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In inglese le chiamano lunch bag ma la mia è piccina e, più che il pranzo, può contenere giusto la merenda da portare ai giardinetti.
Un succo, una mela, il panino con la marmellata et voilà, non ditemi che non vi sembra già di essere tornati bambini.

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In alternativa può diventare la borsina per la spesa di una bimba in età da asilo, in quell’età felice in cui si compra e si vende frutta di plastica con la complicità di mamme e nonne.
Quando ero piccola, al “negozio” ci giocavo soprattutto con la mia nonna; solo a distanza di anni mi sono resa conto di quanta pazienza mettesse nei suoi acquisti e nei dialoghi tra “signore” che condivano quei pomeriggi di contrattazioni.
Ma indovinate un po’ in cosa consisteva la merce? Ebbene sì, erano cerniere, bottoni e pezzetti di trine disposti in bell’ordine sull’asse da stiro. E ovviamente a me piaceva vendere più che comprare.
Qualcuno di quei bottoni e di quei preziosi ritagli di passamaneria è rimasto “invenduto” e lo conservo tuttora come un cimelio.

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Il pattern per questa borsa a secchiello lo trovate qui.

Viv