La vita segreta degli scrittori

Guillaume Musso, La vita segreta degli scrittori, La nave di Teseo

Non è la prima volta che mi capitano per le mani i romanzi di Guillaume Musso.
Li ricordavo mediamente inclini al soprannaturale, costruiti intorno ad un colpo di scena finale commovente e, presi nel loro insieme, piuttosto ripetitivi. Non vorrei averne dipinto un quadro troppo severo ma diciamo che il mio interesse iniziale è scemato di lettura in lettura.
Nel frattempo é trascorso oltre un decennio e -mi son detta- Musso deve aver cambiato pelle visto che il libro si presenta come un thriller e in copertina campeggia un pennino intinto nel sangue.

Di fatto questo nuovo libro non ha nulla di ultraterreno, si indaga sul mestiere dello scrittore in termini di costi-benefici e si riflette sulla vocazione alla scrittura con numerose citazioni a latere. Il tutto avviene su un’isola affacciata sulle coste del Var, ipotetica versione di Porquerolles per lo meno dal punto di vista naturalistico, in cui un romanziere di chiara fama, si ritira a vita privata lasciando incompiuto il suo quarto libro.
Qui, cessata ogni attività letteraria e ogni contatto umano superfluo, Nathan Fawles si seppellisce per un ventennio senza concedere interviste e scomparendo agli occhi del mondo. Difficile resistere alla tentazione di leggere cause misteriose intorno ad un isolamento perseguito anche a colpi di fucile, dopo un folgorante successo e un premio Pulitzer.
A stanarlo arriveranno uno scrittore in erba, una sedicente giornalista e il ritrovamento del cadavere. Piano piano lo scenario idilliaco prende i toni del thriller e l’indagine lega a doppio filo il passato e il presente dei protagonisti.

L’ho letto in paio di pomeriggi -trattandosi di un thriller la curiosità ha sempre e comunque il sopravvento- ma la verosimiglianza è macchinosa e, tolta l’ambientazione che tocca i miei punti deboli, l’ho percepito come un prodotto costruito a tavolino mescolando soluzioni sbrigative o già sentite (penso al finale sconvolgente de “Il segreto dei suoi occhi”) ad un epilogo -mi riferisco espressamente al capitolo finale- che svuota l’architettura dell‘intero romanzo senza una ragione che non sia il capriccio di un espediente letterario. Non sono così digiuna di letture da non riconoscere nel meccanismo di scatole cinesi, una sottolineatura al ruolo demiurgico dello scrittore ma il risultato è fiacco e artificioso.

Dentro la mia testa sento la voce dell’autore che sussurra: ”Caro lettore, so che in fondo sei una creatura semplice e con una citazione o due posso gratificare il tuo ego mentre impigrisci sotto l’ombrellone dandoti l’illusione di leggere un romanzo intrigante che esibisca tematiche colte”.

Buona base per la sceneggiatura di una mini serie televisiva.

Viv

Annunci

9 pensieri riguardo “La vita segreta degli scrittori

  1. Data la premessa pensavo che, al contrario degli altri, questo libro ti avesse entusiasmato, sembra che soprattutto il finale sia deludente eppure già solo il titolo sembra veramente accattivante. Capisco la predilezione per l’ambientazione, visto che sono luoghi a te molto cari.
    Bacioni cara, buona giornata!

    1. Se dovessi dare un voto sarebbe intermedio, bene ma non benissimo soprattutto perché manca approfondimento e i personaggi non hanno sfumature. Scorrevole ma bisogna mettersi nell’ottica di una lettura passiva. Bacioni cara!

  2. Ciao Viv,
    è da tanto che non mi faccio vivo. Non per cattiva volontà, ma semplicemente perché distratto da mille altre cose. Comunque ho letto con piacere un buon numero delle tue ultime recensioni e non posso che complimentarmi per la varietà di autori che affronti. Io ormai leggo solo le opere di Murakami e Richard Ford perché quando affronto altri autori mi sembra di perdere tempo. L’unica che ultimamente mi ha colpito è stata Zadie Smith di cui avevo letto anni fa Denti bianchi e di cui adesso sto leggendo con interesse L’uomo autografo. Si tratta di un’autrice di non facile lettura (come Ford) e forse, proprio per questo mi attrae. La letteratura di evasione mi dice poco o nulla e la evito come la peste. Sembra quasi che oggi la letteratura importante sia tutta appannaggio di autori ebrei… Tutti gli altri scrittori arrancano o sono ripetitivi. Murakami, nel suo genere, è geniale. E’ semplice e al contempo ti fa digerire centinaia e centinaia di pagine con il suo mescolare realtà e immaginazione spinta oltre il credibile, tipo i suoi due ultimi volumi de L’assassinio del commendatore.
    Spero di non averti annoiato.
    Un abbraccio.
    Nicola

    1. Tu non mi annoi mai e mi fa sempre un gran piacere quando passi di qui. Io non sono ancora arrivata al tuo livello di selettiva essenzialità e segno più che volentieri tutti i tuoi suggerimenti. Però non ci credo che esistano solo due/tre autori meritevoli… cerca meglio 😉
      Buone vacanze, spero che tu non abbia smesso di disegnare!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.