensare ai regali di Natale.
Pochi o tanti che siano, ci rende felici condividere “almeno un pensierino” con le amiche, le colleghe, la vicina di casa o le maestre di scuola.

Sembra superfluo dirlo ma ciò che rende davvero speciale un dono è tutto quello che non si vede. A renderlo unico infatti è la riflessione che lo ha preceduto non certo il valore monetario puro e semplice.
Per questo motivo, soprattutto quando si tratta di regali che non vogliono avere grandi pretese economiche, l’importante è non scivolare nella banalità degli oggetti in serie che, spesso per contenere i costi riescono ad essere anche straordinariamente brutti ed inutili.

L’handmade è sempre più la scelta di chi nel dono cerca l’originalitá di un prodotto unico, pensato e curato nei dettagli che si possa personalizzare e adattare a chi lo riceve.

Dunque se in aggiunta a tutto questo scegliamo un prodotto handmade solidale, regaliamo un doppio sorriso: a chi riceverà il nostro dono e a chi beneficerà del nostro supporto.

Nel mio caso il sorriso è quello dei bambini di Iasi, in Romania.
Lì c’è un centro diurno che segue i minori di famiglie numerose con difficoltà economiche, garantisce loro un luogo in cui ritrovarsi, giocare e crescere, in cui sia possibile ricevere un supporto psicologico, un aiuto per proseguire gli studi, un ambiente riscaldato d’inverno dove fare i compiti e la merenda.
E nel mese di agosto i volontari italiani, che durante l’anno raccolgono fondi per sostenere economicamente il centro, raggiungono Iasi e trascorrono le vacanze con i bambini, organizzando insieme a loro attività ricreative.

Se volete saperne di più, seguiteli su FB. Li trovate come Associazione Gruppo Romania.

Viv

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Un’onda blu per l’Autismo

Sapevate che il 2 aprile è la Giornata di consapevolezza sull’Autismo?
Io l’ho scoperto grazie a Milena che mi ha invitato ad aderire alla settimana per l’autismo pubblicando qualcosa di #blu tra il 27 marzo e il 3 aprile.

Di autismo mi è già capitato di parlare sul blog consigliando il romanzo di Matthew Dicks “L’amico immaginario” ma non ne ho una conoscenza diretta e approfondita anche perché è un disturbo piuttosto complesso che si manifesta con infinite combinazioni che coinvolgono la sfera verbale, le relazioni interpersonali e la capacità di interazione con gli stimoli esterni.

Curiosando in rete ho scoperto che alcune catene di supermercati inglesi stanno sperimentando un programma autism friendly, che prevede un’ora a bassi stimoli sensoriali per agevolare gli acquisti delle famiglie con bambini autistici che sono sopraffatti dal sovraccarico sensoriale prodotto da luci, rumori e affollamento.
La settimana dell’autismo è un invito a creare informazione poiché la conoscenza e la familiarità abbattono i muri, generano empatia e semplificano i problemi.

Faccio mio l’invito di Milena e ve lo giro.
Mi piacerebbe che durante quella settimana la rete si riempisse di post #blu -una foto, una ricetta, una creazione handmade- con un piccolo richiamo all’idea a cui fa capo la scelta di quel colore.
Accendiamo i nostri riflettori e aiutiamo a diffondere la cultura dell’inclusione partendo dalla conoscenza di ciò che ci disorienta perché fuori dal nostro ordinario.

Segnatevi la data sul calendario: aspetto le vostre idee blu nella settimana tra il 27 marzo e il 3 aprile e comincio a preparare le mie.

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Viv

In via d’estinzione

Non mi corrispondono molto i bilanci annuali ma approfitto volentieri del mio terzo compleanno virtuale per tracciare una sorta di cerchio magico.

Ringrazio chi mi ha chiesto informazioni, consigli, spiegazioni, schemi di lavoro e ha mostrato gratitudine con due semplici righe di risposta.
Stupirà sapere che sono pochissimi ma qualcuno l’ha fatto.

Ringrazio chi continua a mantenere i contatti o a lasciare un commento malgrado abbia chiuso il suo blog o l’abbia abbandonato da tempo, perché se è vero che ci muoviamo in un mondo virtuale le persone non lo sono mai.

Ringrazio chi ha avuto il desiderio di conoscermi e di condividere la possibilità di un’amicizia.

