Il fantasma dei Natali passati

Da piccina i preparativi natalizi erano un avvenimento che metteva a soqquadro la famiglia quasi come la preparazione dei bauli per la partenza per i due mesi di vacanze estive.
Grande eccitazione dei piccoli e grande nervosismo dei grandi.
Veniva trasportato dal solaio un vecchio tavolo da pranzo e con noi bambini che cercavamo di mettere le mani dappertutto e la mamma che, malgrado l’atmosfera natalizia, diventava sempre più intrattabile cominciavano le grandi manovre.
Ed era un lungo lavoro.
Per prima cosa occorreva fissare il cielo stellato, dipinto su una sequenza di fogli di cartoncino “bristol” sostenuti da bastocini di legno. Ancora oggi questi cartoncini mi ricordano gli anni delle scuole elementari.
L’azzurro sfumava nel blu notte e lucine simili a stelle si affacciavano nei fori del cartoncino che sul rovescio era un intricato schema di fili. E c’era sempre la lampadina da sostituire all’ultimo momento, quella che si fulminava e portava il buio su tutta la sequenza.
Poi le scatole per sostenere le montagne, la carta da pacco pesante accartocciata per modellarle, la colla vinilica per fissare il muschio, i sassolini e la neve, lo specchio d’acqua su cui nuotava un’ochetta solitaria e la grotta, le statuine, tante che ogni anno non trovavano tutte spazio nel nostro presepe e dovevamo mettere ai voti chi meritasse o meno i posti d’onore. La mia preferita però c’era sempre, una moretta con pelle scura con un abitino rosa attillato e una lunga treccia nera portata di lato che con una posa graziosa sosteneva un orcio per l’acqua.

Per ultimo l’albero, da montare e da decorare, frugando con delicata impazienza nelle tante scatole impolverate in cui riposavano autentici tesori: palline luccicanti, passate con la porporina, con quelle concavità a spicchio tipiche degli addobbi di un tempo, uccellini cangianti con la codina di piume che si attaccavano ai rami con delle mollettine di ferro.
Non era un albero a tema era l’albero di famiglia ed ogni membro aveva la sua pallina: il funghetto grande per la zia croata che trascorreva il Natale con noi, quello piccolo per la nonna -che era una donnina alta meno di un metro e cinquanta- e due funghetti con la faccina buffa per me e mio fratello, il mio cicciotto e il suo magrissimo (chissà come mai?).
Solo la mamma e il papà avevano una coppia di palline differenti, di quelle eleganti di foggia quasi rinascimentale.
Con quanta attenzione maneggiavamo questi ornamenti e che dispiacere quando se ne rompeva uno!
Il tutto culminava con il posizionamento del puntale, fucsia con le campanelle, che segnava ufficialmente la fine delle nostre fatiche, il momento in cui chiudevamo le imposte e mille lucine cominciavano a danzare sui rami.

Il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, mamma e papà attaccavano sui vetri delle porte del corridoio delle stelline dorate ritagliate dalla carta dei dadi ed ogni sera fino alla vigilia mio fratello ed io celebravamo il “rito delle stelline” staccandone una ciascuno.
Ognuno di noi aveva la sua vetrata e guai a confondersi. Ho la stessa immagine delle mie bambine che in pigiamino si facevano prendere in braccio per arrivare alle stelline più in alto.

Con il passare degli anni e ben prima di lasciare la casa dei miei genitori e diventare mamma a mia volta ho cominciato ad orientarmi -per motivi puramente estetici- su rappresentazioni stilizzate e minimaliste del presepe e per contro sono diventata una vera cultrice dell’albero.
Volete farmi felice? Dimenticatemi da Harrods nel reparto natalizio dove tra carole e campanelli si celebra anche in pieno luglio la festa più suggestiva dell’anno.

foto-4albero

Viv

24 pensieri riguardo “Il fantasma dei Natali passati

  1. Che belli i Natali della nostra infanzia, i tuoi ricordi sono tanto simili ai miei, siamo della stessa generazione e anch’io rammento i preparativi per il presepe, le montagne di carte e poi le mie pecorelle che cadevano sempre!
    E c’è ancora questa magia, anche per me.
    Bellissimo post cara, grazie di aver condiviso con noi il tuo Natale…un bacetto!

  2. Io invece ero quella addetta ad andare a cercare il muschio fresco!
    Da sposata per mancanza di spazio mi orientai solo sull’albero!
    Non ho grandi ricordi a parte preparare il presepe e l’albero di grandi festeggiamenti con altri parenti,tipo zii e cugine,mio padre non amava per niente la confusione per cui mi sorprendo spesso a rimpiangere queste feste che non abbiamo mai festeggiato come altri facevano con tutta la famiglia!
    Un bacione Viv♥

    1. Quando ero piccola c’erano i pranzi con zii e nonni poi abbiamo cominciato a festeggiare in solitaria solo noi di famiglia, ma in generale non ho mai amato i grandi pranzi ” “allargati”. Baci 🙂

