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Wu Ming 4, {Il Piccolo Regno} una storia d’estate, Bompiani

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“Oggi che sono tutti bianchi, quei capelli, e tanto più radi, la presbiopia della memoria seleziona con maggior nitidezza il passato remoto che non quello prossimo, il secolo scorso piuttosto che quello appena cominciato. Si finisce dunque col ricordare meglio gli eventi della propria infanzia che quelli della vita adulta. Si torna all’origine prima di diventare noi i ricordi di qualcuno, una fotografia nell’album di famiglia. Il presentimento è che per elaborare l’ultimo lutto, il nostro, dobbiamo essere capaci di fare la pace con i bambini che lasciammo nel giardino d’infanzia senza voltarci indietro.”

La Premessa per la Gente Alta, da cui ho stralciato queste righe, è scritta da uno dei quattro protagonisti, l’unico di cui conosceremo solo il soprannome, e apre un varco immediato verso il Piccolo Regno segnando il passo di un racconto dall’atmosfera agrodolce sulla perdita dell’innocenza.

Quattro cugini nell’età spensierata che precede l’ingresso nella vita adulta, le scorribande nella campagna inglese negli anni a ridosso del secondo conflitto mondiale, l’inevitabile distanza generazionale che la vita impone tra chi è già stato segnato e chi lo sarà presto.

Ogni pagina evoca ricordi sospesi, è uno scostar le frasche di accesso al nascondiglio segreto dietro al quale ciascuno di noi ha seppellito la propria fanciullezza, un’immersione negli anni in cui parlare con gli animali, raccogliere tesori da custodire nell’albero cavo e sfuggire al controllo dei grandi, sia pure dentro il cespuglio di un giardino, aveva il sapore di un’avventura meravigliosamente comprensibile.

L’estate di cui si racconta è quella che per i protagonisti segna il primo passo verso la consapevolezza, quella in cui l’età adulta comincia a reclamare il prezzo per ogni centimetro di statura. Le loro acquisizioni hanno ancora l’ambiguità delle fiabe e si nutrono di realtà e fantasia in egual misura.
La suggestione del racconto sta proprio nel suo collocarsi al limite di una soglia che non è ancora stata varcata, in un territorio di paure irrazionali, di misteri insoluti, di aneliti temerari in cui i Grandi non sono sempre i benvenuti e dove i bambini, ancora per poco, sentono di possedere una sorta di pensiero magico che pochi adulti riescono a conservare intatto.

Lettura su più piani che porta l’orologio indietro nel tempo e possiede una intensità nostalgica e pulita in cui anche il Male e la Morte sembrano affacciarsi con reticenza.

Romanzo in solitaria di uno degli autori del collettivo Wu Ming, Federico Guglielmi.

Viv