Figlie di una nuova era

Carmen Korn, Figlie di una nuova era, Fazi

Fatico a trovare il tempo per parlare di libri in questo periodo ma il romanzo di Caren Korn merita un piccolo sforzo da parte mia.
Primo di tre romanzi, due dei quali già disponibili nel catalogo Fazi, “Figlie di una nuova era” è ambientato ad Amburgo durante gli anni più controversi della storia tedesca, con uno stile asciutto che riverbera l’esperienza giornalistica dell’autrice.

Quattro giovani donne incrociano le loro vite da un dopo guerra all’altro respirando i cambiamenti politici di un trentennio cruciale e incarnando nel quotidiano i grandi eventi storici.
Sono figure molto diverse, due di loro sono ostetriche, una è insegnante, l’ultima è la figlia viziata di un borghese benestante ma non si tratta di un romanzo squisitamente al femminile perché nonostante lo sguardo sia centrato sulle donne, sul loro desiderio di emancipazione e autonomia, alcuni tra i personaggi chiave sono uomini.

Kurt Landmann si stupiva di come tutti, intorno a li, fossero impegnati a fare finta di niente. Aveva un grande talento per prendere la vita con allegria o sarcasmo, ma non si era mai rifiutato di riconoscere la verità. Perché facevano tutti così? Si sentiva come uno che lancia allarmi in mezzo a un deserto. 

Attraverso le dinamiche del romanzo il cambiamento si fa strada per piccoli passi spostando gradualmente il livello di tolleranza ai soprusi, circoscrivendo la libertà di chi non è ben accetto al regime -siano ebrei, stranieri, omosessuali o antifascisti- mutando le abitudini in circospezione, trasformando la frustrazione in delazione.
In un mondo in cui la radio non era appannaggio di tutti, le notizie arrivano filtrate, in ritardo, e spesso tra la gente comune la realtà bussa alla porta nei panni di un amico in pericolo, di un professionista ostracizzato, di un commerciante costretto ad abbassare la testa prima e la saracinesca poi.

Non ci sono gerarchi nazisti in primo piano ma un popolo variegato che si affaccia sui pianerottoli, si mescola per le strade confondendo simpatizzanti e oppositori, abbracciando trasversalmente chi tenta di conservare la propria umanità, chi sfrontatamente esibisce la propria ribellione, chi si nasconde dietro un’indifferenza colpevole, chi tradisce per pusillanimità o per ideologia.
Il romanzo offre uno spaccato dalla parte di chi può solo limitarsi a gestire situazioni che travalicano l’intervento del singolo ma, come sempre, sono i singoli atti eroici a fare la differenza anche quando si viene trascinati verso un baratro che non abbiamo scelto o che non siamo stati abbastanza lungimiranti da evitare.
In tutto questo, le donne sostengono il peso di una nazione in guerra, una guerra che non tutte condividono, in un momento storico che le vede ancora subalterne, impegnate a rivendicare il diritto a non dover scegliere tra lavoro e famiglia, per non parlare dell’avere o meno dei figli.

Grazie ad un espediente che anticipa le sorti di uno dei personaggi principali il lettore è traghettato senza se e senza ma verso il secondo volume che attraversa gli anni del dopoguerra, del baby boom e della guerra fredda.
Il ritorno alla normalità si fa strada tra lutti e rovine, insieme alla libertà ritrovata e alle nuove conquiste sociali.
Ritroviamo i protagonisti ma lo scenario ci è più familiare, la modernità irrompe nel quotidiano e sulla pagina nascono i nostri coetanei.

A livello stilistico entrambi i romanzi a tratti soffrono di un’eccessiva frammentazione dei paragrafi ma l’autrice tiene ben salde le fila di un racconto corale che si arricchisce via via di nuovi personaggi e, pur utilizzando una prosa che non indulge in sentimentalismi e speculazioni psicologiche, riesce a restituire l’emotività dei personaggi attraverso piccoli cenni asciutti.
Se vi aspettavate qualche parallelismo con la saga dei Cazalet  a cui, per lo meno in fase di lancio editoriale è stata avvicinata questa trilogia, aggiungo a margine che dei libri di Carmen Korn, soprattutto del primo, ho amato l’ambientazione, ma se siete sensibili alla prosa elegante e sofisticata Elizabeth Jane Howard vi soddisferà maggiormente.
Restiamo in attesa del capitolo finale.

Viv

12 pensieri riguardo “Figlie di una nuova era

  1. Magnifica recensione, la tematica tra l’altro non è semplice e mi sembra che qui sia affrontata con finezza.
    E quando parli di “un popolo che affaccia sui pianerottoli” si capisce che ognuno di loro è parte di una storia più grande e l’autrice del libro deve aver saputo rendere in maniera sapiente queste vicende. Grazie del suggerimento di lettura, cara, un bacione.

    1. Di solito Fazi riprende la stessa tipologia di copertina nel caso di volumi correlati o dello stesso autore. Quando si tratta di classici sceglie per lo più riproduzioni di dipinti e in altri casi illustrazioni stilizzate e moderne. Devo dire che fanno sempre un ottimo lavoro 😊

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.