  3. I preparativi più belli sono quelli che ricordo legati all’infanzia. E mi ricordo tutto alla perfezione, compreso il colore delle scatole in cui si tenevano i preziosi ammennicoli. Secondo me a mia mamma piaceva fare queste cose.Poi invecchiando brontolava un po’ ma quando andavo a casa dei miei c’era sempre albero e presepe pronti. Presepe che lei ultimamente faceva in un modo davvero originale (i più direbbero semplicemente kitch ma a me piaceva un sacco) . Ti dirò da quando non c’è più lei il Natale non è più lo stesso ed io nella mia casetta faccio l’essenziale e da un paio di anni sempre le stesse cose. Forse dovrei sforzarmi un po’…ciao Viv

    1. Mi piacerebbe tanto che tu raccontassi di questi presepi originali e un po’ kitsch come dici tu che faceva tua mamma. Credo che ci siano delle fasi e dei momenti nella vita in cui festeggiare è più difficile. Anche io quest’anno devo sforzarmi un po’, magari lo facciamo insieme! 😉

  4. ahhh! Harrods! Sei gia’ di ritorno? Ti saresti dovuta nascondere sotto un tavolo nel reparto natale e non uscire piu’ di li’!
    anche da mia nonna si preparava un grande presepe, che bei tempi! dovrei riniziare la tradizione per il mio bimbo!

    1. Quest’anno i giorni erano davvero pochi e da Harrods ho fatto un salto super veloce solo nel reparto natalizio, in compenso ho visto una mostra con uno splendido allestimento sui costumi del cinema hollywoodiano al Victoria & Albert Museum e il musical per il cinquantenario dei Beatles al Prince of Wales theatre.
      Secondo me potresti fare un bel presepe dolce visto che coi decori e la glassa sei un portento!

      1. Più o meno… Ho un marito anglofilo che non riesce a restare lontano a lungo dalla sua patria elettiva, ma era la prima volta che capitavo nel periodo natalizio 🙂

  5. stesse emozioni e simili preparativi solo che ora la mamma che si innervosisce sono diventata io! però amo tanto il presepe, da me non manca mai e quest’anno le pecorelle le ho preparate da me e sono diventate un bel gregge!!!
    baci Viv

  6. Spesso sono l’attesa e i preparativi a essere interessanti e carichi di emozione, più dell’evento stesso.
    I miei preparativi natalizi erano rapidi e ridotti all’osso – un piccolo alberello sintetico con qualche balocco e alcuni fili argentati – ma rappresentavano per me un momento straordinario.
    Perché i bambini riescono a mettere magia dove gli adulti trascurano di crearla.

  7. Quanto è bello questo post! sa di affetti, di serenità, di attesa di un tempo ma anche di oggi. anche io ho qualche ricordo bello come il tuo: mio padre era bravissimo nel costruire il grande presepe con tanti effetti scenici, con l’acqua che scorreva e le casette di legno e noi bimbe lo guardavamo a bocca aperta. Poi lui ci lasciò e il presepe non fu mai più lo stesso anche se noi donne di casa tentavamo di fare le meraviglie a cui papà ci aveva abituate.Altra nota che ricordo era la preparazione di certi dolci, soprattutto del torrone che sempre papà preparava sul marmo della cucina: un torrone duro ma dolcissimo e molto profumato e che non ho mai voluto imparare a fare perchè quel profumo e quel colore ambrato desidero che appartengano ai miei ricordi più belli di bambina. E ricordo la novena recitata alle 7 della sera attorno al braciere coi nonni e alcune vicine di casa e guai a non esserci!
    Bei ricordi, sì…grazie per averli suscitati ancora una volta con questo post.

    In merito ai preparativi odierni….
    sto fondendo con la ghirlandina! Gli alunni hanno realizzato in classe un cuoricino col DAS e ora il mio problema è come fissarlo col nastrino di raso che mi hanno portato e che scivola da tutte le parti! ma chi me lo ha fatto fare?? Avrei dovuto fare come certe mie colleghe che dai cinesi hanno comprato per pochi centesimi delle orribili candele, c’hanno messo un fiocco, le hanno incartate e via!

    Non voglio ancora arrendermi….e pensavo….se comprassi due gomitoli di lana, rossa e verde, li intrecciassi insieme e magari tutto verrebbe meglio. E il nastrino di raso? Lo lego al collo dei bambini???? 🙂

    Ciao e fammi gli auguri per una seppur moderata riuscita del lavoretto!

    1. Il Natale della nostra infanzia ha per sempre un sapore speciale…

      Ps. Io andrei di colla a caldo anche per il cuoricino da fissare sul nastrino, una puntina e hai risolto il problema e se non sta fermo fissalo con degli spilli mentre incolli 😉 sono sicura che sarà un lavoretto più apprezzato delle candele tristi delle colleghe…

  8. Quante emozioni e quanti ricordi! I preparativi con mamma e papà e il pensierino che facevamo a scuola da portare a casa! Attimi che ricorderemo per sempre. Io ne sento ancora gli odori e i rumori persino. Che bel post Stravy, un bacione grande.

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