SanPa, madre amorosa e crudele

Fabio Cantelli Anibaldi, SanPa madre amorosa e crudele, Giunti

Si torna a parlare di San Patrignano ma se il romanzo di Andrea Delogu si nasconde dietro alla finzione letteraria con esiti marginali, il memoir di Fabio Cantelli, da cui la docu-serie di Netflix ha tratto spunto e linfa vitale, possiede la disarmante potenza della testimonianza trasfusa in una scrittura matura che abbraccia la ricchezza del mondo intellettuale del suo autore.

Pubblicato nel 1996 con il titolo “La quiete sotto la pelle” e riproposto contestualmente all’uscita della serie tv racconta il periodo -poco più di un decennio, dal 1983 al 1994- in cui l’autore visse nella comunità di Vincenzo Muccioli dapprima come ospite e successivamente come addetto stampa.

In un racconto che alterna con naturalezza diario intimo e riflessione sociale Cantelli ci offre uno sguardo privilegiato sul Muccioli della prima San Patrignano, quando il nocciolo della terapia di recupero era tutt’uno con la presenza costante di una personalità carismatica capace di porsi come guida e limite e il Muccioli imprenditore dell’ultima San Patrignano, quella dei grandi numeri, costretto a delegare a luogotenenti talvolta fuori controllo inquadrati in un’organizzazione gerarchica sempre più asettica.

In questo libro c’è dunque Muccioli nella sua straripante umanità e nel suo narcisismo megalomane, nella sua sconfinata dolcezza e brutalità, c’è la lettura dall’interno di alcune regole della comunità dall’apparenza dispotica, per esempio il controllo restrittivo sulle relazioni sentimentali (sulla scelta di vietare l’ascolto di musica a titolo personale Cantelli parla diffusamente in una interessante intervista con Enrico Silvestrin che trovate su YouTube), c’è l’identificazione con la comunità, la gratitudine e la sofferta e lucida dissociazione dagli errori.

C’è tutto questo e molto altro su San Patrignano ma c’è soprattutto il mondo interiore dell’autore che, a dispetto di quanti hanno trovato il libro un esercizio intellettuale inutilmente ricercato, è un lettore di nicchia sin dall’adolescenza, laureato in filosofia, persona colta e dalla personalità verticale. Quella stessa ricerca dell’Assoluto, che da ragazzino lo ha spinto verso gli eccessi la ritroviamo nella profondità delle riflessioni della maturità e nelle corrispondenze letterarie dei suoi stati d’animo. Per quel che vale il mio parere io ho letto il libro in poche ore senza avvertire alcuna pesantezza. Se mai, come sempre accade quando ci si confronta con persone stimolanti, possiamo correre il rischio di ampliare le nostre liste di lettura con autori che non avevamo ancora preso in considerazione.

Viv

2 pensieri riguardo “SanPa, madre amorosa e crudele

  1. Hai fatto proprio un’interessante recensione che invoglia a leggere il libro, come ti dicevo ho memoria di alcuni eventi ma non così dettagliatamente, ad esempio non conoscevo la questione della musica. Cercherò il libro, grazie Viv, buon pomeriggio!

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