Liberty frogs & butterflies

All’inizio era solo uno scampolo della larghezza di una spanna, una fantasia di ranocchie e farfalle da vetrata art decò ma quando l’ho accostata ad una stoffa @SantoroLondon che  avevo acquistato tempo fa -un colore con un sapore antico e tanti piccoli pois irregolari quasi sbiaditi- ha preso forma l’idea ed è nato un set di pochette che riecheggia le sere estive  quando il silenzio dei dopo cena è rotto solo dal gracidare delle rane.

Abbiamo ormai capito che la primavera ci sfuggirà tra le dita in un susseguirsi di bollettini della protezione civile ma io butto il cuore oltre l’ostacolo e guardo all’estate che spero ci restituisca la serenità per vivere gli attimi con pienezza e gratitudine. Allora la solitudine non sarà imposta per decreto e l’immobilità di quelle serate tornerà a sembrarci un dono prezioso e non una sospensione gravata da troppe apprensioni.

Viv

Il business delle mascherine fai da te

Viviamo tempi difficili e urge una piccola riflessione sul boom delle mascherine handmade in rete. A Milano e provincia le mascherine chirurgiche, per non parlare delle famigerate ffp2 e ffp3, sono risultate introvabili sin da subito e da settimane spopolano ovunque i tutorial.

La maggior parte delle creative che seguo hanno messo a disposizione gratuitamente i pattern, hanno realizzato video per spiegare il procedimento, hanno cucito e regalato mascherine.
Altre, fortunatamente una minoranza, hanno colto l’occasione di un nuovo business e hanno messo in vendita mascherine a € 10 l’una più spese di spedizione.
Un prezzo che, in un momento di grave emergenza come questo ha un solo nome: sciacallaggio.

Persino se parte del ricavato venisse devoluto a sostegno dell’emergenza -intenzione che, per trasparenza, andrebbe dichiarata ab origine- sarebbe più etico mantenere un prezzo simbolico accessibile a tutti, lasciando a chi compra facoltà di donare secondo coscienza e portafoglio.
E non venitemi a dire che la beneficenza si fa con discrezione: chi, in piena emergenza coronavirus, chiede 10 euro per pochi centimetri quadrati di stoffa e quattro cuciture, ha l’obbligo di giustificare un prezzo così esoso.
La dura legge della domanda e dell’offerta la lascerei agli speculatori, se permettete.

Ah, so benissimo che le MASCHERINE DI STOFFA NON SONO UN PRESIDIO MEDICO-CHIRURGICO e NON COSTITUISCONO UNA VALIDA PROTEZIONE CONTRO IL CORONAVIRUS, tuttavia in alcuni uffici pubblici o ambulatori medici si accede solo con mascherina e, per fare un esempio che mi tocca da vicino avendo la mamma ricoverata in una struttura geriatrica da gennaio, per procedere alla dimissione sono richiesti guanti e mascherina.
Posto che non se ne trovano, sarà necessariamente mascherina fai da te.
Una di queste.

Un abbraccio a tutte le creative -e sono tante- che si sono messe a disposizione con generosità, alle altre per quel che vale ho tolto il follow senza se e senza ma.

Viv

La colazione è servita

Quest’anno non l’ho neppure sentita arrivare, la primavera. Dall’Epifania il tempo ha dapprima raddoppiato la sua corsa con la mamma ricoverata per una doppia frattura mentre avevo ancora le dita luccicanti di porporina, poi, da febbraio inoltrato, si è quasi fermato imprigionando anche le piccole certezze quotidiane in una bolla che ci tiene lontani dalle persone che amiamo e che vorremmo sapere al sicuro.

Eppure, nonostante il tempo quest’anno pesi come un macigno, la primavera si sta avvicinando e comincia la stagione del giardinaggio anche per chi si limita a zappettare nei vasi del terrazzo. Io non ho molte piante da accudire, mai avuto il pollice verde, ma
intorno all’ultimo scampolo a tema “gardening” ho cucito una tovaglietta americana patchwork.

Colori caldi, luminosi e la colazione perfetta è servita con un abbraccio a tutti voi che continuate a passare a trovarmi.

