Dischetti struccanti eco

Recentemente ho fatto un paio di bavaglini, non ve li ho mostrati? Nel mentre mi è avanzato un briciolino di spugna ma talmente irregolare e piccolo che non poteva uscirne nulla se non dei dischetti per il trucco o meglio per lo strucco.

Questi dischetti fai da te stanno diventando sempre più popolari.
Non si tratta solo di seguire mode ambientaliste ma di privilegiare una mentalità più ecologica e meno consumistica. Molti di noi prestano sempre più attenzione nel differenziare i rifiuti, scegliere soluzioni alimentari senza imballo e riciclare, quando possibile; questi dischetti rientrano perfettamente in una logica ecosostenibile di risparmio visto che possono essere riutilizzati per innumerevoli volte. Tra l’altro se avete l’asciugatrice saprete già che la spugna si mantiene morbidissima e quindi non dovrete far altro che buttare anche questi dischetti nel ciclo di asciugatura per mantenerli sempre come nuovi.

Sul tema #zerowaste vorrei aggiungere una riflessione.
Dal mio punto di vista non è irrilevante che questi dischetti siano fatti con avanzi di spugna e piccoli scampoli di tessuto pressoché inutilizzabili altrimenti. Infatti in un’ottica ecologica di ottimizzazione, mi sembrerebbe un controsenso acquistare spugna, microfibra e tessuti vari appositamente per farne dei dischetti struccanti quando i piccoli asciugamani di cortesia che più o meno tutti possediamo funzionano ugualmente bene allo scopo.

Detto questo sono carini da fare e da regalare.

Viv

 

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Shops’ shoppers

Quasi uno scioglilingua ma era un titolo troppo ghiotto per farselo sfuggire.

Dunque, come recita il titolo, si tratta di due shopper foderate, che sfoggiano un negozio diverso su ogni pannello: il bookstore è abbinato alla caffetteria, il fornaio al quilt-shop.

Il cotone a quadrettini completa l’effetto country e la fodera conferisce stabilità e resistenza alla borsina.

Viv

Righe da spiaggia

Bianco e blu -in questo caso per la precisione bianco e panna- uno degli abbinamenti più classici degli arredi da esterni. Se in più aggiungete le righe è subito effetto spiaggia.

Tre bustine omogenee ma tutte diverse tra loro, con gli scampoli, del resto, l’unicità è una necessità. Quello che invece le accomuna è la perla in vetro azzurra che è legata al cursore con un cordino in cotone cerato.

E voi, siete già in modalità vacanza?

Viv

 

 

Lo zainetto mini

Per la gita dei più piccoli non può mancare lo zainetto super leggero per la merenda e per qualcosa in più.

Nei miei ricordi ce n’è uno minuscolo in tela beige, con una piccola taschina frontale chiusa con una fibbietta e una stella alpina ricamata non ricordo bene dove. Questo zainetto mi accompagnava in tutte le passeggiate pomeridiane in montagna, insieme alla merenda e poco altro.
La preparazione della merenda era un vero e proprio rituale giornaliero per me e per mio fratello: se chiudo gli occhi sento sotto le dita il tovagliolino di carta impregnato di marmellata su cui si appiccicavano i polpastrelli mentre avvolgevamo i panini e nelle mie orecchie risuonano l’uno contro l’altro i cerchi di plastica del bicchierino telescopico nella scatolina arancione. A questo proposito ho una piccola falla nella memoria. I bicchierini infatti erano due, uno arancione e uno giallo, ma quale fosse il mio e quale quello di mio fratello non saprei dire con certezza assoluta. Ricordo che è stato motivo di contenzioso anche all’epoca.

Credo non esista zainetto più semplice della sacca con coulisse.

Questo zainetto misura 28 x 35 circa ed é adatto a bambini in età prescolare o poco più.

Ovviamente leggerissimo e con una bella fantasia allegra sia dentro che fuori.

Per la gita, il centro estivo, le vacanze e l’asilo.

Viv

Agata e Melina

Ancora due bustine con le impunture. Erano lì da un pezzo, pronte per essere cucite, ma hanno dovuto cedere il passo agli animalini di “C’era una fiaba” che reclamavano a gran voce tutta la mia attenzione.

