Il bordeaux raddoppia

In largo anticipo sui freddi dei prossimi mesi, continua la produzione di berretti di lana.
Il filato è lo stesso utilizzato per i miei primi scaldacollo ai quali entrambi i cappelli si abbinano alla perfezione.

Il primo è ancora una volta ispirato al Fresco Slouchy Hat di Susan Mills.
I link al modello li trovate qui.

IMG_1693_Fotor

Il secondo invece è stato una piacevole scoperta sul blog La maglia di Marica.
Si tratta di un berretto realizzato con i ferri diritti, essenziale nella sua semplicità.
Insieme alle spiegazioni relative ai calati, Marica fornisce un’utilissima tabella che, in base al filato scelto e alla misura dei ferri da utilizzare, indica quanti punti montare per ottenere la circonferenza desiderata e quanti centimetri lavorare prima delle diminuzioni.

IMG_1676_Fotor_Collage_Fotor

Al mio cappellino liscio ho aggiunto un grande fiore lavorato all’uncinetto.
Tramite Pinterest sono approdata al blog Spaziolilla che ha pazientemente raccolto in un’ampia sezione gli schemi gratuiti dedicati ai Fiori all’uncinetto.

La lana è la stessa per entrambi i berretti. Dalle foto non si direbbe ma il bordeaux è caldo e deciso, più simile al secondo collage che alla prima foto che vira al rosso ciliegia.

Quasi dimenticavo, in grigio potete ammirare Lily e in nero Bessie, che oggi festeggiano il loro primo anno in famiglia.

Viv

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28 pensieri riguardo “Il bordeaux raddoppia

    1. Soprattutto lo schema del secondo cappellino è un punto di partenza per tutte le altre varianti, una tabella davvero preziosa e utilissima da stravolgere con criterio aumentando e diminuendo per raggiungere il risultato desiderato. Scommetto che la troverai utilissima! Buona giornata 🙂

  1. E qui c’è da scegliere, sono belli entrambi e ti dirò, stamattina mi sono svegliata con 13°C, quasi quasi un cappellino mi servirebbe!
    E doppio evviva e tanti auguri a Lily e Bessie, micette fortunatissime ❤
    Un bacione cara, buona domenica!

  2. Un tempo ( molto tempo fa) sapevo pure io lavorare con l’uncinetto, ma non sono mai andata oltre gli insopportabili centrini. Almeno con un attrezzo solo tra le mani non potevo rischiare di restarne prigioniera. 😉
    Un lavoro come quello presentato qui posso ammirarlo, estendendo l’ammirazione anche a gatte e modella. 🙂

    1. Io ho imparato a uncinettare da un’anziana zia croata che impugnava l’uncinetto in modo piuttosto anomalo quindi tutt’ora, anche se saprei farlo correttamente, la mia comodità mi suggerisce di zappare e scalzare come una contadina. Forse potrei rimanere prigioniera pure io con tutti quei movimenti inconsulti 🙂 ?

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