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Chaim Potok, Vecchi a mezzanotte, Garzanti

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Da anni Chaim Potok fa parte di quella rosa di autori che mi sono spesso ritrovata a consigliare. Penso a “Il mio nome è Asher Lev”, “Danny l’eletto”, “In principio”, letture che mi hanno fatto amare questo scrittore come forse non sarebbe stato possibile con “Vecchi a mezzanotte”.
Questo è un romanzo costruito su tre racconti distinti cui fa da trait d’union una figura femminile che raccoglie le memorie di tre sopravvissuti ai pogrom emigrati in America: Noah unico superstite di un intero villaggio in Polonia, Leon Shertov ex ufficiale ebreo del KGB, un tempo fedelissimo a Stalin e ai suoi metodi di tortura e Benjamin Walter studioso di storia militare che negli ultimi anni della sua vita tenta di recuperare il ricordo degli anni trascorsi in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale.

Tre figure tragiche, vittime di eventi a cui sono sopravvissuti loro malgrado, tormentati da ricordi che non trovano voce se non quando la capacità di ascolto di Davita, quella stessa Davita protagonista di un precedente romanzo, restituisce dignità e spazio ad un vissuto rimosso, al dolore di un’esistenza percepita quasi come una colpa.
Le parole liberano, guariscono le ferite dell’anima, la memoria condivisa nobilita il sacrificio di altre vite e la comprensione apre alla speranza.

Lo stile di Potok è privo si sensazionalismi, non cerca di turbare il lettore con descrizioni scabrose e si fa interprete della vittima quanto del carnefice; significativamente nel secondo racconto il protagonista è un ebreo stalinista che solo tardivamente si rende conto di aver obbedito ciecamente ad un’utopia scellerata, a sottolineare quanto possa essere casuale trovarsi dalla parte degli oppressori.

Resta un’opera minore, cui manca lo slancio dei grandi romanzi, forse perchè il taglio del racconto non è sufficientemente ampio per il respiro narrativo di Potok, ma è comunque un buon libro, dai toni sommessi, in cui si percepisce la fatica del vivere e il peso della memoria.
Se ancora non conoscete questo autore fatevi un regalo per il nuovo anno, quando conobbi Asher Lev, fu amore a prima vista.

Viv