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Penelope Lively, L’estate in cui tutto cambiò, Guanda

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Con questo romanzo Penelope Lively nel 1976 vinse il Whitbread Children’s Book Award. Si tratta dunque di un libro pensato per i ragazzi.

Fin da quando era molto piccola, Maria aveva sempre fatto molta confusione tra quello che immaginava e quello che era reale, tanto che aveva imparato a tenere per sé moltissime cose, caso mai si rivelassero parte di quelle immaginarie.

Maria trascorre le vacanze estive sulla costa della Manica insieme ai genitori, due figure distanti che si relazionano in modo impacciato con la figlia undicenne e trascorrono le giornate in un mondo a misura di adulto.
Maria si muove in uno spazio di confine tra realtà e fantasia, parla col gatto di casa, con il leccio in fondo al giardino e sente cigolare un’altalena inesistente.
Una bambina introspettiva che vive i luoghi come custodi del tempo, silenziosi testimoni delle vite trascorse, così come le lastre di arenaria in cui restano per sempre imprigionati i fossili che ama collezionare.
La casa vittoriana che li ospita è ricca di suggestioni e la bambina, che ha un’indole solitaria e immaginifica, comincia a fantasticare su una coetanea vissuta tra quelle mura un secolo prima.
Dalle sue fantasie la strapperà l’amicizia con Martin e la rumorosa combriccola di fratelli e cugini che abitano al di là della siepe.
Pochissimo accade, tranne che nella piccola Maria che ai primi di settembre si scoprirà cambiata e cresciuta, più simile ai coetanei con cui ha giocato a nascondino durante quel mese di vacanza.

Un racconto d’estate ricco di suggestioni ambientali, tra le cui pagine si respira la frescura della casa secolare, l’aria salmastra delle scogliere, immersi in una sorta di sospensione che ha echi lontani di risate infantili.
Le descrizioni beneficiano di uno stile curato ed elegante ma la trama è meno che una bolla di sapone al punto che mi domando se un libro come questo possa realmente incontrare i gusti dei giovanissimi lettori cui sarebbe destinato.
All’alba dei miei cinquant’anni l’ho trovato ricercato ma statico e non sono affatto certa mi sarebbe piaciuto all’età della protagonista.

Viv