Cinica “prof“

Di questi tempi al liceo cominciava la litania del quante versioni di greco ti mancano? E di latino?  E i libri, li hai finiti tutti?

A qualcuno suona familiare?

Ecco, coi libri mai avuto problemi ma le versioni erano un altro paio di maniche.

Ma veniamo a noi…

Ce l’avete avuta anche voi la prof cinica che si divertiva a dare compiti come se la sua materia fosse LA materia e l’estate un prolungamento dei pomeriggi di studio? 
Ecco, l’astuccio di oggi è dedicato a lei, la nemesi delle nostre estati.

Inutile dire che per un astuccio così ci vuole una prof autoironica, meglio se amante delle stoffe african wax, meglio ancora se in cerca di assoluzione. 

Lo schema è un Lizzie Kate rimaneggiato, l’originale infatti recita “Housework never killed anyone, but why take a chance? “.  

Viv 

Le voci degli audiolibri

L’altro giorno sfogliando il quadernino su cui annoto le mie letture mi sono resa conto che il 2020 segna una sorta di spartiacque anche nel mio rapporto con i libri: per la prima volta da quando ho cominciato ad avvicinarmi agli audiolibri l’ascolto è sostanzialmente equiparabile alla lettura. 

So che durante il lockdown molti lettori forti hanno lamentato una sorta di difficoltà nel concentrarsi sulle pagine di un romanzo.
Per me non è stato così, non ho mai smesso ma aprivo i libri solo alla sera, di giorno ascoltavo. Chiusa nella mia stanza delle meraviglie, in un’atmosfera sospesa che non si curava del calendario e delle stagioni ho cucito e ricamato tutti i lavori a tema natalizio che a breve cominceranno a reclamare la ribalta.
E nel mentre ascoltavo, gratificandomi come è sempre stato dal tempo delle fiabe sonore. 

Personalmente ho dei criteri debolmente flessibili quando si tratta di stabilire se un libro rientri o meno nella rosa degli ascoltabili.
In generale sono aperta alle riletture dei classici, agli autori la cui scrittura non richieda una grande concentrazione, a libri gialli, rosa, thriller e manuali.
Non scelgo mai autori o romanzi che, a mio insindacabile giudizio, richiedano un incontro senza intermediazione. 
Abbandono l’ascolto se il lettore mi è sgradito. 

A volte tuttavia l’intermediario rappresenta un valore aggiunto. Le nostre maestre ci spronavano a leggere con sentimento ma, aggiungo io, raccontare è un’arte persino quando ci si limita a leggere un testo. Questo vale soprattutto se sono presenti elementi dialettali a cui restituire colore e vivacità.

Tre voci in particolare hanno accompagnato i migliori ascolti di questi ultimi mesi, le  inserisco nell’ordine in cui le ho apprezzate.
Parto da Lorenzo Degli Innocenti che mi ha letto le indagini fiorentine del commissario Bordelli, scritte da Marco Vichi (su Audible al momento sono disponibili quattro romanzi di questo ciclo). L’accento toscano è il sale di questi romanzi agrodolci ambientati nella Firenze degli anni Sessanta; l’indagine si stempera in un racconto cadenzato e malinconico che si fonde nelle atmosfere nostalgiche del dopoguerra lasciando largo margine a personaggi che sono tutto fuorché di contorno. 

Peppe Servillo mi ha fatto innamorare dei bastardi di Pizzofalcone  di Maurizio De Giovanni. Una lettura attoriale la sua, che riempie gli spazi e dà spessore a un affresco vivace della Napoli dei giorni nostri. L’elemento corale é preponderante e i reietti del commissariato di Pizzofalcone, con l’ispettore Lojacono in testa, sono una “famiglia” eterogenea le cui storie personali si intrecciano volentieri in trame secondarie che affiancano e talvolta diluiscono lo sviluppo dell’indagine principale. Questa serie è disponibile su Audible fino al sesto libro. 

Orfana della voce di Peppe Servillo mi sono accostata con titubanza a Paolo Cresta e alle indagini del commissario Ricciardi. A torto, perché ho finito con l’amare senza riserve il lettore quanto il protagonista, un personaggio dal forte impatto umano che, sulla scia del commissario Bordelli di Vichi, conquista per la nobiltà d’animo, l’empatia e l’eleganza d’altri tempi.
Le atmosfere sono quelle di una Napoli malinconica e seduttiva, ritratta durante il periodo fascista. Anche in questo caso l’autore è Maurizio De Giovanni e il ciclo si interrompe solo dopo il quinto romanzo. La buona notizia è che, audiolibri a parte,  mi restano ancora molti romanzi con Ricciardi protagonista da leggere per conto mio. 

Apro e chiudo una piccolissima parentesi sugli autori che leggono da sé i propri romanzi. Trattandosi di due mondi non assimilabili il risultato non è automaticamente un successo.  
Promuovo Andrea Vitali che da buon affabulatore riesce a stare al passo con la ruspante vivacità dei suoi personaggi bellanesi e rimando a settembre Gianrico Carofiglio, autore che apprezzo da decenni, la cui lettura un tantino monocorde non rende, a mio avviso, piena giustizia ai suoi testi. 

Viv 

Clic clac e cerchietto in tessuto #burberry

Piccolina, con chiusura in metallo canna di fucile da 20 centimetri, manichetto e catenella.
I tessuti in stile Burberry sono ormai un grande classico per borse e accessori e l’accessorio in questo caso è un cerchietto con nodo da abbinare alla borsa con un immediato effetto bon ton.

E ora chiudete gli occhi e immaginate questi accessori su una bionda nordica o una mora corvina dall’incarnato roseo.

Viv

Seta cruda

Cosa fai quando, durante un viaggio, compri un accessorio con una stoffa davvero carina e poi, una volta a casa, ti accorgi che non riesci ad utilizzarlo? Facile… lo smonti di sana pianta e con quella stoffa tanto carina ci fai altri accessori. In questo modo il ricordo di quel momento resta ma smetti di rammaricarti per l’acquisto frettoloso.
Per la verità non è che mi capiti tanto spesso di fare acquisti totalmente sbagliati ma il cucito mi ha riconciliato anche con quei pochi perché so che, mal che vada, li trasformerò in qualcos’altro. 

Nelle prime foto il cerchietto con nodo in seta cruda, in fondo la fascia incrociata con un dettaglio sul tessuto. 

Viv

In rosso e turchese

Di solito non arrivano da sole.
Ne nasce una e ne spunta subito un’altra, simile ma differente.

I materiali sono equivalenti -perle in ceramica dipinte a mano, perle di carta e perle in polistirolo rivestite di stoffa- ma cambia il risultato finale perché i colori sono ancora più luminosi ed estivi, merito anche del cordoncino in cotone cerato turchese.

La soddisfazione nel riuscire ad armonizzare elementi che non erano stati acquistati per coesistere e realizzare qualcosa di unico e originale non ha davvero prezzo.

Viv