Shopper! You’re simply the best

Quando nel giugno del 2014 pubblicai questo tutorial non avrei mai immaginato diventasse di gran lunga il post con il maggior numero di visualizzazioni, ad oggi quasi trentamila!

Non c’è che dire, la shopper è entrata nell’uso quotidiano, chi la utilizza per le attività sportive, chi per i libri, i documenti di lavoro, chi la tiene semplicemente in macchina o in borsa per le emergenze.
Ma, prima di tutto, la shopper è un progetto facile, che garantisce anche ai principianti del cucito una gratificazione immediata.
Inoltre, a partire dal modello base, è facilmente personalizzabile, il che la rende un regalo adatto trasversalmente ad amiche e colleghe di qualsiasi fascia d’età.

Detto questo un omaggio glielo dovevo da tempo anche se questa shopper non è esattamente uguale al modello base che ho proposto nel tutorial.

Stesse misure ma piccole varianti, su tutte la lunghezza dei manici e la tasca con cerniera che ho aggiunto sotto il bordo superiore.

Nella foto sotto si vedono bene sia la tasca che le cuciture francesi, quelle che non lasciano fili liberi anche se la borsa non è foderata.

Direi che questa fantasia di animaletti la rende perfetta per il tempo libero di una giovane mamma o per la passeggiata ai giardini con la nonna. Ci stanno comodamente la merenda, una felpina, il cappellino per il sole, la paletta, le bolle di sapone e tanto altro.

E con volpine, ricci e procioni già mi vengono in mente tantissime storie per i momenti di noia.

Viv

C’era una fiaba! Il topo di campagna e il topo di città

Ultima puntata di “C’era una fiaba!”. Se siete arrivati qui solo ora e non sapete di cosa si tratta  ci sono ben quattro post che vi aspettano. Pazientate che dopo vi metto i link.

La favola di oggi racconta di due topini, cugini tra loro che vivevano l’uno in città e l’altro in campagna, ciascuno magnificando il luogo in cui viveva. Sappiamo bene come andò a finire quando decisero di farsi reciprocamente visita: restarono fermi nella convinzione che casa propria fosse il posto più bello, più sicuro e più ricco di opportunità. Meglio così in fondo.

Anche io mi sono sempre sentita un po’ topo di campagna e un po’ topo di città, combattuta tra il luogo in cui sono nata e quello in cui vorrei vivere, e forse per questo sono così affezionata a questi due topini che occhieggiano dalla shopper e dalla pochette.
Li adoro letteralmente con buona pace di chi si irrigidisce di fronte alle loro lunghe codine.
Come sempre Silvia ha fatto un piccolo capolavoro.

Naturalmente parlo di Silvia del Fancyhollow che ha disegnato i topini e tutti gli altri animaletti protagonisti del nostro progetto “C’era una fiaba”.

Per i nostri topini abbiamo scelto una stoffa a chicchi di riso perché ci auguriamo non debbano mai far fatica per mettere da parte le scorte per l’inverno e Ottavia li ha fotografati ben attenta a non disturbare le loro occupazioni.

Con questo set  siamo arrivati all’ultima coppia di disegni e all’ultima favola e ormai saprete tutto della nostra collaborazione. Se così non fosse potete leggere il post che ho dedicato alla presentazione del progetto e qui, qui e qui trovate i post sui primi tre set.

Inoltre potete seguire tutto anche sul blog di Silvia. Cliccate qui per leggere il suo post sui topini.

Per ciascuno di questi set abbiamo già previsto un gemello variando i colori delle fantasie perciò li rivedrete tutti presto ma per lo meno ora potete dircelo: quale é il vostro preferito?

Viv

C’era una fiaba!” Il corvo e la volpe

Eccoci a presentare il terzo set del progetto “C’era una fiaba!”.
A dimostrazione che ogni rosa ha le sue spine o, rubando le parole al compagno saggio della mia socia, che “non si fa la frittata senza rompere le uova”, oggi vi racconto qualche piccolo retroscena del nostro progetto.

Innanzitutto, pare banale dirlo, la fase di progettazione non è mai così veloce come la si immagina e anche se si hanno le idee chiare su cosa fare e come farlo in mezzo si annidano tantissime decisioni. Tanto per cominciare quando si lavora in coppia non si può “andare a braccio”, si deve concordare tutto e bisogna essere molto più precisi nel predeterminare tanto gli aspetti creativi che il budget (ancora mi vengono i sudori freddi ripensando a tutti i calcoli per stabilire quanto tessuto acquistare e a come ottimizzare i tagli!).
Ma anche se si cerca di giocare d’anticipo qualche contrattempo bisogna pur aspettarselo.
O no? La stoffa della grafica, per esempio, al primo tentativo ci è stata spedita orfana di tre storie su quattro! Insomma avevamo una striscia di paperi e stop!
Ehm, ecco magari questo ci ha colto di sorpresa ma, visto che il progetto ha visto la luce, direi che il nostro momento “Houston, we’ve got a problem” si sia risolto felicemente.

Per restare a qualcosa di più casalingo c’è stata la volta in cui la china ha pensato bene di aprirsi e rovesciarsi nella borsa di Silvia, e non aggiungo altro. Da parte mia invece il momento più alto è stato senza dubbio quando ho posizionato al contrario il tessuto stabilizzatore termoadesivo della pochette per stirarlo e ho passato una buona mezz’ora a togliere i residui di colla dalla superficie del piano da stiro.

