Unica

C’è chi si emoziona per un nuovo smalto, chi per un paio di scarpe, chi per una spezia introvabile. Per me nulla vale un bel sacchetto di scampoli, in questo caso gli scarti di un tappezziere. Tessuti lavorati con dei bei motivi a rilievo in tanti colori accesi,
tutti abbastanza piccoli e disomogenei, al punto che per dar loro una nuova vita mi sono giocata l’opzione patchwork.

Li ho assemblati con uno schema un po’ anarchico unendo ritagli e passamaneria. È un’idea che avevo in testa da un po’: una borsa unica di nome e di fatto, sicuramente non riproducibile in modo identico.

Ho stabilizzato i pannelli con una tela adesiva ma non ho usato imbottitura visto che i tessuti sono già piuttosto consistenti.

Tasca con cerniera, chiusura magnetica e manici in ecopelle. Inoltre grazie alle calamite laterali é possibile ridurre le dimensioni della borsa e darle un look diverso dalla solita tote bag.

Viv

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Borsa da lavoro

Io ci sono cresciuta con l’idea della borsa da lavoro.
Nella mia famiglia quando si partiva per le vacanze mamma e nonna mettevano sempre qualche lavoretto in valigia e ogni giorno insieme alla merenda, al golfino e alla borraccia ci portavamo in passeggiata anche l’uncinetto o i ferri da maglia.
I gomitoli trovavano rifugio in una borsa di tela insieme a qualche ago, alle forbicine e a quell’operosa confusione di schemi e appunti che continua a seguirmi dopo decenni.

Avevo un piccolo taglio di stoffa con micetti e macchine da cucire e ne sono uscite una borsa con una leggera imbottitura trapuntata nella parte inferiore, chiusa con una cerniera a tutta lunghezza, e una bustina piatta per gli accessori.

Viv

Faccia da gatto

Allegra e perfetta per la bella stagione questa stoffa con i gatti arancioni su sfondo bianco è venduta da Ikea.
La ditta svedese che tutti amiamo produce una stampa identica in bianco e nero con i musetti più piccoli ma purtroppo non è disponibile a metraggio.
Sono stata a tanto così dal comprare una delle tende confezionate, potete giurarci, ma l’idea di acquistare un prodotto finito per poi smembrarlo non mi andava del tutto a genio.

Con il tessuto arancione, in ogni modo, ho cucito due shopper con manici di lunghezze differenti.

Questa volta ho voluto testarle come borse da spiaggia: asciugamano, creme solari, libro e ci starebbe più che comodamente anche una trousse per gli effetti personali.
Che dite? Credo proprio si meriterebbero uno spazietto in valigia soprattutto nel caso di viaggi aerei dove peso e ingombro non sono fattori secondari.

L’unico problema con una shopper così è fare attenzione che le amiche gattare non ve la sgraffignino tra un complimento e un diversivo.
Tenetela d’occhio.

Viv

Nuove shopper

La primavera è arrivata e, secondo tradizione, ho cominciato a fare ordine negli armadi.
Inutile dire che il più temibile resta a tutti gli effetti quello della craft room e non perché io sia particolarmente disordinata, anzi. Il fatto è che appena varco la soglia del mio laboratorio sento distintamente l’entropia che mi sbeffeggia riproponendomi le immagini patinate di quegli spazi creativi da rivista che qualche creativa ogni tanto riesce a postare.

Ecco, io nemmeno per la foto ricordo da mettere sul blog riesco ad avere una scrivania sgombra e un armadio ben organizzato.

Su tutto, il problema maggiore è sempre quello dell’accumulo e quindi sono passata all’azione riassortendo le shopper e smaltendo in via definitiva alcuni tessuti.

Leggere e pratiche da portare in gita, lavabili in lavatrice.
L’amica insegnante ci metterà i libri di testo, quella musicista gli spartiti, la neo mamma i giocattoli e la merenda da portare ai giardinetti ma, credetemi, non si offenderanno neppure di fronte a frutta e verdura.

