I pazienti del dottor García

Almudena Grandes, I pazienti del dottor García, Guanda

Di Almudena Grandes, in passato, credo di aver letto solo “L’atlante di geografia umana” ma nel tempo, sulla fiducia, ho accumulato altri acquisti tra cui “I pazienti del dottor García”.

La prima parte del romanzo si svolge a Madrid nel 1936 allo scoppio della guerra civile tra i repubblicani e franchisti.
Il dottor Guillermo García che è stato cresciuto da un nonno libero pensatore si schiera apertamente contro i falangisti di destra e, grazie alle nuove tecniche di trasfusione, nel mare magnum di feriti che miete la guerriglia salva la vita a un agente-spia del governo repubblicano che lavora sotto falso nome. L’amicizia con Manolo Arroyo Benítez si rivela doppiamente dirimente per Guillermo poiché lo aiuta a sfuggire alle rappresaglie dei franchisti all’indomani della vittoria e, dopo la caduta caduta del Terzo Reich, gli fornisce una nuova identità e uno scopo alternativo alla medicina coinvolgendolo in una caccia ai criminali nazisti in fuga verso la connivente Argentina attraverso la rete clandestina di Clara Stauffer che, come molti dei personaggi, è realmente esistita.

Dal momento che si tratta di un romanzo di oltre ottocento pagine che circoscrive un periodo che va dal golpe franchista fino alla Guerra Fredda degli anni Settanta e, tenuto conto dell’affollamento di personaggi e storie secondarie, non si presta docilmente a un quadro sintetico. Per capirci, in calce al romanzo è riportato un elenco che si aggira intorno ai duecento personaggi e le digressioni di carattere politico, pur inserite in un contesto romanzato, richiedono una sia pur minima familiarità.
Queste ed altre considerazioni legate all’impianto narrativo ne fanno una lettura per certi aspetti altalenante.
Il romanzo si sviluppa tra invenzione letteraria e ricostruzione storica. Scopo dichiarato di questo imponente lavoro di ricerca è portare alla luce oltre un trentennio di dittatura franchista, restituendo dignità e voce agli spagnoli che si sono spesi per una giusta causa, come i pazienti del dottor García, e a tutti quelli che ancora oggi riposano nelle fosse comuni senza un nome. Per avvalorare questo aspetto sono presenti anche dei capitoli al presente storico in cui l’autrice espone i dati di cronaca.
Le lunghe parentesi dedicate ai personaggi secondari, soprattutto nella prima parte, spezzano fatalmente il ritmo e si deve attendere talvolta qualche centinaio di pagine prima che il singolo particolare trovi il suo significato nel disegno di insieme.
La seconda parte, incentrata sul lavoro da infiltrati di Guillermo e Manolo nella rete clandestina, fila come un romanzo di spionaggio e il finale ha il sapore amaro di chi sa di aver perso -con onore ma la sconfitta resta- la battaglia per cui ha sacrificato la propria identità.

Per i temi e l’ambientazione “I pazienti del dottor García” è un romanzo al maschile in cui spiccano due figure femminili, entrambe negative: Amparo, compagna di Guillermo, e Clara, che dedica la sua totale abnegazione, nonché le sue risorse umane ed economiche, alla causa scellerata dei rifugiati nazisti.
Voglio tuttavia spendere due parole per la domestica Experta, alleata preziosa durante il razionamento e unico ponte che sopravvive tra le due vite di Guillermo quando è costretto ad abbandonare la sua identità di medico e a vestire i panni di Rafael Sánchez.
In lei ho ritrovato il ruvido pragmatismo delle donne del popolo in cui sbrigatività e tenerezza materna concorrono innanzitutto a risolvere i problemi pratici.
Donne con queste straordinarie qualità di tenacia e lealtà sopravvivono nei racconti di guerra di molte famiglie, io stessa vi ho riconosciuto una zia croata che, in quegli anni, da sola ha fatto la differenza nella vita della mia nonna materna e dei suoi figli.

Per restare in seno alla letteratura spagnola e al binomio tra Storia e finzione letteraria “I pazienti del dottor García” è un libro molto lontano, per esempio, da “Patria” di Aramburu -libro che ho molto amato per la prosa poetica e la straordinaria capacità di connettere in modo inusuale e potente i vari piani della narrazione- ma è una ricostruzione imponente del quadro storico e geografico del trentennio che seguì il secondo conflitto mondiale. Una testimonianza amara del silenziamento colpevole che ha oscurato i vinti del regime franchista, che nonostante la sconfitta di Hitler prosperò fino a metà degli anni Settanta.

Viv

4 pensieri riguardo “I pazienti del dottor García

  1. @polimena, per errore ho cancellato il tuo commento. Ad ogni modo concordo con te, non è sempre semplice seguire la situazione politica e le lunghe digressioni rendono il romanzo altalenante. A un certo punto ho avuto l’impressione di essere precipitata in un romanzo di spionaggio di Ken Follett e mi chiedo se A.G. puntasse a quell’effetto o se tra una metamorfosi e l’altra ci si sia ritrovata per caso. Di Cercas non ho mai letto nulla e forse va bene così.

  2. L’autrice è molto celebre, non ho mai letto nulla di lei, questo romanzo tra storia e realtà sembra una lettura notevolmente impegnativa, non solo per la tematica ma anche per la mole del testo e la quantità di personaggi. Notevole la tua recensione così sincera e sempre particolareggiata. Un bacione cara, buona giornata!

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