Saluti (poco) cordiali

Christophe Carlier, Saluti (poco) cordiali, Guanda

Quanto è facile dubitare dell’integrità del nostro vicino? Quanto velocemente un’allusione o peggio una calunnia può minare l’immagine di persone che conosciamo, in fondo, solo superficialmente? Quale grado di compiacimento si può trarre anche dalla sola supposizione di una debolezza altrui?

I “Saluti (poco) cordiali” cui allude il titolo, sono quelli che cominciano ad arrivare per posta ai residenti di un’isola affacciata sulle coste bretoni, rivelando piccoli segreti scomodi o dando semplicemente voce a supposizioni senza fondamento. Poche frasi, cesellate ad arte in forma anonima, che finiscono col creare un vero e proprio dissesto in una piccola comunità in cui tutti si conoscono da sempre e i turisti sono accolti senza troppo entusiasmo.

Gli isolani sono diventati persone che si osservano. Hanno rotto il felice patto di indifferenza che li teneva uniti attraverso legami allentati. 

Sia chiaro, nulla che possa configurarsi come reato: si tratta più che altro di domande allusive che spingono a guardarsi le spalle, che seminano insicurezza e sfiducia. In fondo anche l’indelicatezza è una forma di intimidazione. 
Il mandante, il “corvo”, deve necessariamente celarsi dietro un volto noto, qualcuno con cui ci siamo attardati a scambiare due parole, che ci osserva dietro le tendine di pizzo, che ascolta le conversazioni al bar del porto. La sua maldicenza è subdola, preferisce le zone grigie in cui si accumulano piccole  corruzioni, infime deviazioni. Quel purgatorio in cui la coscienza, a metà tra voluttà della colpa e ricerca del perdono, geme. 

Il romanzo è breve ma, per come é strutturato il racconto, sarebbe stato auspicabile asciugarlo ulteriormente, non tanto perché l’atmosfera non sia resa adeguatamente, quanto per la ripetitività dello schema che si dilunga orizzontalmente e non cambia registro nemmeno quando viene rivelata l’identità del “corvo”. I personaggi sono tutti sullo stesso piano, in una coralità democratica che è funzionale ma priva di accenti.
Tutto considerato resta una lettura veloce e a suo modo non spiacevole (sempre che non dobbiate commisurare il vostro gradimento ai 17 euro del prezzo di copertina, nel tal caso ne uscireste inevitabilmente in perdita).

Allusioni e calunnie hanno grande efficacia proprio perché basta loro annidarsi in quella zona d’ombra che ciascuno riconosce senza troppa fatica dentro di sé, anche in forma di pura potenzialità.
La fiducia è quanto di più labile esista e difatti, integralmente, la si concede a pochissimi.

Viv

4 pensieri riguardo “Saluti (poco) cordiali

  1. Che strano romanzo, comprendo che per le ragioni da esposte non è stata una lettura del tutto entusiasmante però una tematica del genere potrebbe invece prestarsi ad approfondimenti su diversi livelli, non credi? In ogni caso scovi sempre letture particolari! Un bacione cara, buona giornata!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.