Prima di sposarti ero molto più in forma

Ring Lardner, Prima di sposarti ero molto più in forma, Mattioli 1885

Se non sapete chi sia Ring Lardner vi do un paio di indizi. Fu amico di Francis Scott Fitzgerald che si ispirò a lui per uno dei personaggi in “Tenera é la notte” ed é citato dal giovane Holden come il suo secondo scrittore preferito.

Salinger a questo proposito fa affermare al suo protagonista che i libri che lo lasciano senza fiato sono quelli che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.
Con questi presupposti sarebbe lecito aspettarsi grandi cose dal suo secondo scrittore preferito. Tuttavia, se riflettiamo sul fatto che che al primo posto Holden citava suo fratello l’universo riprende a girare con la consueta inerzia.

Battute a parte, i tre brevi racconti di cui si compone questo libriccino non raggiungono vette da top ten ma non sono neppure privi di qualche arguzia. Come si intuisce dal titolo, che riprende una frase del primo racconto, protagonista é il matrimonio: gli entusiasmi iniziali, la noia, le piccole routine che col passar degli anni diventano sempre meno sopportabili.

Il primo racconto è una sorta di diario di viaggio in cui il marito descrive la vacanza a St. Petersburg, con cui la coppia ha festeggiato i cinquant’anni di matrimonio.
Toni colloquiali e sbrigativi che seguono il filo dei pensieri esattamente come in un resoconto verbale, e delineano con una certa ironia i caratteri dei due coniugi: la condiscendenza di lei, che pure vuole sempre avere l’ultima parola e la micragnosità di lui, che conteggia ogni spesa. Diverte la debolezza tutta maschile, chiamarla gelosia sarebbe nobilitarla, di volersi dimostrare superiore ad un antico corteggiatore della moglie cercando di primeggiare nei semplici intrattenimenti che riempiono le loro giornate. Dei tre è il racconto meno amaro, quello in cui si scorge qualche piccola concessione al sorriso.

Il secondo racconto raccoglie le lettere che una giovane moglie scrive alla sua amica del cuore durante la luna di miele. Nel mentre, il giovane marito la reclama tutta per sé, chiedendo insistentemente tutta la sua attenzione e isolandola da tutto e da tutti. Anche qui più che di gelosia convien parlare di possessività.
Tre anni dopo, la corrispondenza riprende in occasione di una nuova vacanza negli stessi luoghi ma lo scenario ci mostra una donna spenta, abbandonata a se stessa da un uomo che, con scuse sempre meno verosimili, cerca la compagnia di altre donne. I toni sono salaci ma non si sorride di fronte alla disperazione piena di dignità con cui la moglie chiude la sua ultima lettera prima di tornare a casa, sola.
Ti prego di venire, Esther. Qualunque giorno mi va bene, e prima sarà, meglio è, basta che tu non mi dica di no.

Il terzo racconto è il più claustrofobico sul piano matrimoniale: la routine quotidiana accanto a un uomo noioso che ripete sempre gli stessi aneddoti, dimentica gli anniversari e riempie il silenzio delle serate che la moglie vorrebbe dedicare ai suoi solitari con la lettura ad alta voce del quotidiano locale.
Prevedibile fino all’appiattimento di ogni slancio Louis è anche previdente in modo esasperante.
Louis era convinto che valesse la pena risparmiare per i giorni di pioggia, così da anni sua moglie sperava che arrivasse prima o poi la pioggia a salvarla. 

La scrittura é asciutta, l’umorismo gioca con il senso del ridicolo e si appoggia più al sarcasmo che all’ironia. Lettura velocissima e, malgrado le tematiche, poco impegnativa.

Viv

6 pensieri riguardo “Prima di sposarti ero molto più in forma

  1. Il titolo prometteva bene e l’incipit del tuo post anche però poi qualcosa non sembra essere andato per il verso giusto, a quanto sembra.
    Detto ciò, in genere è difficile che io legga dei racconti ma questi mi incuriosiscono, darò un’occhiata in libreria!
    Baci cara, buon pomeriggio.

  2. Buffo il titolo, anche se forse un po’ fuorviante, visto il tono dei racconti, non proprio comico. Però una lettura diversa dal solito. E il fatto che lo citi Holden per me è già una raccomandazione sufficiente 😉

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