La difesa di Luzin

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Vladimir Nabokov, La difesa di Luzin, Adelphi

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Un romanzo al quale forse non sarei approdata se non fosse che negli ultimi mesi, come sempre accade quando chi ci è vicino è assorbito da una passione, mi sono ritrovata a familiarizzare a vario titolo con il mondo degli scacchi.

Scritto nel ’29 “La difesa di Luzin”, precede di circa un ventennio “Lolita”, romanzo americano per il quale Nabokov è conosciuto dal grande pubblico.

Ambientato tra Pietroburgo e Berlino vi si respira un’atmosfera mitteleuropea dalla scrittura corposa, accurata e fluida.

Protagonista è Luzin, bambino fragile e capriccioso, dall’indole solitaria e ipersensibile.
Il suo scarso rendimento scolastico e la sua incapacità relazionale sembrano condannarlo alla mediocrità se non fosse per un innato talento scacchistico che si manifesta precocemente facendone un’enfant prodige dei circuiti internazionali.

Luzin viene traghettato nell’adolescenza con un’aspettativa di eccellenza che nell’età adulta si trasforma nel peso opprimente di una promessa di genialità disattesa.
Con un piccolo salto temporale infatti lo ritroviamo giovane adulto goffo e sovrappeso, con una propensione e un entusiasmo infantile per i dolci, una conversazione ingenua talora assente o straniante, e una tendenza al disturbo nervoso.
Dopo l’ennesimo tracollo, Luzin prende a leggere la realtà come se si trattasse di una partita a scacchi in cui ogni azione ha il corrispettivo in una mossa.
La sua disfunzionalità -e la mancanza di un pieno sviluppo emotivo e relazionale- gli impedisce di elaborare una strategia di sopravvivenza se non in termini scacchistici e la difesa a cui allude il titolo altro non è che una costruzione mentale a cui Luzin applica la razionalità apparente dei sogni -con cui spesso confonde la realtà- e che lo spinge in ultima analisi all’estraniamento e alla follia.
A nulla potrà la dedizione della moglie che lo accudisce come un bambino e tenta di proteggerlo e distoglierlo dalle sue patologiche e maniacali astrazioni. Sarà infatti sufficiente una piccola falla, la fodera scucita di un giaccone da cui fa capolino una scacchiera tascabile dimenticata, per riportare Luzin verso il baratro.

Nabokov concentra il focus del romanzo sull’ossessione di una mente quasi autistica che salva Luzin-bambino da un mondo alieno che lo atterrisce e precipita Luzin-adulto nel dramma di un’esistenza piena di fantasmi dove le pedine degli scacchi rappresentano l’unico rifugio.

Romanzo esistenziale più che psicologico, non richiede al lettore competenze specifiche, giacché l’autore, quantunque appassionato di scacchi, non si attarda in complicati tecnicismi quanto sull’analisi di un malessere che sublima negli scacchi una strategia di controllo e di codifica automatica di una realtà altrimenti incomprensibile.

Viv

In lungo? Sì, ma solo per proteggersi dal freddo

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La moda è moda e non si discute, ma che dire di quei maglioncini super trendy con le maniche a tre quarti che lasciano scoperti quindici, venti centimetri di puro gelo?

L’unica soluzione possibile e altrettanto modaiola è il guanto lungo.
Quindi eccoci qui con il nuovo guantino senza dita che viene in soccorso alle freddolose.
Qui abbinato a un cappuccio-scaldacollo extra-long a maglia rasata realizzato con i ferri circolari.

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Sempre in grigio ma con una lana meno grezza, più sottile e morbidissima ho realizzato un secondo paio di guanti lunghi.
In questo caso li ho abbinati ad uno scaldacollo classico a coste due per due che in queste foto è davvero poco visibile ma che avete già visto spesso sul blog, per esempio qui e qui.

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E per le indecise questo secondo set si completa anche di un guantino corto, del resto non tutti i maglioncini, fortunatamente, nascono con le maniche a tre quarti.
A voi la scelta.

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Viv

Intermezzo di cucito

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In questi giorni sto continuando a sferruzzare, con l’unica ambizione di occupare il tempo senza troppi pensieri -già le notti si addensano di sogni complessi- e dare forma utile a quella marea di gomitoli accumulati nel tempo che ho ereditato dal trasloco della suocera.
Nel frattempo mi sono concessa un piccolissimo intermezzo di cucito.

Ormai in Provenza resta sempre un pezzetto del mio cuore ma il Luberon torna nel mio quotidiano con i suoi colori e profumi.
E questi cuscinetti alla lavanda hanno un’anima e un vestito tutto provenzale.

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Cuscinetti sovrapposti in lino con imbottitura alla lavanda e rosellina di stoffa.

Viv

Freddo non ti temo

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Il mio 2017 dal punto di vista creativo è cominciato con un lavoro a maglia.
Sulla scia dei set scaldacollo-mezziguanti dello scorso inverno arriva il coordinato blu notte realizzato con i ferri diritti e una lana morbidissima.
Coprigola dall’ingombro minimo da utilizzare con il maglione da montagna a girocollo per eliminare ogni spiffero e guantini senza dita, come piacciono a me che non sopporto costrizioni tattili.
Il bottone telato è un acquisto Tiger.

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Viv