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Otello Marcacci, Gobbi come i Pirenei, Neo Edizioni
Otello Marcacci, Sfida all’OK Dakar, Neo Edizioni

Altra doppietta, questa volta italiana. Non sono novità editoriali e neppure acquisti recenti ma poichè ormai, per pura comodità, leggo pochissimo cartaceo mi sono ritrovata ad attendere che i pomeriggi in terrazza fingendo estati balneari mi costringessero a riporre l’iPad che notoriamente soffre la luce solare.

E così ho finalmente incontrato Eugenio Bollini, antieroe lucchese, ciclista gregario, marito e padre alla deriva.
In “Gobbi come i Pirenei” -che a conti fatti è quello che ho preferito- Eugenio è reduce da una separazione che lo ha messo al tappeto, la moglie Carolina lo considera un perdente, il figlio Lapo è disorientato, la carriera agonistica è ormai a un punto morto. Tra ironia e filosofia, passando per un accordo di Jim Croce, si fa strada un’ipotesi di riscatto. E Bollini, come fanno i veri campioni, stringe i denti e risale la china prendendosi qualche bella rivincita agonistica e sentimentale.

Detto questo, Eugenio Bollini non smentisce mai se stesso e impara poco dai suoi errori e così, nel secondo romanzo, lo ritroviamo nuovamente alle prese con una depressione latente e un nuovo matrimonio che si trascina tra problemi econominci e assenza di slancio.
Meno fluido del primo romanzo, “Sfida all’Ok Dakar” condensa nella prima metà una serie di disavventure piuttosto sopra le righe che si abbattono sull’ignaro, e un tantino ignavo, Eugenio con toni da commedia. Dalla metà in poi la vicenda si fa meno rocambolesca e il finale ristabilisce l’equilibrio con un Bollini che, onorando se stesso e gli impegni presi, recupera credibilità e ricuce gli strappi.

Al di là delle vicende, più o meno credibili, più o meno godibili, Bollini è un personaggio a tutto tondo, che intenerisce e indispone in parti uguali. Un uomo che gioca sulla sua supposta mediocrità, che fatica a impegnarsi nel lungo periodo, che alterna momenti di grande consapevolezza a momenti di irrilevanza umana. La sua bontà scusa i suoi errori e ce lo rende simpatico ma la sua superficialità mette a rischio la moralità delle sue scelte che talvolta sembrano dettate unicamente dal desiderio di evitare seccature e scontri personali.
Da uomo intelligente sa trarsi d’impaccio quando viene messo alle strette e alla fine conquista per le sue contraddizioni, per la sua autoironia toscanissima e per quel suo svendersi nascondendo talenti e cultura quasi se ne vergognasse.
Nella vita, sentimentalmente parlando, diffido dei Bollini a corrente alternata ma sulla carta sono sempre e comunque vincenti anche da gregari.

Le altre recensioni ai romanzi di Otello Marcacci le trovate qui e qui

Viv

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