Una bambina e gli spettri

Torey L. Hayden, Una bambina e gli spettri, Corbaccio

Docente universitaria e psicologa infantile, Torey Hayden è autrice di numerosi romanzi ispirati alla sua lunga esperienza di insegnamento con bambini difficili, affetti da disturbi emotivi e di apprendimento.
Ne “Il gatto meccanico” che lessi alcuni anni fa il nodo centrale era l’autismo, ne “La bambina e gli spettri” Jadie, la protagonista, manifesta un mutismo selettivo.
Attraverso il racconto documentale dei lunghi mesi di vicinanza didattica e personale in cui Torey conquista la fiducia della bambina, si fa strada l’ipotesi di possibili traumi legati a violenze psicologiche, pratiche pedopornografiche, fino a ventilare un coinvolgimento nell’ambito del satanismo.
Il libro mette a nudo le difficoltà che insegnanti e psicologi incontrano nell’interpretare i segnali di disagio e i comportamenti che sembrano ricondurre ad abusi infantili.

Chi abbia avuto a che fare con bambini in età prescolare sa quanto possa essere difficile stabilire un confine tra realtà e fantasie infantili. Anche i bambini apparentemente meno disturbati possono disorientare con racconti e giochi inquietanti ed è un attimo sospettare siano stati vittime di incontri che ne hanno turbato l’innocenza.
Quando la mia secondogenita era all’asilo divenne la “voce” di una bambina che manifestava una forma di mutismo selettivo, la bimba non parlava con nessuno ma le bisbigliava all’orecchio ciò che desiderava comunicare alla maestra e ai compagni.
Questa vicinanza elettiva si tradusse per mia figlia in uno stato di disagio espresso nei disegni e nelle modalità di gioco a casa e si risolse spontaneamente sollevando la piccola interprete dal suo ruolo ufficiale. Ho riassunto l’episodio in poche righe ma, come è logico, ne scaturirono in egual misura tensione e interrogativi che in gran parte rimasero senza risposta.

Allo stesso modo anche questo libro non esaurisce tutte le domande.
I bambini, del resto, spesso non sono in grado di fornire spiegazioni univoche e non contraddittorie, a volte è addirittura impossibile riuscire a farsi dare delle risposte senza turbarli ulteriormente e senza imbeccarli sulla base di idee preconcette.
La tutela del minore è certamente la prima istanza ma è altrettanto vincolante dimostrare che siano stati effettivamente perpetrati degli abusi, perchè le cause del disagio potrebbero essere di natura psichica, disfunzionale o traumatica.
In alcuni casi deve bastare il fatto di sapere di aver restituito ai bambini la possibilità di un futuro sereno.

Viv

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10 pensieri riguardo “Una bambina e gli spettri

  1. Argomento complesso e difficile, anche se il libro non fornisce tutte le risposte data la competenza dell’autrice sicuramente fornirà ottimi spunti di riflessione. Il tuo episodio personale mi ha veramente colpita, non deve essere stato semplice per tutti voi. Un bacione cara!

    1. Infatti, ci si rende conto di quanto sia facile venire in contatto con situazioni turbative e quanto sia facile mettere in discussione anche le certezze. È stato un episodio molto istruttivo anche se non ne sono venuta a capo pienamente. Probabilmente nei giochi e nei disegni si riflettevano il disagio e i racconti dell’altra bambina, che mi risulta fosse anche seguita da specialisti. Comunque mi aveva destabilizzato…
      bacioni!

  2. Molto delicato l’argomento. Una cosa simile a quella che racconti di tua figlia è successa ad un amico… Non voglio trattare in un commento una argomento così delicato, ma il libro mi sembra interessante, per quanto per forza non esaustivo

    1. Il libro mi pare più utile a generare una riflessione che a fornire delle risposte, infatti trattandosi di un caso specifico non dà indicazioni generali ma si limita a raccontare un’esperienza. In questi casi come dici giustamente non è mai possibile essere approssimativi o generalizzare, le sfumature contano enormemente.

  3. Assolutamente d’accordo con ciò che dici. Io ho una situazione familiare complessa in cui è coinvolto un bambino di 8 anni, certe reazioni ai ricordi che ogni tanto si palesano o in risposta ad alcuni atteggiamenti sono davvero disarmanti, penso che la cosa peggiore in quel momento sia quel frangente in cui pensi “e ora cosa faccio per aiutarlo, evitando però di ampliare il problema?”.

    1. Queste problematiche sono di per sé difficili da gestire, la situazione diventa un campo minato quando esiste, come nel caso descritto nel libro, il dubbio di abusi. E comunque è sempre complesso è impegnativo intervenire nei disagi dei bambini. Un abbraccio 😘

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