Ora arrivano anche i due fanalini di coda: Agata, con una bella cerniera verde e volitiva come il suo nome, e Melina che deve il suo alla fantasia delicata del tessuto. Le impunture ton sur ton non sono molto visibili dalle foto ma garantisco che ci sono.

Viv

Baby diaper clutch

Oggi parliamo di neo mamme e di come cambiano le consuetudini legate all’attesa del bebè.
A spanne direi che il primo baby shower di cui ho memoria aveva a che fare con Rory Gilmour e la nascita della sua sorellastra. E ho detto tutto.
Da allora, insieme alle damigelle coordinate in nuvole di chiffon pastello e agli irrinunciabili wedding planner, abbiamo importato dai paesi anglosassoni anche la moda del baby shower, ovvero la festa che viene organizzata qualche settimana prima del termine di gestazione per festeggiare mamma e bambino.
Superfluo aggiungere che ai miei tempi -che triste locuzione- non si usava affatto al pari dell’addio al nubilato, altro festeggiamento al femminile che ultimamente si declina in forme sempre più impegnative che vanno dalla serata conviviale al viaggio con le damigelle. Dei terribili “festini delle ultime chance”, quelli con gli spogliarellisti per capirci, spero si siano perse le tracce nei bassifondi della giornata della donna.

Tornando a noi, questa trousse è un classico regalo da baby shower: una borsina da passeggio in cui trova posto il necessaire per il cambio del bebè.
L’idea è di semplificare gli spostamenti giornalieri avendo tutto sotto mano.

In rete ne esistono innumerevoli versioni, alcune con tutorial alcune senza ma le misure degli spazi interni solitamente si equivalgono. Io mi sono appoggiata a questo tutorial e in corso d’opera ho fatto dei piccoli aggiustamenti, sostanzialmente nella misura dell’oblò e nella chiusura.

Ecco la mia trousse: tasca con oblò per la confezione di salviettine umidificate, tasca laterale opposta in cui sistemare un paio di pannolini e uno spazio con cerniera per la crema per gli arrossamenti, varie ed eventuali.

Ho utilizzato un piquet di cotone abbinato ad un cotone liscio a pois, delicato ma non lezioso.

Come annotazione generale, tenete conto che la realizzazione dell’oblò “ruba” sempre un pelino di tessuto perciò é preferibile abbondare nel taglio dei due pannelli e rifilare alla fine riportando la tasca a misura.

Viv

C’era una fiaba! Il topo di campagna e il topo di città #2

I topini in grigio perla sono gli ultimi a presentarsi e chiudono l’avventura di “C’era una fiaba!”, almeno per quel che concerne le due tranche che avevamo previsto Silvia ed io quando abbiamo iniziato questa collaborazione.

In questo primissimo post -sembra passato un secolo- Silvia racconta come sia nata l’idea di collaborare: una mail, sua, scritta di getto a una semi-sconosciuta e una risposta, mia, scritta altrettanto d’impulso.
Dovete sapere che io non sono un animale sociale a tutto tondo, ho poche amiche vere e un misurato numero di contatti virtuali eppure quando Silvia mi ha scritto quella mail di poche righe per “buttare là” l’ipotesi di una collaborazione ho accettato con entusiasmo e senza riserve in poco meno di un istante. Felice intuizione, non c’è che dire!
Ed è stato davvero bello collaborare e veder nascere questi set: ogni volta che ne veniva pronto uno nuovo, l’ultimo ci sembrava sempre il preferito.

Ma bando ai sentimentalismi, è il momento di occuparci dei topini.
Erano belli in beige e sono belli in grigio chiaro.

Questi con i topini sono i set che si somigliano di più ma la foto che segue, opera di Silvia, rende maggiore giustizia ai toni freddi della fantasia.

“C’era una fiaba!” per ora vi saluta. Se desiderate rivedere tutti i set in sequenza potete sbirciare sui nostri profili Instagram, cliccando sulle storie in evidenza, o leggere il post che Silvia ha dedicato a questi ultimi quattro set. Sul suo post scoprirete anche qualcosina in più del nostro bellissimo incontro. Ma ci credereste che in quest’epoca di selfie tante erano le cose da dirsi che ci siamo dimenticate completamente di farci una foto insieme per immortalare il momento?

Viv