Ho la scimmia per Vani Sarca ma…

Alice Basso, La scrittrice del mistero, Garzanti

Di Alice Basso ho parlato qui.
Nel mentre sono passati due romanzi (“Scrivere è un mestiere pericoloso” e ”Non ditelo allo scrittore”) e un paio di prequel in forma di racconto (“La ghostwriter di Babbo Natale” e “Nascita di una ghostwriter”). Se ci fosse stato altro l’avrei letto, perché questa Vani Sarca -ghostwriter di professione, profiler per talento naturale- mi piace e mi piace lo stile brioso di Alice Basso e i suoi continui rimandi letterari.

Sebbene le prime pagine grondino spiegazioni per gli assenti ingiustificati che non hanno letto i libri precedenti, in questo caso è imperativo seguire l’ordine cronologico, perché lo sviluppo della love story tra Vani e il maturo ispettore Berganza rappresenta il cuore della serialità di questi romanzi.
Intorno a loro, in un profluvio di metafore, si muovono l’emula quindicenne Morgana, l’eccentrica ottuagenaria Irma, l’innamorato respinto bello e tenebroso, l’editore Fusco e la famiglia di Vani, con la sorella Lara che in questo capitolo conquista una posizione di primo piano e riscatta parzialmente la sua precedente immagine di bionda svampita.

La narrazione come sempre si sviluppa su più piani: la ghostwriter alle prese con un nuovo progetto lavorativo, coinvolta in un’indagine di polizia mentre, neppure troppo sullo sfondo, si alternano le vicende personali e familiari di tutta la compagine.
Il punto di forza sta nella caratterizzazione dei personaggi e nella chiave umoristica con cui si dispiega l’intreccio ma in questo capitolo manca più di un pizzico di mordente e la trama vira decisamente dal giallo al rosa.

L’affezione per i personaggi supplisce alla rarefazione dell’intreccio e a uno stile meno spontaneo, talvolta un po’ forzato nel ricercare a tutti i costi la battuta a effetto ma, come per la serialità televisiva, il gradimento generale a volte ha poco a che vedere con il numero di stelline che attribuirei a questo romanzo se non fossi incuriosita dalle sorti di Vani e Berganza. Ma qui si entra nel campo delle perversioni personali.

Viv

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