Gli ultimi berretti

Nelle ultime settimane, impossibile non notarlo, mi sono dedicata ai berretti.
Tra donna, uomo, pom pom e righe ne ho fatti ben più di una ventina e ho quasi esaurito le scorte di lana.
Direi che per quest’anno potrei fermarmi qui e riprendere con la macchina da cucire, o col ricamo, la bigiotteria, le scatole in stoffa o qualsiasi altra cosa mi passi per la testa.

Questi perciò sono gli ultimi, gli ultimi berretti a coste due per due. Almeno per un po’.

Dato che ho scelto di declinare le righe al maschile, la misura di questi berretti è un po’ più comoda rispetto al tutorial. Le logiche invece sono sempre le stesse.
Se dunque voleste fare la versione da uomo, dovrete montare 98 maglie totali invece di 90 e cominciare i calati quattro righe dopo.

Viv

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Cappellino d’autunno

Esiste un colore più autunnale del marrone?
Da ragazzina lo detestavo in tutte le sue nuance, dal beige al testa di moro era il colore da cui rifuggivo con maggiore tenacia, poi ho cominciato ad apprezzarlo.

Per cui ecco qui uno scaldacollo a coste orizzontali e una calottina semplice semplice, che sulla sommità porta orgogliosamente un bel citrullo verde chiaro.

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L’insieme fa tanto “passeggiata nel bosco” e lo trovo delizioso.
Il modello lo trovate qui.

Viv

Il bordeaux raddoppia

In largo anticipo sui freddi dei prossimi mesi, continua la produzione di berretti di lana.
Il filato è lo stesso utilizzato per i miei primi scaldacollo ai quali entrambi i cappelli si abbinano alla perfezione.

Il primo è ancora una volta ispirato al Fresco Slouchy Hat di Susan Mills.
I link al modello li trovate qui.

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Il secondo invece è stato una piacevole scoperta sul blog La maglia di Marica.
Si tratta di un berretto realizzato con i ferri diritti, essenziale nella sua semplicità.
Insieme alle spiegazioni relative ai calati, Marica fornisce un’utilissima tabella che, in base al filato scelto e alla misura dei ferri da utilizzare, indica quanti punti montare per ottenere la circonferenza desiderata e quanti centimetri lavorare prima delle diminuzioni.

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Al mio cappellino liscio ho aggiunto un grande fiore lavorato all’uncinetto.
Tramite Pinterest sono approdata al blog Spaziolilla che ha pazientemente raccolto in un’ampia sezione gli schemi gratuiti dedicati ai Fiori all’uncinetto.

La lana è la stessa per entrambi i berretti. Dalle foto non si direbbe ma il bordeaux è caldo e deciso, più simile al secondo collage che alla prima foto che vira al rosso ciliegia.

Quasi dimenticavo, in grigio potete ammirare Lily e in nero Bessie, che oggi festeggiano il loro primo anno in famiglia.

Viv

Sfumature di viola

Adoro i berretti morbidi che non schiacciano troppo i capelli e hanno quell’aria casual che combatte il freddo con allegria.
Oggi il cappellino slouchy è nelle sfumature del rosa e del viola, non ho saputo resistere all’acquisto di questa lana e un istante dopo ero già pentita di non aver preso anche le varianti in azzurro e in verde.

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Viv

Non c’è due senza tre

Non comincerò l’anno disattendendo la saggezza popolare perciò ecco il terzo cappellino in maglia che segue a ruota i precedenti e chiude la serie di esperimenti di gemellaggio eterozigote, tanto più che ho esaurito i gomitoli di questa bella lana azzurro avio.

Il berretto si è gradualmente modellato su uno schema a calottina e il pon pon è appeso ad una trecciolina che parte dalla sommità. Forse il mio preferito sinora.

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Se l’è aggiudicato figlia #1e3/4 e se vi state chiedendo a cosa si debba questo numero progressivo vuol dire che non siete lettori appassionati della saga del maghetto più famoso dell’ultimo decennio e non l’avete accompagnato fino al treno per Hogwarts, al famoso binario 9e3/4, un binario che si inserisce tra il precedente il successivo, che non è visibile sul display ufficiale ma esiste di fatto in chi va oltre le apparenze.

Viv

Berretti in lana

Da ragazzina mi ci sono dedicata con passione ma erano ormai un paio di decenni che non lavoravo a maglia.
Ho curiosato in rete per rinfrescarmi la memoria e pian piano sono riaffiorati tutti gli insegnamenti della nonna che, per prima, mi aveva spiegato la maglia tubolare, i calati, gli aumenti, i gettati ma soprattutto l’importanza di disfare tutto ciò che non è perfetto con pazienza e filosofia.

E considerando che per questi berretti sono andata a tentoni, usando come campione un cappello acquistato da una delle figlie, non farà meraviglia che abbia dovuto disfarne un paio prima di ottenere due berretti soddisfacenti.

Simili eppure diversi, entrambi molto semplici,

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per figlia #1, che si è prestata a far da modella, e la sua amica di sempre.

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La fascia iniziale è la chicca di questi berretti, più sottile nella parte retrostante e più alta sul davanti. Mi ha creato qualche difficoltà ma, poiché non tutto il male vien per nuocere, ha fatto sì che mi accorgessi che le spille per tenere in sospeso le maglie sono esattamente quelle di cui ero alla ricerca da tempo per realizzare della bigiotteria.
Ma questa è un’altra storia.

Viv