L’intenso calore della luna

Gioconda Belli, L’intenso calore della luna, Feltrinelli

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Romanzo di riflessioni al femminile che ruota intorno ad uno dei momenti cruciali della vita delle donne, quando la menopausa sopraggiunge a sparigliare equilibri acquisiti e gli ormoni, a cui anche il titolo fa evidente riferimento, si concedono l’ultimo giro di giostra.

L’azione si svolge in Nicaragua, in uno scenario con forti sperequazioni sociali su cui si stagliano gli agi della protagonista -moglie di un medico affermato e madre di due figli ormai adulti- che tentando di arginare gli effetti del tempo, trascorre le sue giornate tra il centro estetico e la palestra, predisponendo il menù della serata e rilassandosi sul dondolo del patio.
In realtà tutto questo lo scopriamo successivamente perché il racconto ci porta nella vita di Emma nel momento in cui investe Ernesto, falegname ed ebanista attraente e molto più giovane, amante dei classici della letteratura e feticista dei piedi femminili.
Il turbamento che ne segue porta verso un piano inclinato e risveglia nella protagonista la sessualità sopita nella routine coniugale. La trasgressione arriva di lì a poco accompagnata dalla pulsione a ricostruire un’identità soffocata nella dedizione al suo ruolo sociale.

L’intera vicenda supporta programmaticamente l’idea di un riscatto squisitamente femminile in cui la donna in menopausa rivendica il suo diritto alla pienezza, da un lato libera da vincoli di accudimento e dal timore di maternità indesiderate, dall’altro padrona di spazi intellettuali all’interno dei quali coltivare un legittimo desiderio di affermazione personale.

Per la verità, quanto al primo assunto, non ritengo che il climaterio porti con sé necessariamente il desiderio di uscire dagli schemi e sperimentare sessualmente il nuovo; mi risulta infatti che questo statisticamente accada in qualsiasi periodo della vita. Il secondo aspetto trovo sia soprattutto legato ai privilegi della protagonista che, essendo una casalinga benestante, non ha obblighi esterni alla famiglia e può dare libera destinazione alle energie ritrovate.

Stilisticamente alcuni passaggi grondano retorica, come la lezioncina della ginecologa che rincuora Emma su quanto l’aspetta sfatando luoghi comuni e il falò finale intorno al quale Emma compie un rituale che dovrebbe simboleggiare l’affrancamento dai capricci degli influssi lunari.

L’autrice, nata e cresciuta in Nicaragua sotto la dittatura, coglie la necessità di restituire dignità alle donne che affrontano un momento di passaggio in cui lo specchio e il mondo sembrano improvvisamente meno condiscendenti. Eppure, pur essendo un romanzo scritto con tutta evidenza dalla parte delle donne, rischia di ottenere un effetto paradosso insistendo su clichè che andrebbero superati, in primis dalle donne che non dovrebbero fare della loro fertilità -e seduttività- un feticcio.
D’altro canto la società avrebbe innumerevoli esempi per sfatare il mito della giovinezza tour court ma non sono le donne come Emma, dalla consapevolezza vaga e tardiva, le prime che mi vengono in mente.

Viv

24 pensieri riguardo “L’intenso calore della luna

  1. Anch’io ne sento parlare per la prima volta, trovo che sia un argomento complesso e che sia facile cadere nella retorica di cui parli, come te penso che certe azioni e reazioni non siano tipiche di un’età soltanto, semmai penso che siano legate a certi tratti del carattere. Brava tu che scovi sempre letture particolari! Bacioni Viv, buona giornata!

  2. Avevo letto molti anni fa un libro di Gioconda Belli, La donna abitata. Non ricordo molto ma certo non doveva avermi colpito se ora manco ricordo di cosa parlasse. Quando alla sensazione di fastidio sull’insisenza verso certi temi femminili condivido in pieno!

  3. Secondo me oltre a essere bionica, hai scoperto come dilatare il tempo, perché non leggi solo tantissimo, ma riesci a cogliere ogni volta caratteristiche particolari che ci trasmetti nelle tue recensioni sempre molto accurate. Non conoscevo quest’autrice.

  4. Anche a me piacciono le tue recensioni, i tuoi giudizi sono sempre onesti e rispecchiano bene il tuo carattere. Avvisi il lettore e lasci a lui la scelta di leggere o meno il testo che recensisci.
    Un abbraccio.
    Nicola

  5. Di Gioconda Belli avevo iniziato, ed ho poi colpevolmente interrotto, “La donna abitata”, regalatomi da un’amica, ma non mi prendeva per niente, anzi! Mi sembrava ridondante, retorico, non so…
    Ora sto dando una seconda chance a Irene Nemirowsky con “Due”, regalo della solita amica, e, saranno i miei nuovi interessi storici, sarà l’ambientazione parigina, mi sta piacendo più del “Vino della solitudine”.
    Buon pomeriggio 🙂

    1. Sai già che Irene per me è tra i “preferiti”, con le dovute alternanze. Consiglio sempre, forse perché io li ho trovati dei gioiellini, due brevi racconti “Il ballo” e “La moglie di Don Giovanni”. Tra i romanzi “Jezabel”. “Due” l’ho letto ma non ne ricordo la trama, dovrei leggermi la sinossi ma se non ricordo male mi sembra uno di quelli riusciti.

      1. E’ quello che racconta dei giovani parigini al ritorno dalla Grande Guerra e dei loro amori. “La moglie di Don Giovanni” me l’avevi già consigliato”; l’altro mi pare di no. Un buon motivo per cercarli entrambi 😉

  6. Leggo con enorme sorpresa che molti non conoscono nemmeno il nome, e tantomeno le opere, di questa (invece) grande scrittrice: una lacuna che consiglio di colmare al più presto, perché Gioconda Belli appartiene di diritto alla grande letteratura latinoamericana, insieme ad Isabel Allende, Marcela Serrano, Luis Sepùlveda e molti altri. Gioconda Belli, oltretutto, ha avuto una vita estremamente densa ed impegnata, essendo stata parte attiva della rivoluzione sandinista in Nicaragua: una persona dalle molte angolature. I suoi libri sono tutti molto belli e di grande qualità letteraria: cito (ma non i soli) “La donna abitata” (un libro straordinario), e “L’infinito nel palmo della mano” (Un libro stupendo, veramente: Gioconda Belli ha scritto, nella Prefazione, ”credo che ci furono una prima donna e un primo uomo, e che questa potrebbe benissimo essere la loro storia………questa è la storia di ciascuno di noi”. E’ così. Il merito di questa grande scrittrice è quello di aver saputo raccontare quella storia – da laica ma senza mai sfiorare la blasfemia, senza mai rischiare di offendere il lettore credente – in un modo incantevole, tanto che quando si legge l’ultima pagina si ha voglia di riaprirlo e ricominciare daccapo).

    1. Lo metterò nella lista dei libri di prossima lettura. Ti ringrazio per la segnalazione, l’utilità nel parlare di libri è proprio lo scambio con chi di quei libri ha letto e può significativamente parlare.

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