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Roberto Burioni, La congiura dei somari, Rizzoli

Recentemente, su un blog che mi piace seguire a prescindere dalla piena concordanza delle idee, ho letto un interessante punto di vista sull’autore di questo libro.

Burioni non dovrebbe esservi del tutto sconosciuto se vi siete minimamente interessati alla polemica sui vaccini, specie per quella frase -la scienza non può essere democratica- che è sottotitolo del libro e sintetizza la sua posizione.

Virologo e immunologo, Burioni, stanco del chiacchiericcio indifferenziato che contraddistingue i dibattiti sui vaccini e attento alle derive epidemiologiche legate alla sensibile diminuzione delle coperture vaccinali in Italia, riassume in questo volumetto divulgativo le principali obiezioni ai vaccini, chiarendo, dati alla mano e studi scientifici a supporto, alcune delle più comuni dicerie.

All’esasperazione di dover rintuzzare chi, pur non avendo alcuna conoscenza medica, sentenzia per sentito dire, si devono i toni sarcastici, ridondanti anche dal punto di vista strettamente stilistico, dei primi capitoli e un approccio ex cathedra che come tutti i dogmatismi non supporta il buon esito dell’impresa. Per intenderci, se il libro si propone di sciogliere i dubbi di un anti vaccinista, apostrofarlo come somaro non può definirsi la scelta strategica migliore.

Nel merito, tuttavia, quando si trattano temi che richiedono una preparazione specifica è innegabile che non tutte le opinioni abbiano lo stesso peso e invocare il diritto di parola non aggiunge autorevolezza alla mancanza di conoscenza. In Italia, paese in cui il tifo muove più del pensiero, lo stesso equivoco si evidenzia appena si discute di politica: il voto è per tutti, l’informazione sui fatti per pochissimi.
Tornando ai vaccini, e restringendo il campo a chi dovrebbe averne competenza, se di un singolo medico è sempre opportuno verificare le credenziali, razionalità vorrebbe che si desse credito alla comunità scientifica e alla ricerca.

Nella vita di tutti i giorni è cosa che siamo abituati a fare di continuo, per esempio quando installiamo un antivirus sul nostro computer assumendo sia frutto di un sapere che da profani non ci sogniamo di mettere in discussione o quando affidiamo la nostra vita ad una compagnia aerea confidando che ingegneri aeronautici e manutentori abbiano lavorato come si deve al servizio della nostra sicurezza.
La vita umana è fatta di atti di fede, o di fiducia se preferite, ma ciò non significa cecità assoluta e mancanza di approfondimento, tant’è che, persino quando scegliamo un elettrodomestico, diamo la nostra preferenza a marchi che hanno una consolidata nomea e ci appoggiamo sulle recensioni degli specialisti di settore.
Lo stesso consenso informato è doveroso oltre che possibile in campo medico per lo meno al fine di stabilire a quali voci dare credito. Ciò che difetta dunque non è tanto la competenza specifica, che per ovvi motivi non è accessibile a tutti, ma la capacità di operare con pensiero critico distinguendo il grano dalla pula.

Qualche consiglio nel merito lo trovate anche nel libro di Burioni, insieme ad alcuni dati definitivi sulla medicina omeopatica e sull’immunità di gregge.

Per dirla con Umberto Eco l’uomo colto è quello che sa dove cercare le informazioni. 

Viv

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