Una scacchiera nel cervello

Alain Gillot, Una scacchiera nel cervello, edizioni e/o

La nota sull’autore recita: “Alain Gillot ha sessantatré anni e lavora come sceneggiatore, Una scacchiera nel cervello è il suo romanzo d’esordio”.
Due considerazioni. La prima è che il fatto che l’autore nasca come sceneggiatore spiega la scrittura essenziale, la narrazione ordinata, una certa sbrigatività nell’approfondimento dei personaggi e la tendenza ad accompagnare il lettore nello svolgimento della trama.
La seconda riguarda l’edizione italiana che, scegliendo di modificare il titolo -in originale “La surface de reparation”- non avrebbe potuto sceglierne uno brutto quanto “Una scacchiera nel cervello”.

Ora passiamo alle note positive. Libro scorrevole, perfetto per il cinema -quel surprice- in quella chiave vincente che unisce sport, problematiche familiari, riscatto e diversità.

Léonard è un ragazzino silenzioso, che non ama il contatto fisico e fatica ad integrarsi con i coetanei. Maniacalmente appassionato di scacchi, i cui schemi applica a tutti gli aspetti del quotidiano, viene ospitato temporaneamente dallo zio Vincent, che allena una squadra di calcio di adolescenti. Non è difficile intuire i retroscena, a partire dalla diagnosi di Asperger fino alle dinamiche di integrazione nel gruppo. In più una storia d’amore appena accennata, un allenatore che trova il coraggio di diventare un educatore e qualche nodo familiare irrisolto che trova scioglimento in un happy ending generalizzato.

Non si tratta di un capolavoro e ha più di qualche aspetto semplicistico ma è un romanzo leggero, breve, costruito su una serie di spunti che restano tali ma che potrebbero invogliare soprattutto un pubblico di lettori adolescenti.

Viv

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7 pensieri riguardo “Una scacchiera nel cervello

  1. In effetti il titolo originale è decisamente meglio, il tema pare piuttosto complesso e complicato da affrontare, temo che anche nel caso di un romanzo occorrano ulteriori competenze per affrontarlo nella maniera giusta.
    Buona giornata Viv, baci!

    1. Seguono logiche di puro marketing, come le copertine… si vede che gli editori italiani reputano necessario qualcosa di molto esplicito e semplicistico per attirare il loro lettore medio…

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