Ai piani bassi

Margaret Powell, Ai piani bassi, Einaudi

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Ho scoperto solo dopo averne ultimato la lettura che l’editore lo proponeva al pubblico come fonte d’ispirazione della serie tv “Downton Abbey”.
Se non me ne sono accorta durante la lettura è perché -fatta salva l’ambientazione- il libro non ha nessuna attinenza con il serial inglese e, per quanto abbia seguito le prime due stagioni televisive, non so neppure se con questa premessa l’avrei acquistato.

Si tratta di un libro di memorie in cui Margaret Powell racconta i suoi trascorsi a servizio delle famiglie dell’alta e media aristocrazia inglese nella prima metà del secolo scorso.
Dapprima sguattera e ragazza tuttofare nella cucina di una ricca dimora della provincia londinese e successivamente cuoca nella capitale.
Con schietto realismo descrive la dura vita che conduceva la servitù per garantire l’agio e l’ozio di chi viveva ai piani alti,
la scarsa considerazione dei datori di lavoro, gli ambienti squallidi in cui erano relegati i domestici, le umiliazioni gratuite e i vezzi dei padroni.
Sullo sfondo si affacciano le prime rivendicazioni sindacali e i mutamenti storico economici accompagnati da una crescente coscienza di classe.

Una lettura scorrevole e non priva di una certa arguzia in quanto la protagonista si esprime in modo diretto ed irriverente.
Dal punto di vista strettamente letterario la narrazione è penalizzata da uno stile cronachistico che tende ad appiattire gli aneddoti, come se la voce narrante fosse sempre “fuori campo”.
In definitiva un libro di interesse più storico-documentale che letterario in senso stretto.

Viv

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16 pensieri riguardo “Ai piani bassi

  1. Ecco, questo mi ispira, l’ho anche sbirciato in libreria, l’dea dell’ambientazione è originale, peccato per questo taglio da “voce fuori campo”, è un tema che avrebbe buone potenzialità.
    E comunque credo proprio che lo leggerò!
    Brava come sempre tu a fare le recensioni.
    Buona domenica Viv!

    1. All’inizio la sensazione è quella di una lunga premessa, ma usciti dall’equivoco si smette di aspettare che “accada qualcosa” alla protagonista che si pone unicamente come una testimone oculare della realtà di quel periodo. Buona domenica anche a te!

  2. La trama mi piace parecchio anche se ho già letto libri in cui viene descritta come la servitù fosse trattata quasi 2 secoli fa!
    Hai fatto una splendida recensione !
    Non sapevo nemmeno che ci fosse una serie televisiva-
    Buona domenica
    un caro abbraccio 😀

    1. Questo libro con la serie non c’entra nulla ma se piace il genere sono godibili entrambi. Per quanto riguarda lo sceneggiato è un feuilleton con ottimi attori ma nell’insieme piuttosto inverosimile. Meravigliosa Maggie Smith che è un attrice che adoro. Baci Liù !

  3. Le tue recensioni mi piacciono sempre perché le percepisco sincere e meticolose.non sono mai prolisse o troppo dettagliate tanto da lasciare poco spazio alla curiosità del lettore Secondo me. dovresti mandarle ad un sito letterario. Brava Viv!

    1. La serie televisiva meritava per l’ambientazione e per alcuni ottimi attori, per il resto di tutto di più dagli anni precedenti la Grande Guerra, le suffragette, e chissà cosa altro ci aspetterà nelle prossime serie…

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