Ringrazio per le piccole gentilezze inaspettate, per il libro che desideravo leggere, per la ricetta del dolce natalizio, per il pacchetto inaspettato, per le attenzioni non dovute e per questo ancora più gradite.

Grazie a tutti voi che scegliete di mantenere in vita parole e gesti in via d’estinzione.

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Viviana

Il trono vuoto

Roberto Andò, Il trono vuoto, Bompiani

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Di solito preferisco il percorso opposto ma a volte capita che la visione del film preceda la lettura del libro.
E’ avvenuto, del tutto casualmente, con “Il trono vuoto” di Roberto Andò che ha curato con Antonio Pasquini anche la direzione e la sceneggiatura del film.
A parte la variante sul titolo -“Viva la libertà- che precipita in uno sconfortante anonimato la scelta originale, il film merita e si avvale dell’interpretazione magistrale di un grande Toni Servillo impegnato nella parte del protagonista e del suo doppio.

In una Italia sovrapponibile a quella dell’ultimo ventennio berlusconiano, il segretario del primo partito di opposizione, nell’imminenza di una disfatta elettorale e a fronte di sondaggi poco incoraggianti, scompare dalla scena politica senza lasciare traccia di sé.
Rifugiatosi in Francia ospite di un amore giovanile cerca di ritrovare se stesso e le passioni che muovevano i suoi passi prima che la staticità e i compromessi di Palazzo erodessero il suo spirito.
In patria il suo braccio destro nel tentativo di coprirne la fuga finisce col rivolgersi al gemello Ernani -esimio studioso di filosofia, vissuto nell’ombra e affetto da disturbi bipolari- che ripetendo uno scambio di ruoli sperimentato goliardicamente in gioventù comincia a parlare in nome del segretario infondendo freschezza ed immediatezza ai suoi proclami e facendo risalire vertiginosamente i consensi.

Siamo di fronte ad un romanzo che si muove con grazia in un mondo dove le maschere sono più numerose che in teatro, alternando citazioni dotte e richiami letterari.
La perfetta adesione tra pagina scritta e immagine filmata porta una sovrapposizione eccessiva per chi arrivi al romanzo in seconda battuta e la straordinaria forza espressiva di Toni Servillo offusca in parte una scrittura che appare molto studiata.
Resta l’analisi spietatamente amara di una politica -quella italiana- ormai in necrosi a più livelli, autoreferenziale, votata all’autoconservazione, priva di idee, che si esprime con un linguaggio involuto e incomprensibile ai suoi elettori.
Particolarmente interessante il rimando -esplicito anche se piuttosto in sordina- al romanzo di Kosinski “Oltre il giardino”, da cui fu tratto un film con Peter Sellers nei panni del giardiniere che conquista l’opinione pubblica con l’apparente ingenuità delle sue metafore naturalistiche, imprimendo al linguaggio politico la semplicità disarmante del buon senso comune e della saggezza popolare.
Sullo sfondo, la relazione col proprio doppio, i conflitti sentimentali irrisolti, il male di vivere e le passioni, non solo amorose, che hanno il potere di risvegliare il nostro spirito sopito.
Ed un finale ambiguo che nel film ha lo sguardo scanzonato e sornione di Servillo .

“Oggi mi chiedo perché la gente non diffidi di chi sa parlare bene in pubblico. Degli oratori affascinanti. Degli oratori travolgenti. Quelli che in ogni circostanza praticano l’illusionismo più efferato, illudendo la gente di poter contenere con le parole il caos e il dolore del mondo, di saper gestire l’impossibile.”

“Il consenso deve cambiare forma. (…) Il consenso è una cosa seria, e non ha niente a che fare con le alleanze. Oggi l’unica alleanza possibile è con la coscienza della gente.”

Viv

The bear and the hare

Questa è la storia di due amici che vorrebbero trascorrere il Natale insieme.
Ma come fare, se uno dei due è un grosso orso bruno che si appresta ad andare in letargo?

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Ci vuole il regalo perfetto, quello che solo i veri amici sanno scegliere.

Questo dolcissimo filmato pubblicitario sarà trasmesso solo in U.K. giacché traina gli acquisti natalizi della catena britannica John Lewis.

Cliccate sul link e godetevi questi attimi di poesia.

Viv