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Beatrice Masini – Roberto Piumini, Ciao tu, Bur

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Girovagando sui social mi capita spesso di leggere appelli di genitori alla ricerca di titoli da proporre ai loro figli. Domenica mattina, incuriosita da un suggerimento via fb di Sandra, ho scaricato “Ciao, tu” e a ridosso del pranzo ero già all’ultima riga.

Il testo è breve, l’impianto stesso lo esige: due adolescenti nei primi giorni di ginnasio, una serie di messaggi scritti da una Lei anonima ad uno dei compagni per incuriosirlo e provare a conoscerlo sondandolo in incognito.
Nello zaino di Michele, infilati di soppiatto, quelli di Lei, dietro la lavagna di classe le risposte di Lui.

Di lettera in lettera, tra piccoli impacci e qualche ostentazione di sicurezza, i due si svelano e si appassionano alla conoscenza reciproca e quando l’identità di Lei sarà certa oltre ogni dubbio gli sguardi che si incontreranno saranno quelli di due persone che hanno imparato a fidarsi l’uno dell’altro.

Delicato e fresco come dovrebbero essere i sentimenti, soprattutto in quella fase della vita.
Da proporre ad una giovane adolescente -in età da scuole medie per intenderci- e da rubare all’adolescente in questione per regalarsi un paio d’ore di spensieratezza.

Il valore aggiunto in questo caso è duplice poiché il romanzo in chiave epistolare crea dipendenza -da “Le relazioni pericolose” a “Le ho mai raccontato del vento del nord” gli esempi si sprecano- e, nell’immediato, potrebbe far nascere la voglia tutta anacronistica di colmare la distanza estiva scrivendo all’amica del cuore, magari con una di quelle carte da lettera che ai miei tempi si sceglievano con cura maniacale collezionandone un foglio in bianco per tipo.
Mi accontenterei anche di una mail ben scritta che non sia un accorpamento di anacoluti, emoticon e abbreviazioni.
La maturità, lo so, rende sognatori.

Viv