Viv

Astuccio unisex

Le bambine sono abituate da sempre ad attingere ad uno spettro più ampio quando si tratta di moda e accessori.
Alzi la mano chi non ha indossato -magari senza troppo entusiasmo- gli indumenti del fratello maggiore, per dire, al contrario nessuna mamma si sognerebbe di passare al fratello minore l’astuccio di Barbie e forse nemmeno quello di Winnie the Pooh.
Nel bene e nel male -certamente da bambine non a tutte faceva piacere indossare la felpa coi supereroi- questo ha sdoganato i nostri gusti e ci ha abituate a scegliere senza l’assillo del politically correct.

Per parte mia mi rendo conto che non è facile trovare su queste pagine degli astucci dedicati ai maschi, per cui oggi ci spostiamo in zona neutrale e puntiamo sugli animali.

Non sono riuscita a riconoscere tutte le specie ma vedo distintamente koala e ornitorinchi per cui direi che siamo in ambiente australiano.

Coloriamo questi giorni di reclusione e aspettiamo fiduciosi la riapertura delle scuole.

Viv

Baby placemat

Mini tovaglietta americana o mug rug? Dipende.
Per un bambino è una tovaglietta, per un adulto un mug rug, infatti nei punti di massima estensione misura 30 x 21 centimetri.

Il mug rug, che nei paesi anglosassoni è più diffuso che da noi, è una tovaglietta di piccole dimensioni, solitamente rettangolare, su cui trova spazio la tazza di tè/caffè con un dolcetto a lato.
Si usa per la colazione, la merenda, il break di metà mattina o il rito serale della tisana. È utile ma soprattutto crea subito l’atmosfera giusta che invita a godersi la pausa.

Il leit motiv di questi mini quilt sono gli animalini intorno ai quali si sono stretti i ritagli patchwork in un arcobaleno di colori allegri.
Abbiamo l’uccellino Pacifico, il rinoceronte Rosa, la zebra Felice e il bradipo Modestino.

Nell’ultima foto vi mostro il retro.
E lo sbieco? Ovviamente è fatto a mano, del resto non si chiama handmade per nulla.

Viv

Large coaster for tea or coffee

In questo periodo si parla molto di smart working, i tavoli di casa si sono trasformati in scrivanie da lavoro e il coffee break si è spostato tra le mura domestiche.
Dunque largo al sotto-tazza.

Solitamente il mug rug é rettangolare e ci sta comoda la tazza con la bevanda preferita e un dolcetto,  questi invece direi che sono una sorta di sottobicchieri taglia large.

La misura é più o meno quella delle presine da cucina e scommetto di non essere la sola ad averne utilizzata qualcuna per proteggere al volo una superficie di legno dai cerchi indelebili che lasciano tazze e bicchieri.

Ho ridisegnato la tazza a mano libera per rimpicciolirla ma è la stessa tazza “Tilda” che campeggiava su questo copriteiera. Ne ho approfittato per esercitarmi nella tecnica dell’applicazione e della cornice ad angoli squadrati (lo so, andrebbero cuciti i lembi diagonali con il punto invisibile ma la verità é che a me il piccolo soffietto che si crea tra i due lembi non dispiace).

Godetevi una pausa tra le margherite!

Viv

Charlotte

Lo confesso: ho fatto fatica a separarmi da questa trousse.
A volte mi capita, soprattutto quando si tratta di un progetto speciale e il risultato supera le aspettative. In questo caso però la destinataria è un’amica che custodisce tanti talenti del cuore e dell’intelletto. Ama la bellezza, crea dolci meravigliosi e so per certo che apprezzerà tutto l’iter: dalla scelta del ricamo, a quella delle stoffe, colori, dettagli ed effetto finale. Capace che ci scappi pure una lacrimuccia.

Per il ricamo ho scelto un particolare della Grille ABC “Pâtisserie” di Les Brodeuses Parisiennes.  Se ve lo state chiedendo la risposta è sì, nella mia do to list del ricamo ci sono moltissimi dolcetti e da tempo aspettavo l’occasione giusta per questa charlotte che ho amato subito per quelle piccole viole del pensiero e per quel delicato nastro lilla.

Le stoffe invece sono tre nuance di lino coordinate: all’esterno roselline e piccoli pois, all’interno una variante con scritte in corsivo e piccole rose.

E’ una trousse capiente, da lasciare sulla mensola del bagno per tenere in ordine i flaconi della crema corpo, del tonico o dello struccante o per un week end nei luoghi del cuore.

C’è una gioia che non somiglia a nessun’altra quando si crea qualcosa per le persone a cui si vuole bene.

Viv