La fine dei Cazalet e l’inizio dei Poldark

Elizabeth Jane Howard, Tutto cambia, Fazi
Winston Graham, Ross Poldark, Sonzogno

Immagino che dopo un paio di recensioni –qui e qui– sulla saga scritta da Elizabeth Jane Howard, non stupisca nessuno che io abbia letto anche il quinto volume, quello in cui il racconto sfiora gli anni Sessanta e si chiude la storia familiare dei Cazalet.
“Tutto cambia” è il romanzo che tira le fila di una narrazione corale che copre quattro generazioni. Non concede ampi spazi ai singoli personaggi e forse anche per questo risulta più frammentario e, dal punto di vista letterario, il meno avvincente dei cinque ma per chi abbia letto i precedenti è un appuntamento imperdibile.
Nel prendere commiato non posso fare a meno di sperare che una rete televisiva italiana compri i diritti dello sceneggiato inglese anche se, purtroppo, si tratta di un’operazione parziale che non esaurisce l’intera saga in cui Hugh Bonneville -Lord Grantham di Dowton Abbey- veste i panni dell’omonimo Cazalet.

Percorso inverso per Poldark, dove la serie televisiva attualmente alla sua seconda stagione -Aidan Turner vi dice niente?- sta facendo da traino ai romanzi.
Fino a un annetto fa infatti era disponibile nella traduzione italiana solo il primo romanzo ma attualmente sono già usciti i due volumi successivi e nulla fa pensare che Sonzogno non voglia coprire il vuoto editoriale.
L’autore di questa saga in dodici libri, pubblicata a partire dal 1945, è Winston Graham che, tra le altre cose, ho scoperto essere il padre letterario di “Marnie” di cui, come molti, conoscevo la versione cinematografica di Hitchcock.

Ma torniamo a “Ross Poldark”.
Siamo in Cornovaglia, tra 1783 e il 1787, la guerra di indipendenza americana si è appena conclusa e Ross torna a casa con il volto segnato da una cicatrice e lo spirito mutato. Il giovane intemperante entrato nell’esercito per sfuggire guai giudiziari è ora un ufficiale inglese in congedo pronto ad accasarsi e ad assumersi la responsabilità dei possedimenti paterni. Le sue aspettative tuttavia si scontrano con una realtà amara: durante la sua assenza il padre è morto lasciando la casa in rovina, le terre incolte e una miniera improduttiva ma nulla è paragonabile alla disillusione di scoprire l’innamorata di un tempo ormai prossima alle nozze col cugino Francis, erede del ramo patrimonialmente più solito della famiglia.

Delle due l’una, abbattersi in preda allo sconforto o reagire rimboccandosi le maniche e, quanto a questo, Ross Poldark non ha dubbi. Lontano dalle frivolezze della gentry di campagna, non teme di sporcarsi le mani lavorando la terra o scendendo in miniera e sembra voler incarnare il punto di congiunzione tra privilegiati e indigenti, perfettamente a suo agio nei salotti dei ricchi possidenti come in compagnia dei minatori di cui ha a cuore le sorti personali al punto da spingersi sul filo della legalità.

Intrighi bancari, intrecci amorosi, rovesci di fortune. In equilibrio tra romanzo storico e romance Graham, che è autore contemporaneo, mescola e ricalca gli ingredienti della narrativa popolare dei secoli precedenti in uno stile asciutto e coinvolgente. Il suo non è un eroe romantico in preda al tormento e ai venti della brughiera ma un socialista ante litteram, un imprenditore moderno che reagisce alle avversità e alle ingiustizie con un coraggio che sfiora la temerarietà. Intorno alla figura dell’eroe -che non è senza macchia come si intuisce dal temperamento tumultuoso- si muovono una serie di personaggi che garantiscono dinamismo e sfumature alla narrazione: la giovane Demelza che avrà sempre più spazio nel racconto e nel cuore di Ross -a cui tra l’altro è intitolato il secondo volume della saga- i due servitori lazzaroni, la cugina Verity, il perfido banchiere Warleggan, le famiglie dei minatori.

La lettura prende velocità dalla seconda metà del romanzo e costruisce le premesse per i seguenti sulla base di un piacevole intrattenimento dove anche i cliché risultano credibili grazie alla freschezza della narrazione e alla solidità dell’impianto.

Fosse per me la Cornovaglia mi terrebbe compagnia fino alle soglie della prossima primavera ma purtroppo, al momento, solo tre dei dodici volumi sono disponibili nella traduzione italiana.

Viv

8 pensieri riguardo “La fine dei Cazalet e l’inizio dei Poldark

  1. Via una saga, sotto l’altra… no, non mi stupisce che tu abbia continuato la lettura della Saga dei Cazalet e vedo che hai trovato altre storie con le quali intrattenerti.
    Sai che non avevo mai sentito nominare la serie televisiva Poldark? Il libro al quale si ispira sembra davvero una gradevole lettura con dei buoni equilibri che la rendono credibile.
    E viste le premesse spero che pubblichino presto gli altri nove volumi, sono certa che qui ne leggeremo ancora.
    Un bacione Viv, buona serata.

  2. I Cazalet sono ancora in attesa sul mio Kindle a dire il vero, ma non dispero di iniziare a breve, anzi sarebbe il caso mi procurassi anche la fase di chiusura, no? Per questa nuova saga vedremo, il nome mi dice qualcosa, certo è che già il fatto dell’ambientazione in Cornovaglia è un punto a favore!
    Grazie per le sempre utilissime informazioni che fornisci, un bacio!

    1. Forse ti dice qualcosa perché avrai visto la pubblicità della serie Tv… comunque ora finisco il secondo volume e poi faccio breve pausa con altro. Non di sole saghe si vive 😉

  3. Un altro libro di cui prendere nota…nazi, tanti libri! Riuscirò mai a leggere una minima parte di quello che mi segno?! A proposito, hai per caso letto Snob, di Fellowes? Sapresti dirmi qualcosa? Vorrei leggere qualcosa di suo ma non so da dove iniziare…Ricordo la recensione di Belgravia, ma poi ho trovato anche questo… Grazie!

  4. Nel giro panoramico fra i vecchi amici/amiche di blog non potevi certo mancare tu, cara Viv. Noto che continui a leggere e a macinare libri su libri: ottima cosa per mantenere in forma la mente. La manualità per altro (come si nota negli altri tuoi post) è sempre eccellente.
    Il mio tempo lo spendo tra lo studio dello spagnolo, la lettura, la visione di film e la cura della casa di campagna. Qualche viaggio non molto impegnativo e l’insegnamento amatoriale dell’italiano a stranieri di ogni parte del mondo completano le mie giornate di pensionato (di lusso). 😀
    Un forte abbraccio.
    Nicola

    1. Che piacere sentirti Nicola! Devo dire che le tue attività mi piacciono molto, io ho cominciato a studiare il francese così nei miei prossimi viaggi in Francia capirò qualcosa 😊 hai in programma viaggi in qualche paese di lingua spagnola? Un saluto a te e alla consorte

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