Il KonMari e l’arte svedese del “Döstadning”

Margareta Magnusson, L’arte svedese di mettere in ordine, La nave di Teseo

È sempre utile ricordare che il fatto che un libro finisca sulle pagine di questo blog non ne fa automaticamente un consiglio di lettura.
Questo librino, incrociato per caso su Audible, è un insolito e ardito manualetto che non ricalca pedissequamente il filone, per altro sfruttatissimo, inaugurato dall’ormai notissima Mari Kondo sull’arte di sistemare al meglio gli spazi abitativi.

Per quanto mi riguarda sono minimalista per natura e in molte occasioni mi è capitato di precisare che l’essenzialità di cui generalmente mi piace circondarmi si ferma, senza se e senza ma, sulla soglia della mia craft room: pochi metri quadri in cui mi trasformo in un’accumulatrice seriale che lotta quotidianamente -e felicemente- con l’entropia.

Ma torniamo a Margareta Magnusson e a “L’arte svedese di mettere in ordine”.
Nessuna meraviglia che una svedese si occupi di organizzazione degli spazi, posto che la più importante azienda mondiale giallo-blu nasce dall’abilità nordica nell’ottimizzare spazi, impatto ambientale, trasporti, costi e design. Qui, tuttavia, a dispetto del titolo italiano, che omette ingannevolmente, trattasi di minimalismo pre-mortem. Ecco, ve l’ho detto.
Il sottotitolo fa riferimento genericamente a come sistemare la propria vita per alleggerire quella degli altri, ma vogliamo mettere il corrispettivo inglese “The gentle art of swedish death cleaning”? Diretto e inequivocabile.

Dunque di questo si tratta, ovvero di come svuotare le proprie case in vista della propria dipartita acciocché eredi e discendenti non debbano smistare per mesi le nostre cianfrusaglie, curiosando tra segretucci imbarazzanti, litigandosi i pezzi migliori, buttando incautamente oggetti di valore e soprattutto indirizzando alla nostra smania di accumulo pensieri che mal si sposano con i sentimenti di pia devozione che dovrebbero accompagnare il ricordo del caro estinto.
In questa estensione testamentaria che, diciamocelo, ha spirito prettamente femminile, non vengono lesinati consigli pratici per sgomberare le case familiari in vista di un ridimensionamento vedovile o, perché no, di un definitivo trasferimento in casa di riposo.
Allo stesso modo troverete suggerimenti per affrontare questi spinosi argomenti con i genitori anziani. Con tatto e cautela, beninteso, ma senza demordere nel caso la meravigliosa eventualità di liberarsi di tutti i loro averi superflui dovesse par loro eccessivamente radicale nonché prematura.
Insomma, chiosando sinteticamente “Cari mamma e papà, visto che, si spera il più tardi possibile, dovrete morire, che ne dite di disfarvi sin da subito di quel grazioso braccialetto, di quel trapano inutilizzato, di quel set di piattini dipinti a mano? Non per altro, ne avreste voi per primi un enorme beneficio in termini di spazio e di ordine oltre a dimostrarvi solleciti nei confronti del tempo futuro dei vostri eredi”.

Non so voi, ma io l’ho trovato involontariamente comico. Inutile dire che chi è accumulatore difficilmente si lascerà blandire dall’assennatezza di queste teorie mentre chi di suo è predisposto al minimalismo probabilmente già attua periodici sgomberi casalinghi ricavandone un benessere mentale oltre che pratico.

Disfarsi degli oggetti che ci hanno accompagnato per lunghi anni, mettere ordine in cartigli dimenticati, lettere d’amore, diari, fotografie, muove sentimenti sopiti, ricordi più o meno piacevoli e certamente non ha a che fare con il solo ordine esteriore. Lo sa bene l’autrice ultra ottantenne con cinque figli all’attivo e almeno altrettanti traslochi in vari continenti.
Insomma separarsi dalla propria vita passata non è cosa da poco e bisogna pensarci, o riderci su, per tempo.

Viv

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10 pensieri riguardo “Il KonMari e l’arte svedese del “Döstadning”

  1. Ho letto con molto piacere e con curiosità questo post e chiaramente mi è inevitabile immaginare la tua affollata craft room che però è come deve essere, caspita!
    Conoscendomi un po’ comprenderai che questo argomento non mi si adatta tanto, ecco, tra l’altro questo post arriva nel giorno in cui mi accingo a spolverare filari di soprammobili, vassoi di campanelle, scatolette di metallo, animaletti di Murano e tutto il resto… ecco lì!
    Ridiamoci su anche in questo caso, cara.
    Baci Viv, buona giornata!

  2. Fantastico! ci penso spessissimo, poi ho letto anche Doppio vetro di Iperborea, dove la protagonista, che sta invecchiando, cambia casa per sceglierne una più comoda. E’ normale pensarci, no? prima o poi dovrò dedicarmici. Ho detto anche a mio figlio di non sbarazzarsi di tutti i libri, ma dovrò trovare il modo di indicargli quelli da tenere perché introvabili.

    1. In linea di massima è un principio molto assennato ma io sono già una che “smaltisce” per cui non mi sento troppo coinvolta, ovviamente craft esclusa ma lì non ci si può mettere mano perché prima o poi serve tutto! 😂

    1. Io non amo mi si dica come organizzarmi perché sono già campionessa del mondo 😂 quel che ho letto in questo campo è stato casuale ma non sono letture che mi rappresentano granché

  3. O mamma! Argomento senza dubbio originale 😀
    Comunque mi rivedo molto in questo tuo aspetto: anche io sono per l’essenzialità, tranne quando si tratta di accumulare oggetti finalizzati a cucina e fotografia…allora cerco di contenermi, ma la spinta sarebbe un’altra 😀

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