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Elizabeth Jane Howard, Allontanarsi, Fazi

In aprile è uscito il quarto volume della saga dei Cazalet di E. J. Howard –qui la recensione dei primi due. Per settembre Fazi ha già annunciato la pubblicazione del capitolo conclusivo per cui, chi lo volesse, potrà immergersi in una lettura senza soluzione di continuità o comunque modulare le pause a suo piacimento in modo da non dover riprendere i volumi precedenti per ricostruire i vuoti di memoria, come ho dovuto fare io in alcuni casi.

Trattandosi di un romanzo corale dove si affaccia un buon numero di personaggi, con interazioni comuni e personali, perchè la lettura sia godibile è indispensabile collocare ciascuno al suo posto con le parentele e le relazioni che gli corrispondono, scappatelle e innamorati occasionali inclusi.
In generale infatti viene data per scontata la conoscenza pregressa e gli accenni al passato sono funzionali al romanzo in corso per cui, secondo consuetudine scolastica, gli assenti sono pregati di chiedere gli appunti ai compagni diligenti e si sconsiglia una lettura non cronologica.

All’inizio del quarto volume la guerra è finita, i sopravvissuti sono tornati in patria e Londra fa i conti con la ricostruzione, i lutti, le restrizioni alimentari ed energetiche e la lenta ripresa economica.
Vorrei raccontarvi di Rupert e Zoë, che si ritrovano dopo anni di separazione, di Polly e Clary che vivono le prime esperienze come giovani donne indipendenti, di Hugh, di Archie, di Villy ed Edward che avevamo lasciato sull’orlo della separazione, ma sono certa preferiate lo faccia Elizabeth Jane Howard e non voglio anticipare neppure uno di quei piccoli dettagli che rendono la narrazione così familiare e godibile anche dopo centinaia di pagine.

Il racconto alterna le vicende degli uni e degli altri con la naturalezza e la pacatezza che è propria dei grandi romanzi corali, per cui quando l’attenzione scivola altrove è sempre una piccola separazione, ci si vorrebbe trattenere in compagnia di quei personaggi che hanno riempito le ultime pagine e saperne qualcosina di più, proprio come capiterebbe nella vita di tutti i giorni quando si passa del tempo con persone che ci incuriosiscono.
I Cazalet disegnati dalla Howard sono imperfetti, convivono con nobili slanci e debolezze puerili, obbediscono ai chiaro-scuri e si muovono con la coerenza -e a volte l’incoerenza- delle persone reali.

Inutile dire che aspetto l’uscita del quinto volume con quel misto di trepidante rammarico che accompagna una vacanza breve e definitiva, come l’ultimo bis di un concerto prima che si chiuda il sipario.

Viv

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