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Kent Haruf, Il canto della pianura, NNEditore

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Haruf è stata una scoperta per me, una bellissima scoperta, di cui sono debitrice, come già tante volte in passato, a Polimena. Qui la sua recensione.

Primo volume di una trilogia, slegata sul piano dei contenuti ma coerente rispetto alle atmosfere e all’ambientazione al punto che NNEdizioni li sta pubblicando in ordine sparso; a questo link potete leggere la lettera aperta con cui la casa editrice ha cercato di fugare i dubbi circa la sequenza di lettura.

Una manciata di personaggi, le cui storie si intrecciano alle atmosfere polverose delle pianure del Colorado in una coralità intensa che ha la ruvida essenzialità della vita.
Anime schive e dignitose, forgiate dalla fatica e dal vento, temprate dalla solitudine di una vita dedicata al duro lavoro, in cui i fatti contano più delle parole e le azioni hanno la generosa e impacciata genuinità dei fratelli McPheron.
C’è qualcosa di malinconico e di profondamente autentico nella loro attitudine alla giustizia, nella bontà con cui si piegano al senso del dovere.

Una prosa poetica, immobile, che non si attarda, capace di immagini quasi pittoriche.
Penso alle parole che chiudono il capitolo in cui i due fratelli McPheron si sforzano di trovare argomenti di conversazione che possano creare un ponte tra due mondi apparentemente lontanissimi. La delicatezza con cui l’autore allontana il suo sguardo lasciando i due anziani e l’adolescente all’intimità delle quattro mura ha la potenza evocativa di un carrello cinematografico.

“E così i fratelli McPheron proseguirono discutendo di bestiame da macello, di manzi di prima scelta, di giovenche e di vitelli da ingrasso, spiegarono anche questo, e i tre discussero a fondo fino a tarda sera. Parlando. Conversando. Spaziando un po’ anche in altri campi. Due uomini anziani e una ragazza di diciassette anni seduti al tavolo sparecchiato di una sala da pranzo di campagna, dopo cena, mentre fuori, oltre le pareti di casa e le finestre senza tende, un gelido vento del nord scatenava l’ennesima tempesta sugli altopiani. 

In queste sospensioni cariche di intensità io ho incontrato la magia della scrittura di Haruf.

Viv