Charlotte

Lo confesso: ho fatto fatica a separarmi da questa trousse.
A volte mi capita, soprattutto quando si tratta di un progetto speciale e il risultato supera le aspettative. In questo caso però la destinataria è un’amica che custodisce tanti talenti del cuore e dell’intelletto. Ama la bellezza, crea dolci meravigliosi e so per certo che apprezzerà tutto l’iter: dalla scelta del ricamo, a quella delle stoffe, colori, dettagli ed effetto finale. Capace che ci scappi pure una lacrimuccia.

Per il ricamo ho scelto un particolare della Grille ABC “Pâtisserie” di Les Brodeuses Parisiennes.  Se ve lo state chiedendo la risposta è sì, nella mia do to list del ricamo ci sono moltissimi dolcetti e da tempo aspettavo l’occasione giusta per questa charlotte che ho amato subito per quelle piccole viole del pensiero e per quel delicato nastro lilla.

Le stoffe invece sono tre nuance di lino coordinate: all’esterno roselline e piccoli pois, all’interno una variante con scritte in corsivo e piccole rose.

E’ una trousse capiente, da lasciare sulla mensola del bagno per tenere in ordine i flaconi della crema corpo, del tonico o dello struccante o per un week end nei luoghi del cuore.

C’è una gioia che non somiglia a nessun’altra quando si crea qualcosa per le persone a cui si vuole bene.

Viv

Blueberry cupcake keyring

A volte capitano tra le nostre mani degli scampoli di stoffa che ci piacciono subito tantissimo. È quello che mi è successo con questo, che ha delle bellissime tonalità di azzurro e di lilla.
Dopo il portachiavi con i myosotis ero alla ricerca di un altro ricamo da abbinare all’ultimo ritaglio e mi sono ricordata di questo cupcake coi mirtilli che avevo addocchiato diverso tempo fa.

Il portachiavi è sempre maxi, infatti il cuscinetto misura cm 10 x cm 8.

Questo pasticcino violetto è un particolare del pannello “Cup Cakes” di Soda Stitch, designer a cui ritorno sempre volentieri perché i suoi schemi mi ricordano le illustrazioni di un libro per bambini e mi mettono allegria.

Viv

Violette alla lavanda

In queste settimane sto dando spazio a lavoretti che non richiedono troppa continuità: il ricamo infatti per sua natura può essere lasciato in sospeso senza soffrirne e l’assemblaggio di questi sacchettini profumati non richiede tempi lunghi alla macchina da cucire.
Il motivo è presto detto: ho la mamma ricoverata per una brutta caduta con frattura di femore e polso perciò la mia routine quotidiana ha subito dei cambiamenti piuttosto drastici.

I momenti in craft room mi aiutano a ricaricare le batterie e a mantenere l’equilibrio perciò, seppure a scartamento ridotto, continuo a coltivare la mia oasi di bellezza in attesa di riprendere a pieno ritmo i progetti in sospeso.

Oggi violette, anche se il cuore di questi sacchettini è sempre imbottito di lavanda.

Le violette sono tratte da una ghirlanda pubblicata su “Fleurs et plantes aromatiques” di M. Bonnin, V. Enginger, C. Lacroix.

Da mettere in un cassetto o da appendere nell’armadio, scegliete voi.

Viv

Maxi portachiavi

Il Bello aiuta il Bene. Me l’ha scritto una persona che ho conosciuto grazie a queste finestre virtuali con cui si stringono tanti rapporti veri.
E sapete una cosa? L’ho sempre pensato anche io. Sono sempre stata grata della bellezza che incrociavo nella mia vita, ho sempre sostenuto che vivere affacciati su un bel panorama renda le giornate migliori e che l’arte guarisca molte ferite, così come le parole scelte con cura.
Questa stessa cura io l’ho messa per scegliere il ricamo che si sposasse perfettamente con la cotonina di questo maxi portachiavi.
Maxi perché è un po’ più grande di quelli che cucio solitamente, più facile da trovare nel caos delle nostre borse ma ugualmente leggero e certamente non troppo ingombrante.

Il ricamo è tratto da una rivista russa scritta in cirillico, perciò non so per certo di che fiore si tratti. Opterei per il myosotis, altrimenti detto non ti scordar di me , anche perché lo schema originale è in azzurro, ma mi sono presa una licenza e ho accentuato la sfumatura violacea che, per altro, esiste anche in natura.

Di questi piccoli fiorellini ho sempre apprezzato il loro sottrarsi alle brame di chi li vorrebbe addomesticare nell’acqua di un bicchiere. Sono creature delicate che sopravvivono solo in natura o, nella migliore tradizione romantica, tra le pagine di un libro.
Un po’ come i papaveri.

Viv

Tra le margherite

Questo ricamo riposava da molti anni nel mio cassetto delle meraviglie. E di meraviglia davvero si tratta perché è uno schema bellissimo di Priscilla Hillman, di quelli che “rubano” ore anche solo per i dettagli. Da qualche anno ormai non utilizzo più la tela Aida e se mai decidessi di duplicarlo, ora come ora lo riprodurrei su fili contati, ma devo ammettere che questo ricamo è talmente bello che anche con la Aida  a quadretti piccini rende benissimo.

Volevo regalargli un’opportunità e così ho deciso di incorniciarlo. Ho scelto una fascia di tessuto verticale che si intona perfettamente al ricamo e alla cornice bianca di Ikea e ho rifinito con una passamaneria delicata come i petali di quei fiorellini.

Viv

Portachiavi con iniziale

Il proverbio recita che “chi si somiglia si piglia” e, mutatis mutandis, vale anche per le community sui social: gruppi di persone affini che orbitano le une intorno alle altre, naturalmente attratte da interessi comuni o da un comune modo di essere e di accogliere l’altro.
Alcune di queste persone le ho incontrate, con altre è nata un’amicizia a distanza.
Con tutte è rimasta la voglia di rivedersi.

Questi portachiavi sono nati per ringraziare Ivana e Ale de I gioielli di Ale che ieri mattina sono venute a conoscermi. Grazie per i vostri sorrisi, per il vostro entusiasmo, per la gioia che mi avete trasmesso… tutto moltiplicato per due!

E, tra una chiacchiera e l’altra, ci siamo dimenticate di immortalare l’incontro, ma per me non è una novità perchè ci casco tutte le volte.

Viv

Only for knitters

A Monza oggi è week end di Gran Premio ma è anche il primo week end con le temperature in picchiata, quindi il rombo dei motori della F1 mi arriverà attutito dalle finestre chiuse.

Come i personaggi dei romanzi vittoriani, che facevano recapitare il loro biglietto da visita ai conoscenti al solo scopo di avvertirli della loro presenza nella capitale, anche l’autunno ha tenuto a ricordarci che, prima o poi, ci toccherà organizzare un incontro.
Mentre controllo le scorte di tè e dolcetti, nel laboratorio di Stravagaria diamo il benvenuto alla stagione della lana con un post che, a dispetto del titolo, ha poco a che fare con il lavoro a maglia.

Per abituarmi gradualmente all’idea del maglione riparto da una pochette -non pensavate mica che me le fossi dimenticate, vero?- e dai gomitoli del ricamo all’interno dell’oblò, un dettaglio tratto dal pannello “Sewing room” di Soda Stitch.

So che in molti mal sopportano il caldo ma la prima scarpa chiusa dopo mesi di sandali mi fa sempre sentire bisognosa di un certo qual indennizzo. E no, non può essere una cioccolata calda, per quella non sono davvero pronta.

Viv