Fermacapelli shabby

Diciamocelo: le mollette per capelli solitamente sono plasticose e dozzinali.
Certamente mi è capitato di incrociarne di belline a prezzi accessibili ma è un fatto che tra i fermacapelli griffati e l’espositore del centro commerciale ci sia una zona d’ombra che nemmeno Accessorize riesce a colmare.
Se non amate la plastica e guardate con giusto sospetto i mutui bancari per futili motivi, armatevi di santa pazienza perché la ricerca, salvo insperati colpi di fortuna, sarà lunghetta.
In alternativa c’é sempre l’handmade.

Questa molletta ha una base in acciaio a cui ho sovrapposto un bindello cucito in tela di lino su cui ho applicato alcuni bottoni inframmezzati da roselline in tessuto. Si tratta della classica molletta con lo sgancio laterale che funziona benissimo per fermare i capelli in una coda piatta al posto del classico elastico.

Il bottone in ceramica con la rosa è uno dei miei acquisti allo shop del Victoria & Albert Museum.

Viv

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Trapunta di stelle

Infinity scarf cucita in quattro e quattr’otto con un mash up di scampoli di tessuto leggero, blu notte cangiante, luccicoso ma con discrezione.
Un accessorio carino per dare luce al jeans dei giorni di festa, alla serata casual tra amiche, all’aperitivo dopo lavoro per per lo scambio dei doni.

Un esempio perfetto in cui l’utilizzo dello scampolo -in questo caso addirittura otto ritagli con fantasie differenti seppure omogenee- è un punto di forza e conferisce movimento e personalità.

Viv

Beanie hat con tutorial

Questo è un berretto che va un po’ per conto suo, si allunga e si inclina come un fagiolo. L’alternanza delle fasce a diritto e rovescio inoltre crea un bell’effetto fisarmonica.
Ne ho fatti un paio, uno color nocciola e uno arancio che completa il maglione di qualche giorno fa.

Se vi piace l’idea, ecco qui il tutorial per realizzarlo in velocità.
Spero che le mie indicazioni siano sufficientemente chiare ma vi consiglio di aiutarvi con l’immagine, perché è più difficile da spiegare che da fare.

Con il ferri del 6,5 montare 64 maglie.
Lavorare per 11 righe a coste due per due.

Lavorare a rovescio la 12esima riga e continuare per altre tre righe a maglia rasata. Poi alternare ogni tre righe il verso della maglia rasata in modo da creare l’effetto fisarmonica.
Guardando il lavoro rispetto a quello che sarà l’esterno del berretto, distribuire 5 calati durante la riga centrale a diritto tra terza e la quarta fascia a rovescio e 6 calati tra la quinta e la sesta.

Dopo l’ultima riga a rovescio ci si trova sul rovescio del cappellino con 53 maglie. Lavorare una riga a rovescio passando a ferri di misura inferiore (io ho usato il 5,5).

Sul diritto del berretto distribuire dei calati su tutto il ferro secondo questo schema: 1D, 1R *2Dinsieme, 1R, 2Dinsieme, 1R* 1D

Lavorare a coste 1×1 per altri 3 ferri, poi sul diritto del lavoro lavorare due diritti insieme per tutto il ferro escluse le due maglie di vivagno. Raccogliere le maglie con l’ago e cucire il retro del berretto.

Viv

Tutorial guantini fingerless

Sul blog trovate molti post dedicati a loro, con piccole varianti di colore, lunghezza e disegno. Se scorrete nella categoria “tricot” li potete anche vedere indossati e valutare meglio la vestibilità.
Da quando ho pubblicato i primi, un paio di anni fa, mi è capitato diverse volte che qualche lettrice del blog mi scrivesse in privato per chiedermi il modello.

Così, per fare un regalo di Natale alle amiche che si dilettano di maglia, e semplificarmi la vita, ho deciso di condividere i miei appunti. Non essendo un’esperta di maglia, ve li giro come li ho memorizzati io per non dimenticare i vari passaggi.

La lunghezza e la larghezza possono essere variate a partire da queste indicazioni, per allungarli basterà aggiungere alcune righe a maglia rasata, per allargarli aumentare un paio di maglie. Alla 26esima riga, dove inizia il motivo traforato, eventuali aumenti vanno suddivisi ad inizio e fine riga, lasciando il motivo inalterato.

Ferri diritti numero 3. Montare 38 maglie. Per essere certi che i guanti siano identici è preferibile lavorarli contemporaneamente, con due gomitoli separati.

1 riga: Rovescio
2 riga: Diritto
3 riga: costa 1D/1R (proseguire fino alla riga 17)

18 e 19 riga: D
20 e 21 riga: R

22 riga: D
23 riga: R
24 riga: D
25 riga: R

26 riga: buchetti: (2 diritti / 1 gettato / 2 ins. a diritto / 1 diritto / 1 gettato / 2 ius. a diritto / 1 diritto…)

27 riga: R
28 riga: D
29 riga: R
30 riga: D

31 e 32 riga: R
33 e 34 riga: D

35 riga: R
36 riga: D
Continuare a lavorare tutte le righe dispari a rovescio e tutte le righe pari a diritto fino alla riga 46 (a diritto)

47 riga: D
48 riga: R
49 riga: D
50 riga: D
51 riga: R
52 riga: R
53 riga: D
54 riga: D
55 riga: R
56 riga: D
57 riga: R
58 riga: chiudere a rovescio

Cucire i lati del guantino lasciando lo spazio per il pollice. Rifinire il pollice all’uncinetto: raccogliere le maglie con due giri di punto basso e uno di punto gambero.

 

Buon lavoro e ricordatevi di mandarmi le foto dei vostri guantini e perché no, di mettere il link al mio blog se li pubblicate sui vostri social.

Viv

NB: Per realizzare un tutorial occorrono tempo e pazienza. Se utilizzi questo tutorial metti il link al mio blog in segno di apprezzamento per il mio lavoro.
Grazie

Berretto e scaldacollo

Un classico dei regali di Natale, direi.
In questo caso la sciarpa è diventata uno scaldacollo -di quelli tubolari antigelo che sto facendo ultimamente- e il berretto è un modello che non avevo mai sperimentato, con dei motivi a spicchi e un risvolto a coste e trecce che protegge doppiamente le orecchie dal freddo.

Ideale per affrontare i mercatini di dicembre senza prendere freddo.

Ah, il pom pom ho tentato di non metterlo ma mi era giusto avanzato un mezzo gomitolo di lana e non ho saputo resistere.

Viv