Addobbino per un piccolo maltese

Eh sì, noi che viviamo con cani e gatti – ma vale anche per tartarughe, uccellini, criceti e chi più ne ha più ne metta – amiamo circondarci di oggetti pensati per loro.
E così, dopo l’addobbino natalizio per baby Olga, è arrivata la richiesta per un altro cagnino peloso, stavolta tutto bianco.
Si tratta di un maltese e si chiama Burro. Tra l’altro ho scoperto che è un piccolo divo perché è uno dei testimonial per la linea pet di un notissimo marchio di piumini. Vi ricordate i “paninari” del film “Sposerò Simon Le Bon”?  Ecco, quello.

Io l’ho ridisegnato così, prima con la matita e poi con il feltro.

Come sempre ecco Burro in originale, per gentile concessione della sua mamma umana.

Viv



Noël turchese e oro

Da una decina di giorni su molti profili Instagram sono spuntati i primi alberi di Natale e in generale, complice il lockdown, sono tante le persone che hanno cominciato ad addobbare le case con notevole anticipo. 
A Milano, tradizionalmente, si sono sempre fatti albero e presepe tra Sant’Ambrogio e l’Immacolata approfittando dei due giorni di festa consecutivi ma quest’anno il calendario si è smarrito in una sequenza interminabile di quarantene o forse sono io a sentirmi persa.

Con macabro simbolismo il mio Natale handmade 2020 si ferma per lo più fuori dalla porta di casa e oggi in particolare sfoggia un elegante abbinamento turchese e oro. 
Unica concessione shabby il piccolo dettaglio in legno.

Il ricamo è il particolare di uno schema tratto da De fil et des idées di novembre 2010. 

Viv

Christmas teddy bear

Questa volta a dare il benvenuto sulla soglia di casa c’è un allegro orsetto in tenuta natalizia tratto da Priscilla’s Babyland by Priscilla Hillman.

Questo fascicoletto di Priscilla Hillman è da tempo un ospite fisso di questo blog.
Ormai è quasi introvabile ma nonostante sia piuttosto datato -la pubblicazione italiana risale al 1991- continuo ad attingere a questi soggetti che hanno precorso i tempi anticipando le linee morbide che oggi vanno per la maggiore nel punto croce.
All’epoca infatti gli schemi a punto croce proponevano esclusivamente linee spezzate e contorni spigolosi (vedi il cappellino rosso dell’orsetto), qui invece già una trentina di anni fa il punto scritto faceva la differenza addolcendo e arrotondando le linee (vedi il corpo dell’orsetto).

Ricordo di aver abbandonato il punto croce proprio perché in generale lo trovavo rigido e poco dinamico e ho ricominciato ad appassionarmici quando ho scoperto i disegni di Vèronique Enginger, Sophie Baqué e Marie-Térèse Saint-Aubin una decina di anni fa.

Tornando all’orsetto, ho fatto una sola modifica rispetto all’originale, sostituendo i campanellini ricamati con due campanellini in 3D.

Viv