State ridendo alle nostre spalle? Fate bene, a questo servono i dietro le quinte, a sorridere degli inconvenienti e a farne tesoro. Non so in quale dei due atteggiamenti stia maggiore saggezza, a istinto direi nel riderne.

Ma veniamo ai protagonisti di oggi.
Il nostro terzo set è sempre ispirato ad una favola di Esopo, stavolta si tratta de “Il corvo e la volpe”.
Inutile negarlo, la volpe in queste favole non è mai troppo simpatica, ma la nostra é talmente bella -tutto merito della matita di Silvia!- che compensa alla grande.
Con questa stoffa azzurro petrolio che le abbiamo abbinato poi è davvero strepitosa e la stessa fiera bellezza è toccata in sorte anche al corvo.

Li abbiamo sorpresi mentre si rilassavano su una panchina del parco in compagnia di un bel libro. La volpe è stata sul punto di andarsene, il corvo ci ha guardato intensamente ma alla fine hanno acconsentito a farsi fotografare da Ottavia .

Come sempre potete seguire il racconto di Silvia del Fancyhollow cliccando qui.
Se vi incuriosisce la genesi di questa bella collaborazione vi invito a cliccare qui, qui e qui per leggere come è nata l’idea e come si è sviluppata nei nostri primi due set.

Viv

C’era una fiaba! La lepre e la tartaruga

Continua la presentazione di “C’era una fiaba!” e dei set coordinati che hanno preso vita in queste settimane.
Se avete letto i post precedenti sapete già che sono frutto di una collaborazione con Silvia del Fancyhollow e avete già compreso quanta cura e quanto entusiasmo umano e professionale siano finiti in questi accessori. Ve li siete persi? Niente paura, cliccate qui e qui per leggerli.

Abbiamo rotto il ghiaccio con  “Il brutto anatroccolo”, oggi è la volta di una favola di Esopo e precisamente de “La lepre e la tartaruga”.

Dottamente, in un post sulla sua pagina Instagram, Silvia sottolineava che trattasi di testuggine in quanto il nostro esemplare vive esclusivamente sulla terraferma, ma forse i primi traduttori di Esopo non erano dei naturalisti e non han guardato troppo per il sottile per cui continueremo a chiamarla tartaruga.
La matita l’ha immortalata mentre si attarda mangiucchiando un filo d’erba ma noi sappiamo bene che vincerà comunque la gara con la lepre.

La morale del chi va piano va sano e va lontano la conosciamo tutti fin dall’infanzia e, per restare in tema, Silvia ed io siam state un po’ lepri e un po’ tartarughe nell’approccio al nostro progetto: meticolose e lente nel pianificare e curare i dettagli, rapidissime operativamente parlando.
Sì, sto tessendo le nostre lodi e non si dovrebbe fare ma abbiamo collaborato così bene che è un peccato non sottolinearlo.

Ecco qui la shopper con la lepre in primo piano.

Per questo set abbiamo scelto una fantasia geometrica sui toni del verde menta che si sposa alla perfezione con la base e con l’interno nero.

A prestissimo con il terzo set, intanto l’avventura continua sul blog di Silvia con la sua presentazione.

Viv

C’era una fiaba! Il brutto anatroccolo

Se avete letto il post precedente sapete che è in atto una collaborazione con il Fancyhollow.
I disegni di Silvia hanno incontrato la mia macchina da cucire e sono nati quattro set di accessori composti da una shopper e una pochette coordinata.

Leit motiv, come recita con licenza il titolo, sono tre favolette di Esopo e una fiaba di Andersen.
Oggi apriamo le danze proprio con “Il brutto anatroccolo”.

Il nostro è un papero felice, ignaro delle brutture del mondo e della cattiveria.
Eccolo qui che corre a rotta di collo verso lo stagno!
Ci piace immaginarlo così, prima che cominci ad essere bullizzato e a soffrire per la sua diversità e, se avete visto il cartone della Disney, sapete di che parlo.

Io mi sono letteralmente innamorata di questo paperotto, solo a guardarlo mi mette allegria.
Non è un compagno di avventure perfetto?

La fiaba recita che l’anatroccolo divenuto adulto si scopre cigno maestoso, et voilà, ecco qui il nostro nobile esemplare sulla pochette coordinata, sorpreso mentre apre le ali e scrolla via le goccioline d’acqua dopo una bella nuotata.

Ma veniamo anche ai dettagli di cucito. Per il nostro anatroccolo abbiamo scelto una fantasia che ricorda sia la vegetazione palustre che le impronte delle zampette palmate.
Il fondo della shopper è sagomato per aumentare la capienza e la pochette ostenta con orgoglio una bella cerniera in metallo color bronzo.
L’interno è in cotone nero tinta unita per tutti i set, così come la fascia orizzontale che incornicia il disegno e prosegue per simmetria sul retro.

Ed eccoli qui insieme!

Che ne dite?
Abbiamo fatto centro?

L’appuntamento è tra un paio di giorni con il prossimo set ispirato alla favola de “La lepre e la tartaruga” e, se avete visto l’anteprima dei disegni di Silvia, scommetto che avete già indovinato anche le altre tre favole.

Ovviamente potete rincorrere il nostro anatroccolo anche sul blog di Silvia cliccando qui.

Viv