Da quando l’ho proposto, il tutorial per cucire le emergency shopper è sempre tra i più gettonati e in effetti queste borse rappresentano il progetto ideale per chi vuole imparare a cucire.

Per chi volesse cimentarsi trovate i miei tutorial per le shopper richiudibili qui e qui.

Se la direzione della stampa del vostro tessuto non può essere capovolta senza risultare sottosopra -come nel caso della stoffa con le erbe aromatiche- ricordatevi di tagliare separatamente davanti e dietro, aggiungendo alla lunghezza di ciascun rettangolo un centimetro abbondante per le cuciture, e unite i due rettangoli alla base, prima di procedere come da tutorial, utilizzando quella stessa cucitura francese che userete per i lati (prima diritto contro diritto e poi a rovescio, pizzicando la cucitura fatta sul diritto in modo che resti all’interno). Digitando cucitura francese trovate immagini del procedimento anche in rete.

Viv

In spiaggia con Naj-Oleari

Negli anni Ottanta Naj-Oleari spopolava, insieme al Moncler e alle Timberland, per lo meno tra le liceali della Milano “bene”.
Ricordate quelle belle stoffe plastificate dai contrasti decisi? Difficile scegliere perché erano tutte bellissime però io avevo un debole per quella blu con i tulipani rosa. Purtroppo all’epoca erano accessori piuttosto costosi per le mie tasche ma quanto mi sarebbe piaciuta una di quelle tracolle a postino! Qualche giorno fa girellando su ebay ho scoperto che le borse originali hanno ancora oggi un certo mercato, per cui se in qualche anfratto del vostro armadio sopravvive una Naj-Oleari vintage, guardatevi dal liberarvene.

Questa stoffa è firmata Naj-Oleari ma per la verità ha poco a che vedere con le fantasie a piccoli soggetti ripetuti che andavano di moda quand’ero ragazzina.

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Appena l’ho vista ho pensato che tutte queste pennellate di colore fossero perfette per una allegra borsa da mare.

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Manici bicolori, fodera fucsia per un contrasto allegro e deciso, tre taschine interne per accessori e occhiali da sole e un utilissimo moschettone.

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Le trousse sono due e hanno entrambe un’asola che permetterà di ancorare al moschettone di volta in volta quella che ci sembrerà più opportuno custodire con maggiore attenzione.

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Viv

 

Le poltroncine della zia Elvira

Questo biglietto era infilato tra le pieghe di una stoffa rosso rubino che riposava nel cassetto di una casa che non conosco.

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Lo firma la “zia Elvira” con una grafia molto simile a quella della nonna omonima di cui ogni tanto torno a raccontare e a cui devo la passione per il cucito, la maglia e i lavoretti manuali.
Stoffa e biglietto sono arrivati a me conservando gran parte del loro mistero in cerca di una nuova occasione che non ha tardato ad arrivare.

Evidentemente dopo aver ricoperto le sette poltroncine deve essere avanzata una striscia di tessuto ed è da questa che ho ricavato una borsa grande e cascante decisamente informale.

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Le chiamano hobo bag, borse vagabonde, figlie dei fiori e della spensieratezza.

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Effetto slouchy, cerniera, tracolla e una fodera con una fantasia anni Settanta.
Perfetta anche per la spiaggia.

Il modello che ho utilizzato, fatte salve alcune modifiche nel raccordo della tracolla che ho preferito sagomare diversamente, è questo.

Viv

Tapestry bag #blue

Più capiente della sorellina arancio, e ugualmente leggera.
In un pomeriggio di shopping o una gita fuori porta si farà notare per il disegno a tralci fioriti e darà risalto al jeans o all’abito coloniale color sabbia.
Di rigore il cappello di tela. Io la vedo così.

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La borsa si chiude grazie ad un bottone magnetico. Il bottone ricoperto è puramente decorativo. All’interno una tasca a scomparsa con cerniera e un moschettone per agganciare la bustina piatta abbinata.

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Ed eccola indossata, per meglio apprezzare le dimensioni.

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Viv