L’ultima estate di Diana

Antonio Caprarica, L’ultima estate di Diana, Sperling & Kupfer

Per la mia generazione la morte di Lady Diana ha rappresentato uno di quegli episodi di lutto collettivo al quale si tende quasi inevitabilmente ad associare il momento e il luogo in cui la notizia ci ha raggiunti.
Io mi trovavo a Malta, era prima mattina e le televisioni di tutto il mondo diffondevano un’unica notizia: lo schianto nel tunnel dell’Alma in cui aveva perso la vita la principessa Diana.

Il 31 agosto si celebra l’anniversario ventennale e non appartiene alla casualità che in tempo utile sia stato dato alle stampe un libro che ripercorre le ultime chiacchieratissime settimane della sua vita, quando sui rotocalchi rimbalzavano in egual misura i reportage dei suoi viaggi umanitari e le foto esclusive delle crociere sul panfilo del miliardario Mohamed Al-Fayed, al fianco del di lui rampollo Dodi.

Caprarica ne fa un ritratto piuttosto prevedibile e prudente di donna inquieta, icona di stile, carismatica, manipolata e manipolatrice. Quanto all’incidente sposa la versione dei Royals, che hanno sempre respinto la teoria del complotto così come le insinuazioni che volevano Diana prossima alle nozze con Dodi.

Per la verità, il libro in questione mi è parso fin troppo politically correct per aggiungere qualcosa di significativo ad una vicenda di cui è stato detto tutto e il suo contrario e in fin dei conti non credo che, profitti editoriali a parte, se ne sentisse il bisogno.

Negli anni Ottanta quando andai a Londra per la prima volta, tornai a casa con una selezione di quei bellissimi ritratti di cui traboccavano gli espositori di cartoline. Da uno la principessa Diana, avvolta in una nuvola di chiffon rosa cipria, sorrideva con quello sguardo obliquo che la rese famosa in tutto il mondo. Indossava dei fantastici orecchini di perla a goccia che per anni mi fecero battere il cuore.
Non sono mai riuscita ad avere degli orecchini neppure lontanamente simili ma sono ancora qui per raccontarlo.

Viv

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14 pensieri riguardo “L’ultima estate di Diana

  1. Il libro non l’ho letto ma all’epoca lessi altre biografie, come ad esempio quella di Andrew Morton. Anch’io mi ricordo esattamente quel giorno, quella sensazione di confusione e di inevitabile tristezza, lei era una persona speciale.
    E sai? Credo di aver capito di quali orecchini parli, c’è da dire che in quanto a buon gusto era davvero fantastica, aveva uno stile tutto suo.
    Un bacione Viv, buona domenica.

  2. Poche cose ricordo del passato, ma alcune sono indelebilmente impresse nella mia mente e di sicuro la notizia della scomparsa di Lady Diana è una di queste.
    Sono convinta che se ne parlerà sempre con grande emozione ma, escludendo tutto ciò che ruota intorno a marketing e vendite, forse non si saprà mai quello che realmente accadde quella sera.
    L’unica cosa che rimarrà di certo è il ricordo quel suo sorriso, che sapeva essere dolcissimo o una aperta sfida alle imposizioni…

  3. mi segno il libro! anch io ricordo bene quella lontana notte in cui i tg avvisarono della morte di lady d, ci ho dedicato più post (mostre e teatro) a lei, un personaggio a cui sono affezionata…
    grz del post
    daniela

  4. Bellissimo il tuo commento sugli orecchini! Io quel giorno ero a letto con le contrazioni….uno dei tanti mesi a letti mentre aspettavo mia figlia. Caprarica a me piace molto. Baci

  5. Un personaggio affascinante, che la tragica fine ha reso un’icona e un mito a tutti gli effetti. Io l’ho vissuta molto marginalmente e forse proprio per questo è una storia che mi incuriosisce. Caprarica mi sembra un buon giornalista, ma di certo non uno che facci strappi di nessun genere. 🙂

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