I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo

Elif Shafak, I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo, Rizzoli

L’impianto narrativo è già tutto nel titolo. Il cuore di Leila si è fermato ma i suoi pensieri coscienti continuano ad aggrapparsi al presente e sorvolano ricordi passati: ogni minuto un aroma e ogni aroma un ricordo che restituisce dignità alla prostituta riversa scompostamente in un bidone dei rifiuti in un vicolo di Istanbul.
Leila Tequila -soprannominata così dalla tenutaria del bordello perché manda giù le asprezze e le amarezze come shottini di tequila– all’inizio della sua vita era solo Leyla, figlia di una madre troppo giovane e insicura per opporsi alle decisioni dispotiche del marito poligamo che, nel mito del figlio maschio, cede la figlia primogenita alla moglie di primo letto.

La sua infanzia si consuma tra i profumi domestici, le menzogne intorno alla sua nascita, gli opprimenti divieti imposti dalla religiosità ottusa del padre e le attenzioni morbose di uno zio pedofilo. Appena adolescente fugge lasciandosi alle spalle la famiglia di origine e la ipsilon del suo nome, Istanbul la trasforma in preda.

I ricordi di Leila ci accompagnano con delicatezza in un mondo di emarginati e il romanzo si raccoglie intorno alle figure di pochi fedeli amici, cinque in tutto, che cercheranno di darle una sepoltura dignitosa sottraendola al Cimitero degli Abbandonati, luogo che esiste realmente e di cui è allegata una foto a margine del testo.

Un romanzo con una prima parte coinvolgente -che si spinge ben oltre la metà del libro- e un finale in tono minore che inserisce qualche elemento grottesco e meno verosimile.
Protagonista la città di Istambul e le sue donne, in un difficile equilibrio tra modernità e tradizione, dove consuetudini orientali millenarie si scontrano con aneliti all’inclusione europea.
Si respira a tratti un’allegria scombinata e agrodolce alla Özpetek in cui gli emarginati non sono diversi e nemmeno alternativi, sono semplicemente “famiglia”, quella disattesa dai legami di sangue.

Viv

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4 pensieri riguardo “I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo

  1. Concordo con te! Il primo lungo capitolo l’ho trovato bellissimo e intenso. Purtroppo non regge agli stessi ritmi fino alla fine, perdendosi in gag surreali. Non avevo mai letto niente di suo, per cui è stata una piacevole scoperta.

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