C’è bisogno di colore!

L’inverno è il regno del nero e dei grigi, ma da qualche tempo ad ogni acquisto cerco di privilegiare colori meno spenti e pian pianino il mio armadio si sta popolando di lilla, arancioni e verdi.
Questa tendenza si è insinuata anche negli acquisti dei filati con questa lana morbidissima che mi ha ricordato subito un maglioncino con dei motivi traforati, simili a tante piccole Tour Eiffel, che mi aveva fatto la nonna quando ero piccina.

Non ce n’è, le bimbe ci nascono con un’attenzione all’accessorio vezzoso e la piccolina per cui ho realizzato questo cappellino non fa eccezione: ha visto una foto di questo e si è illuminata di fronte al grande fiore all’uncinetto.
Potevo forse far finta di nulla?

Ecco dunque la calottina baby in rosso corallo, un colore allegro e pieno di vita che si addice ad una donnina di neppure tre anni con le idee molto chiare.
Il fiore si è spostato sulla sommità ed è impreziosito con un bottoncino Cath Kidston.

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Modello e misure sempre sul blog di Marica.

Viv

Purple rain

Dopo un brevissimo anticipo di primavera, giusto quarantotto ore, siamo nuovamente sotto la pioggia e tornano di attualità gli accessori di lana.

Dopo la versione bordeaux e quella nera ecco lo scaldacollo viola.

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In questo caso la spilla è ancora una rosellina in feltro grigio, facilissima da realizzare -ormai potete verificarlo di persona con il tutorial– e di grande effetto soprattutto perché mi piace l’alternanza di materiali e il contrasto dei colori.

Per il secondo scaldacollo sono tornata al fiore all’uncinetto con una piccola cascata di riccioli e un bottone tono su tono.

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E per non deludere gli appassionati del coordinato ecco i mezziguanti, davvero trendy in questa nuance di colore.

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Nel frattempo ho potuto constatare una volta di più quanto sia dispettoso il colore viola e quanto sia difficile fotografarlo senza che diventi tutt’altro dall’originale.

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Viv

Cielo grigio su, mezziguanti blu

Il titolo del post è uno spartiacque.
Le ragazze di casa interrogate in proposito mi hanno guardato con occhi assenti ma se, vostro malgrado, siete abitati dal ricordo di una cover dei Dik Dik il sistema limbico avrà già fatto partire le prime note.

Tutto questo per dire che nonostante il grigiore padano fatichi a lasciare spazio a questo anticipo di primavera dal canto mio parto all’attacco col colore: oggi blu, a seguire viola e corallo.

Per oggi solo i mezziguanti, la lana era poca per qualsiasi altro progetto ma la nuance è davvero calda: un bel blu con una puntina di petrolio, per ammorbidirne la freddezza metallica.

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Quanto al modello non sono ancora riuscita a trovare una variante che mi piaccia abbastanza da farmi abbandonare lo schema di questi mezziguanti.
Sono seriale ma molto, molto laboriosa e i mezziguanti, gli scaldacollo e i berretti stanno invadendo ogni angolo di casa.

Viv

Fingerless gloves

Dopo il suggerimento dell’amica Fletcher sono corsa ai ripari e ho realizzato dei mezziguanti da abbinare agli scaldacollo neri.

Ho curiosato a lungo in rete per scovare un modello che facesse al caso mio e alla fine ho messo insieme le idee che mi piacevano maggiormente.

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Che dire?
Come sempre ho dovuto provare e riprovare per ottenere la tensione del filo e la vestibilità che desideravo ma il risultato soddisfa ampiamente le mie aspettative.
Per ottenere una perfetta aderenza in prossimità delle dita ho lavorato le ultime righe con un ferro più sottile e ho rifinito l’apertura del pollice all’uncinetto con tre giri di punto basso, mezzo punto alto e punto gambero.

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Il ticchettio che sentite è quello dei ferri che ormai scalpitano anche quando li metto a riposo nel loro cestino.

Viv

Berretti in lana

Da ragazzina mi ci sono dedicata con passione ma erano ormai un paio di decenni che non lavoravo a maglia.
Ho curiosato in rete per rinfrescarmi la memoria e pian piano sono riaffiorati tutti gli insegnamenti della nonna che, per prima, mi aveva spiegato la maglia tubolare, i calati, gli aumenti, i gettati ma soprattutto l’importanza di disfare tutto ciò che non è perfetto con pazienza e filosofia.

E considerando che per questi berretti sono andata a tentoni, usando come campione un cappello acquistato da una delle figlie, non farà meraviglia che abbia dovuto disfarne un paio prima di ottenere due berretti soddisfacenti.

Simili eppure diversi, entrambi molto semplici,

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per figlia #1, che si è prestata a far da modella, e la sua amica di sempre.

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La fascia iniziale è la chicca di questi berretti, più sottile nella parte retrostante e più alta sul davanti. Mi ha creato qualche difficoltà ma, poiché non tutto il male vien per nuocere, ha fatto sì che mi accorgessi che le spille per tenere in sospeso le maglie sono esattamente quelle di cui ero alla ricerca da tempo per realizzare della bigiotteria.
Ma questa è un’altra storia.

Viv