Le voci degli audiolibri

L’altro giorno sfogliando il quadernino su cui annoto le mie letture mi sono resa conto che il 2020 segna una sorta di spartiacque anche nel mio rapporto con i libri: per la prima volta da quando ho cominciato ad avvicinarmi agli audiolibri l’ascolto è sostanzialmente equiparabile alla lettura. 

So che durante il lockdown molti lettori forti hanno lamentato una sorta di difficoltà nel concentrarsi sulle pagine di un romanzo.
Per me non è stato così, non ho mai smesso ma aprivo i libri solo alla sera, di giorno ascoltavo. Chiusa nella mia stanza delle meraviglie, in un’atmosfera sospesa che non si curava del calendario e delle stagioni ho cucito e ricamato tutti i lavori a tema natalizio che a breve cominceranno a reclamare la ribalta.
E nel mentre ascoltavo, gratificandomi come è sempre stato dal tempo delle fiabe sonore. 

Personalmente ho dei criteri debolmente flessibili quando si tratta di stabilire se un libro rientri o meno nella rosa degli ascoltabili.
In generale sono aperta alle riletture dei classici, agli autori la cui scrittura non richieda una grande concentrazione, a libri gialli, rosa, thriller e manuali.
Non scelgo mai autori o romanzi che, a mio insindacabile giudizio, richiedano un incontro senza intermediazione. 
Abbandono l’ascolto se il lettore mi è sgradito. 

A volte tuttavia l’intermediario rappresenta un valore aggiunto. Le nostre maestre ci spronavano a leggere con sentimento ma, aggiungo io, raccontare è un’arte persino quando ci si limita a leggere un testo. Questo vale soprattutto se sono presenti elementi dialettali a cui restituire colore e vivacità.

Tre voci in particolare hanno accompagnato i migliori ascolti di questi ultimi mesi, le  inserisco nell’ordine in cui le ho apprezzate.
Parto da Lorenzo Degli Innocenti che mi ha letto le indagini fiorentine del commissario Bordelli, scritte da Marco Vichi (su Audible al momento sono disponibili quattro romanzi di questo ciclo). L’accento toscano è il sale di questi romanzi agrodolci ambientati nella Firenze degli anni Sessanta; l’indagine si stempera in un racconto cadenzato e malinconico che si fonde nelle atmosfere nostalgiche del dopoguerra lasciando largo margine a personaggi che sono tutto fuorché di contorno. 

Peppe Servillo mi ha fatto innamorare dei bastardi di Pizzofalcone  di Maurizio De Giovanni. Una lettura attoriale la sua, che riempie gli spazi e dà spessore a un affresco vivace della Napoli dei giorni nostri. L’elemento corale é preponderante e i reietti del commissariato di Pizzofalcone, con l’ispettore Lojacono in testa, sono una “famiglia” eterogenea le cui storie personali si intrecciano volentieri in trame secondarie che affiancano e talvolta diluiscono lo sviluppo dell’indagine principale. Questa serie è disponibile su Audible fino al sesto libro. 

Orfana della voce di Peppe Servillo mi sono accostata con titubanza a Paolo Cresta e alle indagini del commissario Ricciardi. A torto, perché ho finito con l’amare senza riserve il lettore quanto il protagonista, un personaggio dal forte impatto umano che, sulla scia del commissario Bordelli di Vichi, conquista per la nobiltà d’animo, l’empatia e l’eleganza d’altri tempi.
Le atmosfere sono quelle di una Napoli malinconica e seduttiva, ritratta durante il periodo fascista. Anche in questo caso l’autore è Maurizio De Giovanni e il ciclo si interrompe solo dopo il quinto romanzo. La buona notizia è che, audiolibri a parte,  mi restano ancora molti romanzi con Ricciardi protagonista da leggere per conto mio. 

Apro e chiudo una piccolissima parentesi sugli autori che leggono da sé i propri romanzi. Trattandosi di due mondi non assimilabili il risultato non è automaticamente un successo.  
Promuovo Andrea Vitali che da buon affabulatore riesce a stare al passo con la ruspante vivacità dei suoi personaggi bellanesi e rimando a settembre Gianrico Carofiglio, autore che apprezzo da decenni, la cui lettura un tantino monocorde non rende, a mio avviso, piena giustizia ai suoi testi. 

