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Aldo Costa, Non è vero, Piemme

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Dopo una serie di romanzi piuttosto corposi ho colto al volo il suggerimento di Agata -una delle voci del blog Parla della Russia- che, insieme ad Aldo Costa e ai suoi personaggi mi ha fatto vivere una breve vacanza sulle nevi del Gran Paradiso.

Lorenzo Cremona viene svegliato nel cuore della notte e precipitato nell’incubo di un’accusa infamante, la peggiore che possa coinvolgere un insegnante.
Ad occuparsi del suo caso è Serena Ainardi, pubblico ministero riluttante a scommettere sulla sua buona fede.

Alcuni romanzi non sono imperdibili e neppure perfetti ma funzionano, “Non è vero” entra a buon diritto nella categoria e il lettore si lascia docilmente condurre in alta quota a smarrirsi su un ghiacciaio inseguito da tre sicari, rischiando l’assideramento e la morte.
I pericoli della montagna si intrecciano con le insidie della calunnia, della sudditanza agli amori sbagliati, dell’avidità di denaro.
La narrazione si compone come un puzzle aggiungendo via via elementi dirimenti in sequenze alternate. Nell’insieme è un thriller di impianto classico in cui la natura irrompe prepotentemente e l’incalzare degli eventi non soffoca la narrazione e le relazioni tra i personaggi.

Ritroveremo la coppia Ainardi-Cremona nel secondo capitolo della trilogia ma il romanzo si conclude senza imporre necessariamente la lettura del seguito.
Personalmente sono sensibile alla serialità e ho già scaricato su Kindle anche “Non dormirai mai più”.

Viv

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