Unica

C’è chi si emoziona per un nuovo smalto, chi per un paio di scarpe, chi per una spezia introvabile. Per me nulla vale un bel sacchetto di scampoli, in questo caso gli scarti di un tappezziere. Tessuti lavorati con dei bei motivi a rilievo in tanti colori accesi,
tutti abbastanza piccoli e disomogenei, al punto che per dar loro una nuova vita mi sono giocata l’opzione patchwork.

Li ho assemblati con uno schema un po’ anarchico unendo ritagli e passamaneria. È un’idea che avevo in testa da un po’: una borsa unica di nome e di fatto, sicuramente non riproducibile in modo identico.

Ho stabilizzato i pannelli con una tela adesiva ma non ho usato imbottitura visto che i tessuti sono già piuttosto consistenti.

Tasca con cerniera, chiusura magnetica e manici in ecopelle. Inoltre grazie alle calamite laterali é possibile ridurre le dimensioni della borsa e darle un look diverso dalla solita tote bag.

Viv

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Calamita da frigo

Lo riconoscete? E’ il telaio di una calamita da frigo.

foto-1calamita

Nelle librerie queste miniature fanno bella mostra di sé accanto alle casse.
La mia ritraeva uno scimpanzè ed era francamente inguardabile, motivo per cui ho deciso di “spogliarla” e di farle un vestito nuovo.

Rimontare il tutto non è stata impresa facilissima ma alla fine ho imprigionato il ricamo e l’ho rifinito con una passamaneria in tinta.

foto-2calamita

Il primo piano dell’orsetto è tratto da “Mon journal au point de croix” di Sophie Bester-Baqué e Véronique Enginger.

Mi sembra di sentire un bisbiglio lontano ed incredulo da parte di qualcuno che si sta legittimamente chiedendo perché mai io abbia pensato di dedicarmi ad un passatempo così inutilmente complicato.

Viv