Portachiavi con iniziale

Il proverbio recita che “chi si somiglia si piglia” e, mutatis mutandis, vale anche per le community sui social: gruppi di persone affini che orbitano le une intorno alle altre, naturalmente attratte da interessi comuni o da un comune modo di essere e di accogliere l’altro.
Alcune di queste persone le ho incontrate, con altre è nata un’amicizia a distanza.
Con tutte è rimasta la voglia di rivedersi.

Questi portachiavi sono nati per ringraziare Ivana e Ale de I gioielli di Ale che ieri mattina sono venute a conoscermi. Grazie per i vostri sorrisi, per il vostro entusiasmo, per la gioia che mi avete trasmesso… tutto moltiplicato per due!

E, tra una chiacchiera e l’altra, ci siamo dimenticate di immortalare l’incontro, ma per me non è una novità perchè ci casco tutte le volte.

Viv

Margherite

Margaret, Meg, Daisy, Maggie, Marge. A partire dai sette anni, quando lessi per la prima volta “Piccole donne”, ogni volta che incontravo un nuovo vezzeggiativo inglese del nome Margherita lo memorizzavo. Mi sembrava strano che ce ne fossero così tanti. Sarà che in italiano Margherita tutt’al più viene abbreviato in Marghe o in Ghita. E io, che pure avevo già incontrato Ghita in un romanzo di Giana Anguissola, all’epoca non avevo certo fatto il collegamento.

In attesa di avvistare le prime margherite, ecco il set romantico per chi di Tiffany ama anche le gradazioni di colore.


Insieme alla bustina c’è un piccolo portachiavi berlingot.
Questo portachiavi è insospettabilmente comodo da tenere in mano, facile da trovare in borsa, lavabile e soprattutto leggero come, secondo me, dovrebbero essere tutti i portachiavi.

Viv

Wedding favors

Quando si parla di bomboniere è importante non lasciare nulla al caso.
Ogni sposa infatti desidera qualcosa di unico per le sue nozze, un piccolo ricordo che entri a far parte della vita di chi lo riceve, qualcosa di delicato e, perché no, di utile.

Quando a sposarsi è un’amica di infanzia al suo secondo “sì” il desiderio di farla contenta è ancora più grande.

Ecco cosa abbiamo scelto insieme per ricordare questo giorno.

Il fiordaliso nel linguaggio dei fiori significa leggerezza e felicità e fiorisce proprio in questi mesi.

Azzurro infine è il lino con cui ho rifinito il portachiavi e realizzato il sacchettino coordinato per i confetti.

Viv

Oops-a-daisy

Le margherite sono i fiori dei bambini.
I primi che abbiamo stritolato in un mazzolino da regalare alla mamma, quelli che sfogliavamo recitando “m’ama non m’ama” quando l’amore era ancora una faccenda da “grandi”, quelli che provavamo ad intrecciare maldestramente per formare delle ghirlande da mettere nei capelli, l’ingrediente nobile di molte insalate di terriccio e sassi.

Se da piccola non le amavo particolarmente, così comuni e poco pretenziose, ora mi sembrano semplicemente perfette e quando, dopo un lungo inverno, i prati cominciano a riempirsi di bottoncini bianchi e gialli è sempre un momento di gioia.

Viv

L’estate… finalmente!

L’estate sa di sabbia e salsedine, di conchiglie, di erba tagliata, di sassi roventi e di temporali.
L’estate in campagna sa di fiori, di profumi e… di insetti.
Questi ultimi solitamente non sono molto amati ma chissà com’è, quando si tratta di coccinelle siamo tutti disposti a fare un’eccezione.

Piccolo portafortuna estivo per chi l’estate -e la fortuna- ama portarsele addosso tutto l’anno.

Viv

Perversione creativa

L’ho già scritto tante volte: noi amanti del cucito tendiamo a sviluppare una dipendenza da scampolo.
Niente che non si possa curare beninteso, piuttosto una innocua, piacevole, perversione che ci spinge ad accumulare ogni ritaglio di tessuto, ogni strisciolina, centimetro di passamaneria stipandolo in cassetti già zeppi e che ci fa esultare di gioia quando riusciamo a piazzare quel ritaglietto apparentemente inutile che conserviamo da tempo in attesa del miracolo.

Come tutte le compulsioni più o meno ossessive tende a peggiorare col tempo, ragione per cui ogni tanto è indispensabile elaborare strategie di smaltimento.

Non stupirà dunque che riproponga questi portachiavi berlingot che tra l’altro sono comodissimi da tenere in mano -provare per credere- e facilissimi da scovare in borsa.

Per l’occasione ho unito i miei ritaglietti e quelli di un’amica (grazie Paola!) e ho cucito anche questa trousse che da sola ha sbaragliato numerosi avanzi di tessuto.

Nel frattempo mi diletto nel provare le greche della macchina da cucire.

Il patchwork però è talmente divertente che la tentazione di acquistare appositamente stoffe coordinate solo per creare combinazioni sempre nuove è fortissima…non per niente parlavo di dipendenza.

Viv