Figlie sagge

Angela Carter, Figlie sagge, Fazi

Cosa hanno di saggio le due gemelle Chance, figlie naturali e mai riconosciute di Melchior Hazard, attore shakespeariano ormai centenario? Certamente la capacità di adattarsi ai rovesci della sorte, di accettare quel che non può essere cambiato, l’autonomia di pensiero e la noncuranza del giudizio del mondo.

E proprio in virtù di questa sovrana indifferenza Dora e Nora si presentano alla grandiosa festa per il compleanno del loro padre naturale strizzate in due minigonne scintillanti che rendono giustizia all’unico attributo fisico di cui possono ancora andare fiere all’alba dei loro settantacinque anni: due gambe mozzafiato su cui hanno costruito la loro carriera nel teatro di avanspettacolo.
Nate sotto i bombardamenti dello Zeppelin, nella parte sbagliata di Londra, quella che i turisti di solito non vedono, la sponda bastarda del Vecchio Padre Tamigi, sono state cresciute da una nonna acquisita -vegana, femminista d’antan, nudista, amante della crème de menthe- con la protezione e l’affetto dello zio Peregrine, fratello gemello di Melchior.

Grottesco, irriverente, dal ritmo effervescente e dalla prosa arguta, questo romanzo rimbalza in settantacinque anni di ricordi attraverso un racconto solo apparentemente caotico che mette d’accordo serio e faceto, utilizzando un linguaggio diretto che non si cura del politically correct né nella forma né nella sostanza.

Delle due è Dora la voce narrante e sin da subito dialoga con il lettore elevandolo ad interlocutore attivo.

Ecco la mia camera. Ne abbiamo una a testa: ci abbiamo sempre tenuto alla privacy. Identiche come due gocce d’acqua, siamesi no. Scusate il disordine e la sporcizia. 

In men che non si dica ci ritroviamo a mettere in ordine ricordi, aneddoti, protagonisti e comprimari come se ci avessero rovesciato in grembo centinaia di foto di famiglia da cui occhieggiano volti sconosciuti che dobbiamo imparare a collocare, compito in cui il lettore, seppure in modo anarchico, viene adeguatamente supportato.

Comuni prese singolarmente, le gemelle Chance hanno costruito la loro carriera e il loro sodalizio sulla magia del doppio, mosse da un amore per il palcoscenico che attraversa senza soluzione di continuità la loro esistenza fin dalle prime lezioni di danza con Miss Worthington.
Facevamo gli esercizi alla sbarra. Il sedere di Nora, in quei calzoncini blu oltremare, sculettava davanti a me come un paio di uova sode avvolte in un fazzoletto.

Una lunga parentesi centrale -a mio parere un po’ ridondante- è dedicata al grottesco set hollywoodiano per la messa in scena di una pièce shakespeariana, né mancano gli amori dietro le quinte a cui il racconto si approccia con una leggerezza disinvolta che non riesce mai a trasformarsi in cinismo.

Gli diedi tutto ciò che una ragazza può dare : un po’ di piacere, qualche dolore, un carillon di risate e un fazzoletto pieno di lacrime. Lui invece, be’, è stato lui a darmi la possibilità di comporre una frase come la precedente. Non c’è niente da ridere. Questo è lirismo. 

Dora e Nora sono donne estremamente moderne che hanno vissuto e amato intensamente e portano sulla pagina la malinconia nostalgica e l’arguzia spiazzante dell’irriverenza. Intorno a loro un carosello variopinto di personaggi e di aneddoti, di letti sfatti e di desideri frustrati affrontati col sorriso resiliente di chi sa che la vita è una commedia e la commedia è la tragedia che capita agli altri. 

Lettura godibilissima soprattutto in virtù della scrittura che crea immagini vivide con lapidaria sinteticità. Avrei voluto scegliere molte citazioni per darvi modo di assaggiare la scrittura di Angela Carter ma decontestualizzate perdono la loro squisita efficacia.

Da giovane volevo essere effimera, volevo cogliere l’attimo, vivere solo l’istante della gloria, dell’estasi, dell’applauso. Carpe diem. Mangia la pesca. Il domani non viene mai. E invece sì che viene il domani, e quando arriva sembra non finire più, ve lo giuro.

Viv

 

9 pensieri riguardo “Figlie sagge

  1. Wow, che recensione magnifica ed entusiasta, questo romando così arguto e scoppiettante sembra davvero una lettura da non perdere. E come scrivete sopra tu e Katia, la copertina è davvero notevole, come sempre quando si tratta di Fazi.
    Lo metto nella mia lista dei desideri, grazie cara, un bacione a te!

    1. Io ho trovato un po’ meno interessante, perché troppo sovraccarica, la parte centrale hollywoodiana ma la scrittura è ricca di chicche con descrizioni indirette e non convenzionali che apprezzerai certamente. Bacioni!

    1. Non ricordo bene “Zia Mame” (letto troppo tempo fa). Questo è molto grottesco, con una parte centrale troppo sopra le righe e un filo noiosa, almeno per me. Però io tendo ad apprezzare smodatamente la capacità di descrivere gli stati d’animo e le situazioni per cenni trasversali o con ironia smaccata…
      Qui parla di un amante “(…) ormai io avevo una tale repulsione per quell’odore, che ogni volta che pagavo una rata della mia giacca di scoiattolo, dovevo girarmi di schiena, cosa che lui, avendo studiato nelle scuole private, non disprezzava affatto.”
      e qui di una coppia di fratellastri “Gareth e Tristram, il prete e il conduttore di giochi a premi televisivi. In realtà nemmeno troppo diversi, secondo me. Tutti e due nello show business. Tutti e due, ognuno a modo suo, portano avanti la grande tradizione della famiglia Hazard: la volontaria sospensione dell’incredulità. Tutti e due promettono un premio a chi partecipa al loro gioco. “
      Su KindleUnlimited lo trovi tra i libri a disposizione gratuitamente.

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