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Kathleen Winsor, Amber, Neri Pozza

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Con questo romanzo nel 2011 Neri Pozza ha inaugurato una collana dedicata ai bestseller del passato che “hanno rappresentato una svolta nei costumi o nel comune sentire di un’epoca”.
Nel 1946, anno della sua prima pubblicazione, l’America puritana lo mise all’indice scandalizzata dalla spregiudicatezza della protagonista e dai frequenti rimandi a situazioni riconducibili al sesso. Immagino sia superfluo sottolineare che gli aspetti pruriginosi, già edulcorati dalla censura del primo editore, siano ad oggi meno che semplici accenni, va altresì detto che, quantunque in quegli anni Amber sia diventatata il simbolo dell’emancipazione femminile, è un personaggio che brilla per le sue cattive qualità. Capricciosa e volitiva come Rossella O’Hara, astuta e senza scrupoli come Becky Sharp, incarna il prototipo della bella ambiziosa e arrivista, sulla scia di una velina dalla schietta amoralità.

Orfana illegittima di nobili natali, cresciuta al di sotto del suo rango da una famiglia di contadini, a sedici anni fugge a Londra inseguendo il primo amore, l’unico, per inciso, che mette radici nel suo cuore e che torna a scaldare il suo letto ad intervalli irregolari per tutto il romanzo. Vittima di impostori più scaltri e navigati, attrice negli anni in cui recitare era prerogativa delle sgualdrine, si concede a chiunque possa esserle utile nella sua scalata sociale acquisendo un ricco patrimonio e un titolo nobiliare fino a diventare una delle favorite di Carlo II Stuart.

Per la mole -quasi novecento pagine- e le tematiche a cavallo tra il romanzo storico e la novella a sfondo romantico, “Amber” sarebbe stato un perfetto feuilletton a puntate. Il ritmo è agile e gli eventi storici -la vita di corte, la peste, l’incendio di Londra- sono inseriti senza forzature, frutto di uno studio approfondito che fonde il personaggio storico e quello di fantasia inserendoli in un’ambientazione coerente.
Anche se al pari di uno sceneggiato della BBC rinfresca molte nozioni della storia inglese del periodo della Restaurazione il bacino di utenza non è quello dei fruitori di romanzi storici.
Lo stile è scorrevole ma non ha l’accuratezza dei grandi classici e la Amber che si ritrova incarcerata per debiti a Newgate non esce da una penna raffinata come quella che vi rinchiuse Moll Flanders.

Viv