La paziente silenziosa

Alex Michaelides, La paziente silenziosa, Einaudi

Alcuni l’hanno definito un noir, altri un thriller ma io credo non sia né l’uno né l’altro: del noir mancano le atmosfere cupe e avvolgenti, del thriller le tinte forti e la suspance. Lo definirei piuttosto un giallo d’autore che dissimula la vocazione al romanzo giallo con la cadenza noncurante di un resoconto quotidiano e diluisce la tensione in una narrazione senza grandi colpi di scena tranne uno, l’ultimo, che arriva quasi in sordina e costringe il lettore a rivedere tutti piani temporali del racconto.

Ora é chiaro che il nocciolo non posso raccontarvelo ma le premesse hanno origine da un delitto apparentemente inspiegabile.

La pittrice Alicia Berenson viene ritrovata accanto al cadavere del marito. Gli ha sparato al volto sfigurandolo e da quel momento si é chiusa in un mutismo inaccessibile. Da sei anni è ricoverata sotto sedativi in un ospedale psichiatrico e il suo unico tentativo di comunicare risale ormai all’epoca del processo: un autoritratto su tela intitolato Alcesti che la ritrae nuda nell’atto di dipingere su una tela bianca con un pennello rosso sangue. Di lei sappiamo ciò che lei stessa ci racconta in un diario che fotografa la sua realtà coniugale nelle settimane precedenti al delitto.
Theo Faber -nomen omen- psicologo forense di nuova assunzione presso la struttura in cui si trova Alicia è determinato a scalfirne il silenzio. Per farlo dovrà conquistarne la fiducia, vestire i panni dell’investigatore e mettersi in gioco come terapista, in una relazione a doppio senso che lo obbligherà a riconoscere in lei traumi affini ai suoi: un’infanzia povera di affetti e un matrimonio solo apparentemente perfetto.
Gradualmente i piani del racconto si avvicinano e il disvelamento arriva come un ingranaggio ben oliato che ritrova la sua sede, un’epifania che chiarisce  repentinamente i nodi di uno schema solo apparentemente complesso. Del resto, per come ci viene raccontata la storia, non potrebbe essere altrimenti.

Cosa c’entri Alcesti, l’eroina del mito greco che sacrifica la sua vita in cambio di quella dell’amato, lo si scoprirà alla fine quando sarà ormai chiaro che al di là delle intenzioni, le nostre azioni ci sfuggono di mano appena le consegniamo al mondo.

Viv

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6 pensieri riguardo “La paziente silenziosa

  1. Uh, forse il romanzo ha qualche mancanza, come dici nell’incipit, però sembra piuttosto intricato e oscuro come trama.
    Io non conosco affatto questo autore, ne leggo ora per la prima volta.
    La copertina mi piace molto ma con Einaudi mi succede spesso!
    Baci cara, buona serata a te.

    1. In realtà, rileggendo, mi sono spiegata male io. Intendevo dire che non si può definirlo un noir e neppure un thriller ma piuttosto un giallo d’autore. Non volevo sottolineare una mancanza ma decisamente non mi sono espressa in modo chiaro, ora correggo… 😊 grazie! Baci!

      1. Ho fatto delle modifiche in corso d’opera è non mi sono resa conto di aver stravolto l’idea di fondo. Capita… grazie per la tua lettura sempre attenta 😊

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