L’amore molesto

Elena Ferrante, L’amore molesto, edizioni e/o

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Sono stata una lettrice appassionata della saga de “L’amica geniale”. I suoi quattro volumi mi sono piaciuti in decrescendo, ma mi sono piaciuti, per scrittura, ambientazione, personaggi.
Tuttavia, nonostante i precedenti entusiasmi, mi sono accostata a questo primo romanzo della Ferrante senza grandi aspettative, per colmare una lacuna per così dire, e ora posso dirlo, non mi ha convinto. Non tanto per la scrittura, che resta densa e incisiva, quanto per i personaggi, inafferrabili e destrutturati, per l’ambientazione, scenari sospesi in cui si mescola realtà e memoria onirica, e più in generale per gli esiti artificiosi.

Delia, più che quarantenne, torna a Napoli per il funerale della madre. In un tortuoso percorso geografico e sentimentale disseppellisce un passato familiare dai legami malati a partire dall’attaccamento morbosamente possessivo di Delia per la madre che, nei suoi ricordi, oscilla tra l’innocenza e la colpevolezza.
Chi sia stata Amalia, ingenua vittima degli istinti violenti di un marito ossessivamente geloso o provocatrice ambigua che si concedeva al corteggiamento di altri uomini, è un mistero per Delia, da sempre esclusa dalla comunione spirituale con la madre, così come lo è per il lettore, contraddittoriamente investito da ricordi nebulosi.

Forse fedeli a quella “smarginatura” in cui a tratti sembrerà perdersi Lila ne “L’amica geniale”, i personaggi de “L’amore molesto” appaiono impalpabili e poco identificati.
Nei primi capitoli si viene travolti da un flusso narrativo privo di confini, in cui le azioni della protagonista e i luoghi in cui ci porta, sembrano frutto di un incubo nel dormiveglia. Il viaggio nel passato di Delia è cupo e minaccioso, popolato da uomini lascivi, inclini alla molestia sessuale, alla prevaricazione e all’oscenità verbale. Centrale su tutti la figura della madre in cui Delia si identifica patologicamente fin da bambina.
Nella madre Delia cerca se stessa e resta delusa, perché la madre le sfugge nella morte come durante la vita, quando alimentava quell’amore possessivo e dipendente che ha impedito a Delia di sbocciare come donna, ma delusi restano anche i lettori, vittime di un racconto pretenzioso che, seppure ben confezionato, tiene a distanza e non comunica che un vago senso di disagio.

Viv

17 pensieri riguardo “L’amore molesto

  1. La celebre Ferrante, ogni tanto seguo con interesse le discussioni sulla sua ricerca della sua vera identità.
    Le opere prime a volte si distaccano dallo stile e dalle caratteristiche che hanno poi certe scritture, peccato che non ti abbia convinta, quando amiamo un autore vorremmo sempre che tutti i suoi libri fossero all’altezza delle nostre aspettative, vero?
    Sempre sincera la tua recensione, in quei primi capitolo che riguardano il passano della protagonista scorgo delle vere inquietudini.
    Dovrò leggere un libro di questa autrice! Bacioni cara, buona giornata.

    1. Ho letto commenti molto contrastanti su questa autrice e sui suoi libri precedenti la quadrilogia. Ne ho un altro ma non so se ho voglia di scoprire da che parte mi schiererei…
      Se vuoi provare a leggerla punta su “L’amica geniale” 🙂
      Un bacione

  2. Io ho letto solo questo della Ferrante (ma ho scaricato il primo della quadrilogia e lo vorrei leggere), non mi è dispiaciuto. Ma come dici tu i personaggi sono poco caratterizzati e poi comunque mi è rimasto un grande amaro. Baci

  3. Mia mamma sta leggendo il secondo (dopo L’amica geniale, non ricordo il titolo) e ne è entusiasta, me la consiglia caldamente come autrice. Come sempre, io sono sospettosa ma alla fine dovrò cedere… Magari non partirò da questo, ecco. 😉

    1. Al ciclo de “L’amica geniale” al di là delle preferenze personali va riconosciuto che si tratta di letture che coinvolgono prepotentemente, difficile smettere di leggere per intenderci. Del resto sai già come la penso, ho parlato di tutti e quattro i volumi. 😉

  4. Ho letto solo questo della Ferrante che non è un libro semplice. E’ un lungo viaggio verso la scoperta della verità, di un “è successo” alla protagonista bambina. Certo che lascia amaro e malessere, ma è il tema a imporlo. La scrittura della Ferrante qui alimenta questo malessere e credo ne decanti la bravura.

    1. Il tuo giudizio è quello di molti lettori, io non riesco ad allinearmi del tutto perché mi ha trasmesso più l’artificio del malessere. Credo succeda per moltissime letture, ognuno di noi percepisce ciò con cui nel momento della lettura entra maggiormente in risonanza.

  5. Dici che ti sono piaciuti con andamento decrescente i quattro libri dell’Amica geniale, bene, come sai già, io ho letto solo l’ultimo libro scritto dalla Ferrante, quello che partecipava al premio strega l’anno scorso, eppure sono pronto a ripetere pari pari per quell’unico libro che ho letto di quest’autrice le stesse considerazioni che tu hai fatto oggi per L’amore molesto,
    Elsa Ferrante è una brava scrittrice (o un pugno di scrittori bravi sotto pseudonimo) che ha vissuto male i propri problemi personali perché continua a rimestarli in varie salse senza essere riuscita a somatizzarli.
    A me, come hai scritto nell’utlima risposta a un commento, quella lettura lasciò l’amaro in bocca e nessuna soddisfazione.
    Un caro saluto.
    Nicola

    1. È vero, mi sono piaciuti in decrescendo ma i primi mi sono piaciuti molto e anche l’ultimo, quello che hai letto tu, molto più de “L’amore molesto”. Credo che se tu avessi letto “L’amica geniale” invece dell’ultimo volume avresti un’opinione un po’ differente, del resto sono romanzi che si prestano ad essere letti solo in sequenza. Su questo romanzo resto perplessa anche se in molti lettori l’hanno apprezzato proprio per i motivi che non hanno convinto me.

    1. Sono tutti e quattro appassionanti ma dovendo fare una classifica il primo è quello che ho preferito. In ogni caso sono romanzi da cui è difficile staccarsi e si leggono tutto d’un fiato.

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