Viv 

15 pensieri riguardo “Le voci degli audiolibri

  1. Argomento molto interessante e per me inconsueto, comprendo che la voce e la tonalità abbiano davvero grande valenza e importanza in questo caso, non penso sia facile sostenere la lettura intera di un romanzo. Io, come sai, sono affezionata ai miei vecchi, cari libri di carta e non c’è modo di farmeli abbandonare, non credo che riuscirei a seguire la lettura di un romanzo fatta da altri perché, al di là del libro, mi piace proprio il coinvolgimento personale nella lettura, avere un libro tra le mani e conoscerlo poco alla volta. Un bacione cara, grazie di questa approfondita presentazione!

    1. Per me in realtà gli audiolibri non rappresentano un’alternativa ma un’attività del tutto distinta, come la lettura di un romanzo e la visione della sua trasposizione cinematografica. Un bacione cara!

    1. Come dicevo a Missfletcher l’audiolibro per me non è un’alternativa alla lettura ma proprio un’occupazione diversa… per lungo tempo non sono riuscita a prendere in considerazione l’ascolto perché lo equiparavo alla lettura. Un po’ come, mutatis mutandis, guardare un film tratto da un libro, un’esperienza diversa che non pretendo di sovrapporre. Mentre lavoro è un accompagnamento perfetto, mia figlia invece “ascolta” durante gli spostamenti in auto… bacioni!

      1. Hai ragione, credo si debba trovare il momento giusto. Anni fa quando arrivavo in stazione in anticipo, prendevo la bici a mano e andavo al lavoro a piedi, ascoltando,la lettura di libri su radio 3

  2. Io sono diventata divoratrice di audiolibri! Mentre cucino, o vado al lavoro, top mentre disegno. PERÒ: ci vogliono romanzoni “di trama” (tipo ho provato Calvino, e, per quanto già lo avessi letto, un disastro. La lingua scritta troppo bene non riesco a seguirla! 😅); la voce deve essere limpida e chiara e non interpretare troppo, che alla lunga stufa (eccetto Pannofino per Harry Potter, strepitoso, e Paolo Poli per le Sorelle Materassi). Anche io ne ho mollati tanti perché la voce non andava, e anche a me piace ascoltare cose già lette in passato, che però magari scritte non riprenderei. La Cortellesi che legge la Austen pure è molto godibile. Scusa il pippone ma mi trovi proprio d’accordo e volevo dirti la mia! 😂

    1. Che bello! Un’altra affinità 😍 e mi hai pure dato la dritta su Poli e le Sorelle materassi (che fortunatamente ho già letto in passato e quindi è perfetto in tutti i sensi). Poli l’ho già apprezzato ne “I Promessi sposi” e nonostante sia un romanzone di scrittura densa reggeva benissimo. Non facile leggere bene interpretando modo piacevole senza prevaricare il testo… Pannofino che legge HP patrimonio dell’umanità! 👍👍

  3. Non ho avuto delle grandiose esperienze con gli audiolibri, ai quali continuo a preferire i podcast, però di recente ne ho ascoltato uno di poesie lette dall’autrice e mi è piaciuto davvero tanto. Magari devo solo capire meglio cosa mi piace ascoltare.

    1. Ho letto ieri il tuo post! Non so se l’ascolto di poesie possa adattarsi all’utilizzo che faccio del mezzo, considerando che la mia attenzione è suddivisa tra lavoro manuale e ascolto. In altri contesti però mi piacerebbe provare, magari con il libro che consigli tu. Buona giornata 😊

      1. Be’, quello era piuttosto impegnativo, quindi non lo consiglierei mentre non gli si può dedicare la massima attenzione.
        Buona (fine) giornata anche a te!💜

  4. Ci credi che non ho mai provato? Non so, ho la sensazione che non riuscirei a mantenere l’attenzione. E comunque mi dà l’idea che non possa minimamente assimilarsi a leggere da soli…ma forse mi sbaglio, visto che una lettrice attenta come te ne fa così largo uso… Che ne dici?

    1. Sono due esperienze non assimilabili secondo me e si adattano a situazioni e contenuti diversi. Ha ragione Silvia quando dice che ci vogliono romanzi con una trama scorrevole e una scrittura piana. Poi credo che come per tutto ognuno abbia tempi e modi differenti. Io ci ho messo secoli anche solo per convincermi ad ascoltarne uno…

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