Cambiare l’acqua ai fiori

Valérie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori, edizioni e/o

Lo ammetto subito, sono moderatamente in difficoltà.
Questo è un romanzo che, dopo un’uscita in sordina nel 2019, è diventato un caso editoriale durante la prima quarantena grazie al passaparola dei lettori, in larga misura lettrici direi. E va da sé che, a fronte di recensioni unanimemente entusiastiche, qualsiasi annotazione che si discosti anche lievemente suona inevitabilmente più negativa di quanto non voglia essere.

“Cambiare l’acqua ai fiori” è stato spesso avvicinato a “L’eleganza del riccio”, affinità che viene sottolineata anche in quarta di copertina. In proposito, vero è che le due protagoniste sono entrambe molto riservate, che i due romanzi respirano le stesse atmosfere da commedia francese e che la casa editrice è la stessa. Fine. 

Violette è custode di un piccolo cimitero in Borgogna, apre e chiude i cancelli, si prende cura delle tombe e del suo piccolo orto, frequenta solo i necrofori, gli impiegati delle pompe funebri e il prete cattolico. Tiene un registro in cui annota i dettagli di ogni cerimonia funebre e al bisogno offre una camera di decompressione e una lacrima di porto ai visitatori mentre ascolta le loro storie.

Ho due guardaroba, uno lo chiamo “inverno” e l’altro “estate”, ma non c’entrano le stagioni, c’entrano le circostanze. L’armadio inverno contiene solo vestiti classici e scuri destinati agli altri, l’armadio estate solo vestiti chiari e colorati destinati a me stessa. Indosso l’estate sotto l’inverno, e quando solo sola mi tolgo l’inverno.

La  sua vita pubblica e quella privata sono e restano separate, al punto che anche il lettore impiega un certo numero di pagine per scoprire i nodi del suo passato. Violette non ha avuto un’infanzia fortunata e più in generale la vita non è stata generosa ma mantiene una naturale apertura verso il prossimo che le consente di svolgere le sue mansioni in modo empatico senza precludersi incontri significativi.

La routine delle prime pagine viene interrotta da un uomo, appena più giovane di Violette, che cerca la tomba di uno sconosciuto per deporvi l’urna con le ceneri della madre in ossequio alle sue ultime volontà. 
A questo punto il piano narrativo si stratifica includendo i diari della defunta Irène e il racconto del suo amore segreto per Gabriel. Una serie di flashback ci proiettano nel passato di Violette mettendo a nudo ferite irrisolte e intervengono altre voci narranti a chiarire antefatti che lei stessa ignora. Pagina dopo pagina entriamo nel vivo di relazioni carnali senza amore e passioni mai sopite che neppure la lontananza ha saputo estinguere. 
Quasi tutti i personaggi, persino i più negativi -uno su tutti il marito scomparso nel nulla- nascondono tormenti e pregressi che piano piano vanno a riempire i vuoti della narrazione. Non manca la nota noir con le indagini su un incidente mai completamente chiarito che pesa sulle vite dei protagonisti e neppure la figura salvifica del saggio guardiano e guaritore di cui Violette ha preso il posto al cimitero. 

Così come i segreti intorno alla vita di Violette vengono svelati a poco a poco anche le mie considerazioni si fermano sulla soglia delle stanze private che lei stessa non apre mai ai visitatori, quindi, al solito, niente spoiler a costo di restare due passi indietro. 

Il racconto è denso e appassiona ma in un romanzo che, a dispetto dell’ambientazione, racconta la rinascita ed è ricco di piccoli colpi di scena e di intensità emotiva, a lettura ultimata ho avvertito una vaga sensazione di accumulo, un accumulo di vite, attenuanti, punti di vista e persino di parole, inteso come numero di pagine. 
Alcune figure, inoltre, risultano meno nitide di quanto la grande quantità di informazioni farebbe supporre, specie il marito di Violette la cui ambiguità sconfina nel dubbio di una costruzione a tavolino un po’ confusa. 
Per dirla in metafora, mi sono rimaste sulle dita le tracce della polvere magica ma l’incantesimo con me è riuscito solo a metà. 

Viv  

 

22 pensieri riguardo “Cambiare l’acqua ai fiori

  1. Che libro complesso, non immaginavo che fosse così.
    A dire il vero l’altro giorno son passata in libreria e l’ho notato senza però sfogliarlo ma ho pensato appunto alle recensioni entusiaste che anche io ho letto.
    Dal tuo post mi pare una trama troppo macchinosa e troppo fitta di personaggi, mi viene in mente che Dickens riusciva a scrivere romanzi affollatissimi e ogni personaggio risulta credibile e autentico, non è così semplice però. Un bacione, ho letto volentieri questa sua sincera recensione, buon sabato!

    1. A naso, per l’idea che mi sono fatta dei tuoi gusti, non mi sembra un libro che ti entusiasmerebbe ma ho in mente altre amiche lettrici che entrerebbero meglio nel mood. Baci cara!

  2. Recensione dettagliata e così limpida da chiarirmi, una volta per tutte, che non è il libro che fa per me. Tanto più che non ho amato neppure l’eleganza del riccio! Grazie Viv

      1. Non si è mai soli 😉 su questo libro i lettori, o forse dovrei dire le lettrici, si sono divisi in modo piuttosto netto e nei mesi a seguire, nonostante il largo plauso, ho incrociato diverse persone che non erano rimaste convinte da questo romanzo che forse si è voluto nobilitare al di sopra dei suoi reali meriti. Buona giornata😊

  3. hai usato due parole che condivido e che esprimono la (mia) parziale delusione alla fine della lettura: accumulo e “a tavolino”
    ho avuto anch’io l’impressione di un eccesso di personaggi (e di vicende intrecciate) e la sensazione di un lavoro a freddo, a tavolino, appunto, di ritaglio e lima per far quadrare certe tessere nel mosaico complessivo.
    ml

    1. Grazie per il tuo commento, mi fai sentire meno sola… ci ho riflettuto diversi giorni prima di scriverne per capire il motivo delle mie perplessità e del motivo per cui al di là della buona confezione non mi avesse “rapita”.
      Sono contenta di avere un riscontro da qualcuno che l’ha letto. Buona giornata!

  4. Ciao! 🙂 ….con me invece l’incantesimo è riuscito….in questo momento, sì perchè non riesco ad essere oggettiva e certi libri che adoro in un determinato momento non riesco neanche a leggerli in un momento diverso…sono una lettrice….come dire…emotiva. Buona serata.

    1. Ci sta, siamo tutti lettori emotivi… e comunque un pizzico di polvere magica è arrivata anche a me, insieme al resto 😉 Buona serata e grazie per il contributo alla conversazione, mi fa sempre piacere parlare di libri…

  5. Hai fatto una recensione che lascia sospesi. Già l’acostamento con l’Eleganza del riccio, libro che mi ha lasciata perplessa, non mi attira molto, e anche se la trama mi sembra interessante, alla fine non mi sembra che la lettura valga la pena

  6. Sai che neanche io ne avevo mai sentito parlare? Però, lo confesso, mi sono “innamorata” della tua recensione. Lo so che te l’ho detto, ma come recensisci tu nessuno. Ci vorrebbe “il libro delle recensioni di Viv” 🥰

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