Il castello Rackrent

Maria Edgeworth, Il castello Rackrent, Fazi editore

Ancora Fazi. Solo quest’anno sono ormai più di una decina i libri scelti dal catalogo di questa casa editrice, vale a dire circa un dieci per cento delle mie letture annue.
Due i motivi: Fazi pubblica o ripropone in nuova veste romanzi che sono indubitabilmente nelle mie corde. Molti di questi sono disponibili gratuitamente per gli abbonati KindleUnlimited, cosa che mi ha fidelizzato spingendomi ad acquistare anche molti altri loro titoli.
Aggiungo che più di una volta, pur essendo da anni e per mille motivi una convertita al reader, mi sono trovata nostalgicamente a sospirare davanti all’edizione cartacea perché le loro copertine, come ho sottolineato in più di un’occasione, sono un vero valore aggiunto.

Dopo questa dichiarazione d’amore, torno a Maria Edgeworth che, colpevolmente, non conoscevo ma ho scoperto essere scrittrice prolifica e di una certa fama. “Il castello Rackrent”, pubblicato per la prima volta nel 1800, è considerato uno dei primi romanzi storici anglo-irlandesi.

Ambientato in Irlanda negli anni precedenti all’annessione all’Inghilterra -con l’Atto di Unione del 1800- racconta vizi e virtù del popolo irlandese seguendo passo passo la decadenza di una antica famiglia nobile dedita allo sperpero e alla cattiva gestione delle terre.
La voce narrante è quella di un vecchio servitore dalla lingua sciolta ed irriverente, fedele e ambiguo al tempo stesso. Un illetterato che si esprime con imprecisione, mettendo in campo l’arguzia e la saggezza pragmatica tipica dell’uomo del popolo abituato a barcamenarsi tra i capricci e le stravaganze di chi è sopra di lui.

Il mio vero nome è Thady Quirk, anche se presso la famiglia sono sempre stato chiamato semplicemente “l’onesto Thady”; più avanti al tempo del defunto Sir Murtagh, ricordo di averli sentiti dire “il vecchio Thady”, e adesso siamo arrivati a “il povero Thady”.

Il racconto procede rapido, quasi per aneddoti, attraversando tre generazioni della famiglia Rackrent, del tutto privo di pedanteria. Lo sottolineo per quei lettori che, avendo poco amato il nostro primo romanzo storico italiano pensino ora ad un libro lungo o pesante. Per parte mia ho appena riascoltato via Audible la versione de “I promessi sposi” letta da Paolo Poli e la consiglio trasversalmente ma “Il castello Rackrent” è tutt’altro.

Il testo è breve -tempo di lettura un paio di pomeriggi- ma è imperativo soffermarsi con uguale attenzione anche su premessa, note e glossario, che ne sono parte integrante e chiosano storia e tradizioni dell’Irlanda del tempo permettendo al lettore di cogliere appieno le sfumature ironiche di un racconto satirico che riesce a unire con grande leggerezza comicità e tragedia.

Romanzo storico, dicevamo, ma con una chiara vocazione alla critica sociale in cui tra le righe si avverte palpabile l’affetto e lo sguardo divertito dell’autrice, che non fa sconti alla furbizia contadina, all’ignoranza credulona e visionaria, ma più ancora ai costumi rilassati di una aristocrazia decadente che viene soppiantata dal nuovo ceto borghese emergente.

Arguto, divertente e colto. Pur tuttavia per amanti del genere.

Viv

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21 pensieri riguardo “Il castello Rackrent

  1. Anche non conosco questa autrice, qui bisogna rimediare, hai fatto una magnifica recensione mia cara. E mi trovi completamente d’accordo a proposito delle copertine di Fazi, sono veramente notevoli per noi innamorati dei libri di carta. Un bacione Viv, buona giornata a te!

      1. io molti meno, diciamo sui 50/60 l’anno.
        Comunque anche a me le copertine di Fazi piacciono molto mentre non sempre mi piacciono i libri. Per esempio ho comprato la Von Arnim, Un’estate in montagna, anche per la copertina ma l’ho trovata così stucchevole e piena di banalità e di luoghi comuni (su italiani e svizzeri) che l’ho lasciata a metà. Un incantevole aprile mi era piaciuto molto!

      2. Ricordo che mi avevi scritto che non ti stava piacendo. La von Arnim è alterna e cambia molto da romanzo a romanzo, se vuoi fare un altro tentativo ti suggerirei “Vera” che è diverso da entrambi.
        Ps. Tra tutti quei libri ci sono anche tutte le mie letture notturne sciacquacervello… 😉

  2. Un romanzo storico sull’Irlanda? Potrebbe interessarmi…
    Per altro ti informo che ho appena preso il tuo amato “Un incantevole aprile”, che si è messo in coda e dovrebbe essere tra il terzo e quarto posto ora… ti aggiornerò.
    Buona serata 🙂

  3. Sono d’accordo con te, i libri di questa edizione mi piacciono tanto, li vorrei comprare tutti! Il romanzo sembra interessante, ne prendo nota. E ora mi vado a rileggere la tua recensione di Snob, che ho quasi finito. L’ho letto contemporaneamente a Silvia, scoprendolo solo alla fine, e siamo scoppiate a ridere perché abbiamo avuto due impressioni totalmente diverse!

    1. Che cosa buffa! Anche a me capita spesso di avere impressioni diversissime anche rispetto ad amiche con cui in genere sono allineata. A volte basta leggere un libro in un periodo o nell’altro della vita per avere opinioni diverse anche da noi stessi. Un po’ contorto ma si capisce, vero?

      1. Si capisce benissimo! Tanto è vero che proprio ieri mi sono chiesta quanto questo libro mi sia piaciuto così tanto perché l’ho letto in pace, seduta su una sdraio…piuttosto che di straforo su una sedia di museo 😀

  4. E’ un po’ che non ci sentiamo, un po’ per colpa mia e molto per colpa di WordPress che con chi frequenta poco fa quasi sempre i capricci (Edge rifiuta le mie credenziali, infatti posso entrare solo con il vecchio explorer…). Devo dire che ti trovo sempre in forma e accanita lettrice. Complimenti.
    Un abbraccio cordiale.
    Nicola

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