The game & top three 2018

Mi è sempre piaciuto regalare e ricevere libri. Non amo la strenna acquistata all’ultimo minuto da chi è privo di idee migliori ma persino in questo caso la differenza la fa la scelta perciò, se brancolate nel buio, potreste trovare utili i miei top three del 2018.

 

“Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey” e “Patria” sono i primi due pacchetti che dovreste mettere ai piedi dell’albero di Natale.
Non mi dilungo perché qui e qui trovate le mie recensioni ma in linea di massima il primo è un romanzo accessibile e raffinato, da regalare alla mamma, all’amica, alla padrona di casa cui siete stanchi di portare dei fiori e più in generale agli amanti del romanzo epistolare. Il secondo è adatto a palati addestrati a sapori più stratificati e letture corpose, quelli che non scelgono i libri secondo criteri di brevità e non si lasceranno spaventare dalle seicento pagine del volume.

Il terzo libro è “The game” di Alessandro Baricco.

Ormai ne hanno parlato tutti ma proprio tutti e quel che potrei aggiungere io non è rilevante ma “The game” è davvero un libro che apre alla comprensione dei grandi mutamenti che abbiamo vissuto negli ultimi vent’anni. La mia generazione, quella nata negli anni Sessanta, ha avuto il privilegio di attraversare un crocevia che sta cambiando il modo di rapportarci alla realtà e questa rivoluzione culturale, perché di questo si tratta, va studiata e capita per trarne il massimo vantaggio e schivare le inevitabili storture.

Con il passaggio dall’analogico al digitale, l’accessibilita alle informazioni, la connessione globale, i bambini del nuovo millennio convivono con una doppia identità che si fonde e trasmigra dal pubblico al privato, che viaggia senza soluzione di continuità dalla rete al mondo tangibile. Molti di noi -e parlo della mia generazione- con entusiasmo o con iniziale reticenza hanno imparato a muoversi su questo doppio binario ma forse non tutti si sono soffermati ad analizzare la portata d questa trasformazione, limitandosi ad impararne le regole di superficie.

Il saggio di Baricco  in questo senso parte dai primordi e accompagna anche un lettore inesperto facendo un’analisi del fenomeno che non tenta di stupire con un linguaggio artificioso. Del resto, del Baricco divulgatore, persino i suoi detrattori come romanziere non possono che dire benissimo, e le sue doti di affabulatore sono sotto gli occhi di tutti. Difficilmente ho assistito a conferenze più interessanti delle sue Mantova Lectures, veri e propri viaggi dell’anima. Scegliete a caso, per esempio quella che parte dall’analisi della mappa della metropolitana di Londra -in rete, di nuovo la magia della rete, si trova tutto o quasi- e mettetevi comodi, generi di conforto inclusi, perché dopo i primi minuti non riuscirete più ad interrompervi.

La stessa cosa avviene quando si comincia a leggere “The game”  che apre a molte riflessioni di ordine sociologico che non trovano tutte spazio sulla pagina scritta ma potrebbero vivacizzare le conversazioni con gli amici più della tombola di San Silvestro.

Crediamo che la rivoluzione mentale sia un effetto della rivoluzione tecnologica, e invece dovremmo capire che è vero il contrario. (…) Che vuol dire: una certa mutazione mentale si è procurata gli strumenti adatti al suo modo di stare al mondo (…) perché l’uomo nuovo non è quello prodotto dallo smartphone: è quello che lo ha inventato, che ne aveva bisogno, che se l’è disegnato a suo uso e consumo, che lo ha costruito per fuggire da una prigione, o per rispondere a una domanda, o zittire una paura.

Viv

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12 pensieri riguardo “The game & top three 2018

      1. Una volta ho regalato un libro alla persona sbagliata. Ha aperto il pacchetto e guardato la copertina in silenzio. Mi ha guardata con aria interrogativa e mentre le spiegavo il contenuto e lei lo sfogliava mi ha detto “ma è scritto in piccolo!”. Ecco “quasi” mai 😦

  1. Splendida la tua recensione dell’ultimo successo di Baricco, sai che anche io apprezzo le su doti di affabulatore, starei ad ascoltarlo per ore. Il libro non l’ho ancora letto ma di certo lo farò. Utili per tutti i due suggerimenti letterari, sotto Natale sono consigli ancor più preziosi! Baci cara, buona giornata.

      1. Credo anch’io e ricordo anche la tua recensione 🙂 Ho appena letto quella sul primo e confermo l’interesse… anzi: l’attrazione

  2. “The game” arriverà dopo i fratelli Karamazov e non vedo l’ora di leggerlo. Tu “I Barbari” di Baricco lo hai letto? Un giornalista suggeriva di leggere prima “I Barbari” e poi “The game”.
    E comunque grazie a te ho letto PATRIA 😍

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