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Brian Morton, Florence Gordon, Sonzogno

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” Parlare con Florence era sempre spiacevole. La cosa straordinaria era che era spiacevole in modi sempre nuovi.” 

Florence Gordon è una solista in un romanzo corale.
Scrittrice newyorkese e militante femminista dei tempi d’oro, orgogliosamente indipendente, avara di abbracci e di parole Florence è una donna coriacea e scostante.
Sin dalle primissime pagine non fa mistero del suo carattere spigoloso ed eccentrico disertando con poche parole sbrigative la festa a sorpresa che le amiche di sempre hanno organizzato per il suo settantacinquesimo compleanno.
Il suo unico interesse umano sembra esaurirsi agli ideali di rivendicazione femminile cui ha dedicato tutte le sue pubblicazioni e certamente non pare includere il figlio, la nuora e neppure la nipote con i quali ostenta una disinvolta assenza di partecipazione e un malcelato snobismo.

Una donna dalla coerenza e dal senso della giustizia inossidabile, un’attivista e una vera democratica che sostiene il diritto di parola di chi non la pensa come lei e insorge -dalla fila alla cassa, al manganello contro i dimostranti- in difesa di chi subisce un abuso o resta in silenzio di fronte a una prevaricazione.

Nonostante non faccia nulla per rendersi simpatica è una donna che ottiene il rispetto dei lettori per la sua lucidità implacabile, che la fa guardare ai membri della sua stessa famiglia, accomunati a vario titolo da un’incertezza di fondo, con il fastidio neppur tanto dissimulato che una donna granitica, intransigente perfino con se stessa, sente di dover riservare alle debolezze altrui. Ne sono parzialmente esenti l’ex marito, insegnante e scrittore baciato dai fallimenti, verso il quale conserva un sentimento di protezione che la obbliga a minimizzare i suoi successi, e la nipote Emily verso la quale sviluppa via via il rispetto che gli spiriti forti concedono a chi sa loro tener testa, o per lo meno ci prova, concedendole infine la cosa più simile all’approvazione che ci si possa aspettare da un personaggio così tetragono.
“Non sei la nipote peggiore che una donna possa sperare di avere.” 

Tuttavia Florence è una donna abituata a camminare in solitaria e negando l’accesso agli altri si sottrae anche al loro affetto, né si smentisce nel finale che ha il sapore amaro di un fade away.

Viv